POTENZA: ALLA SCOPERTA DEL SUO PASSATO E DEI SUOI TESORI

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Giovanni Benedetto

Un giro per via Pretoria tra i suoi vicoli, le piazze e le chiese ubicate lungo l’asse della via principale per cercare il senso dei simboli che mostra la nostra città.
Angoli, piazze, chiese abituati a vederle con l’occhio distratto sono purtroppo insignificanti.
Si apprezzano solo conoscendo la genesi delle opere umane: motivazioni delle trasformazioni che hanno subito nei secoli per adattarsi continuamente alle esigenze delle comunità che si sono succedute.

Chiesa San Michele

L’arte sacra, attraverso la storia delle chiese di via Pretoria, forse è il patrimonio più ricco che ci ha consegnato la storia della pittura e della scultura.
Con la legge regionale in cui si stabilisce che Potenza al pari di altri centri lucani come Matera, Venosa, Rivello, Acerenza etc è città d’arte, si è sollevato un grido di stupore e incredulità da parte di alcuni.
Certo la città non si candida a ricevere alcun premio né a confrontarsi con città più fortunate dove esprimono meglio il più integro e ricco patrimonio architettonico, artistico e storico.
Con uno sforzo maggiore, per le devastazioni subite nel tempo, anche la nostra città ha il suo patrimonio storico da esporre, compreso quello umano.
Basta studiare, dedicarsi per approfondire le specificità del posto per rivalutare e farle emergere anche sotto il profilo culturale e antropologico.
Evidenziare, perché no, il carattere genuino e accogliente dei lucani, l’ospitalità e il rapporto empatico che instaura con le persone non autoctone.
Una città e un nome, Potenza, dalle origini incerte ma sicuramente risalente all’epoca greco-romana come dimostrano alcuni resti venuti alla luce qualche decennio fa: la villa romana e le mura di un’altra domus ritrovata in occasione degli scavi del cavalcavia del Gallitello.

Ponte romano San Vito

Cosi pure il ponte Sant’Aronzio, chiamato ai giorni nostri Ponte San Vito, a tre luci sul basento, risalente all’epoca tardo-romana e facente parte integrante dell’antico percorso della via Herculea che attraversava tutta la Lucania.
Una città antica che nell’epoca medioevale si cinse tutta intorno di mura che furono rase al suolo dopo una guerra già nel 1268
Fu il conte Guevare che nel XV sec. con ingenti somme fece ricostruire per l’ultima volte la fortezza con le torri di guardia e le porte d’accesso.
Ma le guerre, e soprattutto i terremoti che si sono susseguiti fanno si che le due torri difensive ancora oggi visibili, che si innalzano  nelle mura, siano tra i pochi resti, della cinta muraria, esistenti.
Nel 1806 Potenza fu elevata alla dignità di capoluogo della regione e si dice che per fare spazio ai nuovi locali che le nuove esigenze burocratiche ed amministrative richiedevano, la popolazione più povera lasciò i locali situati a piano terra e andò ad abitare nei vicoli dove c’erano sottani a uno o due piani sotto il livello stradale .

Questo il resoconto di un mini tour turistico organizzato da  Giulio Brienza, operatore turistico dell’agenzia Tiare’ Viaggi, e Tomangelo Cappelli, architetto. Un modo diretto ed efficace di interessare le persone , residenti e non, di vivere l’esperienza di un tuffo nella memoria collettiva.
La visita guidata di stamattina, che potremmo definire “visita numero zero”, è stata molto apprezzata dai partecipanti, una risposta che depone bene per incentivare altre iniziative simili nel futuro.

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Sull' Autore

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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