POTENZA, COSI’ E’…. SE VI PARE

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GERARDO LISCO

 

 

A proposito delle prossime elezioni comunali a Potenza. Gli antichi romani, gente che se ne intendeva di gestione del potere, nei momenti di crisi alla plebe offriva “ pane et circenses”. A Potenza è stato sufficiente un “caiata” qualsiasi per intercettare in modo strumentale le giuste istanze di brave persone preoccupate per le sorti della propria città indirizzandole vero la costruzione di un’opera: megastadio con annesso centro commerciale e albergo, che sarà la mazzata finale per la città. Ho avuto la pazienza di leggere tutti i commenti alcune delle questioni poste meritano attenzione altre sono completamente campate in aria. Sul piano politico la contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra è solo una farsa. Siamo in presenza di ceti che utilizzano categorie politiche come centrodestra e centrosinistra solo come “magliette” per identificarsi tra di loro. I ceti che da decenni dominano questa Città hanno un solo fine ed è quello di continuare a mantenere la propria posizione dominate e di continuare ad estrarre risorse dal contesto nel quale operano. Fino ad ora hanno estratto risorse dalla funzione amministrativa e burocratica che Potenza ha avuto per decenni. Fino ad oggi i principali benefici sono venuti dalla funzione amministrativa e burocratica che Potenza ha rivestito in questi anni. Tale funzione ha creato occupazione, distribuiti secondo l’appartenenza politica e lo status sociale di coloro che ne hanno beneficiato, che a sua volta ha favorita la crescita demografica della città con la conseguente espansione urbanistica e quindi speculazione urbana e finanziaria. Da anni Potenza sta perdendo questa funzione per cui i ceti dominanti hanno necessità di individuare nuove occasioni dalle quali estrarre risorse utili alla conservazione del proprio status. Dopo l’approvazione del piano regolatore da parte della amministrazione guidata da Santarsiero e lo sfruttamento delle ultime occasioni riveniente dallo sviluppo urbano l’attenzione si è rivolto verso le energie alternative e in particolare l’eolico. Il territorio che circonda Potenza è ormai saturo di pale eoliche per cui le occasioni di ulteriori interventi finalizzati ad alimentare la rendita sono prossime all’esaurimento. In questi anni la città di Potenza è stata interessata non solo dalla riduzione della sua funzione amministrativa anche da un processo di deindustrializzazione che ha portato alla desertificazione della sua modesta area industriale. Le fabbriche esistenti hanno chiuse con la perdita di ulteriori posti di lavoro lasciando abbandonate a se stesse aree che fanno sicuramente gola ai “furbetti” che pensano di trarre profitto da una situazione di questo tipo presentandosi anche come benefattori della Città. In questo va inquadrata la questione Stadio.
Potenza ha lo Stadio storico, nel quale ha giocato anche in serie B. Non c’è dubbio che ha bisogno di essere ristrutturato per consentire alla squadra di poter aspirare a giocare in serie superiori. Da qui a pensare che la costruzione di un mega stadio con annesso centro commerciale, alberghi nella zona occupata dalla ex Cip Zoo possa tradursi in leva di sviluppo della città è un errore enorme che pagheremo come cittadini potentini per i prossimi decenni. L’affare, nel caso in cui una tale opera dovesse essere realizzata, lo farà chi avrà realizzato l’opera privatizzando i profitti e socializzando i costi. Città come Milano, Torino, Roma o anche città più piccole hanno squadre che competono in serie superiori non perché hanno uno stadio megagalattico ma perché il contesto economico e sociale è tale che può reggere una squadra in categorie superiori e non viceversa. Da molti commenti evinco solo tantissima confusione mentale. Se a Milano ci sono Inter e Milan che giocano in serie A è perché il contesto è tale che le due squadre possono estrarre risorse che permettono loro di competere ad alti livelli. Lo sviluppo di Milano non è dovuto al fatto che sono due squadre di calcio ma esattamente per ragioni contrarie. Le squadre di calcio sono parte dell’indotto che viene dall’insieme delle attività economiche e finanziarie che interessano la Città. Le due squadre esistono perché c’è un tessuto di attività che possono finanziarie le squadre e non viceversa. Le squadre ci sono perché gli 80.000 posti offerti dallo Stadio Meazza possono essere occupati da altrettante persone che possono permettersi di acquistare il biglietto o l’abbonamento per andare a vedere la partita e le 80.000 persone possono farlo non perché esiste lo stadio e le squadre ma perché c’è un tessuto economico che le occupa garantendo loro un salario. 
