
ROCCO SABATELLA
Alla vigilia De Giorgio si aspettava risposte importanti dalla sfida del Viviani contro la corazzata Avellino. Voleva capire, dopo la partita, se il Potenza avrebbe superato questa prova importante contro un’altra grande del campionato nel senso di aver raggiunto una piena maturità per misurarsi ad armi pari con le formazioni dell’alta classifica di cui l’Avellino fa parte a pieno titolo. Pur elogiando alla vigilia la sua squadra per la crescita così evidente che non si aspettava, cercava un ulteriore step di progressi sul piano della personalità e della capacità di stare in campo senza subire la superiorità degli avversari come era successo a Benevento e a tratti con il Trapani. Alla fine dei 96 minuti contro l’Avellino, possiamo dire, senza tema di smentita, che la prova è stata superata
ampiamente per la felicità di De Giorgio molto soddisfatto della prestazione di tutta la sua squadra. E le analisi in generale vanno in questa direzione. Ossia la partita fatta dal Potenza non si è prestata a nessuna domanda all’allenatore su che cosa contro l’Avellino non avesse funzionato. Per il semplice fatto che il Potenza ha giocato veramente ad armi pari contro i campani e lo ha fatto molto bene in tutte le zone del campo e in tutte e due le fasi del gioco. Costruendo gioco sempre dal basso e cercando imbucate sia centralmente che sulle corsie laterali. E lo diciamo con convinzione perchè di fronte aveva un avversario completamente diverso da quello disastroso delle prime giornate e che è venuto al Viviani per un solo obiettivo: conquistare i tre punti ed accorciare le distanze nei confronti del Benevento sconfitto sabato scorso a Picerno. In sintesi anche il Potenza può stare con pieno diritto nel novero delle migliori del girone perché ha ancora margini di miglioramento e gioca un ottimo calcio. Con la conferma che il rapporto qualità ottima e costi contenuti hanno dato ragione alla programmazione approntata per questa stagione. Lo 0 a 0 finale è stato giusto anche se l’Avellino poteva portarsi a casa i tre punti grazie all’indiavolato Patierno sui cui piedi sono capitate le migliori occasioni, due fallite ed un’altra sventata da Alastra. Occasioni arrivate più per i meriti della squadra irpina che per demeriti o errori dei giocatori rossoblù. Semmai se proprio vogliamo trovare il classico pelo nell’uovo che si può addebitare solo alla sfortuna, possiamo dire che i recenti infortuni che hanno colpito diversi giocatori oggi ritornati ad essere disponibili ma senza avere grande minutaggio hanno impedito che la squadra potesse usufruire di un contributo più determinante nell’economia del gioco e delle sostituzioni. E’ il caso di Caturano non al meglio dopo tre turni saltati per il
problema al polpaccio, di Castorani in panchina ma praticamente inutilizzabile, di Ghisolfi, Burgio e Milesi anch’essi con pochi allenamenti nelle gambe. Il Potenza non è stato passivo per niente e le sue buone opportunità se l’è anche costruite ma senza concretizzarle. Un paio nel primo tempo con Caturano che anticipa il portiere irpino Iannarilli ma mette fuori, con Erradi il cui tiro dentro l’area viene respinto quasi sulle linea e con un paio di strappi di Schimmenti nella ripresa che meritavano migliore sorte. Per capire i meriti del Potenza e di De Giorgio basta ricordare che l’Avellino, con le cinq sarebbero titolari in tutte le squadre del girone mente il Potenza ha mandato dentro un 2005, Vilardi e un 2003, Selleri che hanno fatto la loro parte e hanno avuto anche la chance di far male al portiere dei campani. Aver mantenuto contro una simile batteria di attaccanti la porta inviolata non mettendo il pullman davanti alla porta ma con una fase difensiva organizzata e partecipata da tutti i giocatori in campo è un’altra nota di merito di chi è andato in campo e dell’allenatore. Che era giustamente fiero dei suoi ragazzi al triplice fischio finale dell’ottimo Ramondino di Palermo. L’unica nota stonata e non poco della giornata sono stati gli incidenti provocati, fuori dallo stadio a fine gara, dai tifosi dell’Avellino che volevano venire a contatto con quelli del Potenza. Ma le forze dell’ordine hanno riportato tutto alla normalità e i tifosi avellinesi sono stati accompagnati ai pullman per ripartire.