La aree deindustrializzate di Potenza fanno gola a chi ha in mente di realizzare attività speculative dalle quali ricavare rendita e profitti. Nel caso specifico fa leva sulle frustrazioni di un pezzo di società potentina alla quale invece di offrire un’idea di sviluppo della città tale da portare lavoro e una giusta redistribuzione della ricchezza prodotta, proprio come nell’antica Roma, i ceti dominanti, per regolare i conti tra di loro, offrono “ panem et circenses” per la verità poco o niente “panem” e molto “circenses” per indirizzare gli elettori alle prossime elezioni comunali.
Dicevo ho letto alcuni commenti interessanti. Uno poneva la questione del mantenimento del verde urbano, dei giardini pubblici, aggiungo dell’illuminazione, delle strade, ecc. E’ questo un problema serio, reale, che fa i conti con un bilancio comunale da poco risanato e che con il federalismo differenziato, senza una precisa e concreta idea di sviluppo della Città tornerà ad aggravarsi.
Se non fosse ancora chiaro il federalismo differenziato, sostenuto in egual misura da : PD, Lega e Forza Italia, avrà effetti devastanti su bilanci comunali . Per una città come Potenza che vede il crollo demografico, l’invecchiamento della popolazione, la riduzione delle stesse attività imprenditoriali e la perdita della sua funzione amministrativa e burocratica è la morte certa. Ed è per questa ragione che non si può consentire la realizzazione di interventi speculativi miranti ad alimentare solo posizioni di rendita con costi che si scaricheranno sul sociale.
Il tema da porre all’ordine del giorno in vista delle prossime elezioni comunali è quale idea di sviluppo e di crescita per la Città. Lo stadio megagalattico non risponde a nessuna logica di sviluppo. 
Risponde ad una logica di sviluppo ragionare sulle aree interessate da processi di deidustrializzazione. Uno dei commentatori ha scritto che l’area ex Magneti Marelli è stata acquista da un gruppo privato con l’intenzione di costruire l’ennesimo Centro Commerciale. Siamo proprio sicuri che Potenza ha bisogno di un ennesimo centro commerciale? Permettetemi qualche dubbio. Penso che la prossima amministrazione comunale debba affrontare seriamente la questione. Il recupero di aree occupate un tempo da complessi industriali sono stati rilevati da gruppi finanziari per realizzarvi investimenti speculativi . Possiamo permettere che ciò accada anche nella nostra Città? Io penso di no. Penso che bisogna aprire un confronto con i soggetti interessati per la riconversione industriale di quelle aree. Se i potenti hanno sempre meno soldi da spendere la nascita di nuovi centri commerciali potrebbero nascondere forme di riciclaggio di denaro sporco. Mi spiego. Chi investe lo fa per realizzare profitti. Se viene costruito un nuovo centro commerciale sapendo che in quell’area la domanda è già satura mi viene da pensare che lo scopo è altro e cioè la pulitura di capitali illeciti.
Potenza, noi potentini, abbiamo bisogno di una Città che torni a crescere. Dopo il ridimensionamento della sua funzione amministrativa e lo smantellamento quasi totale della modesta attività industriale, l’unica risorsa che può aiutare la città a rinascere è l’Università e la ricerca ad essa connessa.
Oggi gli studenti iscritti all’UNIBAS sono poche migliaia. L’UNIBAS non è stata ancora chiusa grazie ad una forte volontà politica, diversamente visti i criteri adottati dai governi : PD, Forza Italia e Lega, nell’attribuire le risorse avrebbe chiuso i battenti già da tempo. 
La sfida che dovrà affrontare la prossima amministrazione comunale non è la costruzione del mega stadio  ma far si che  Potenza diventi la  CITTA’ DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA. 20.000 studenti con l’indotto salveranno la Città e permetteranno anche la costruzione del megastadio.
Il recupero e la valorizzazione di aree industriali, come quello di quartieri, sempre più simili ai piccoli paesi dell’interno abitati in prevalenza da anziani, passa solo attraverso la costruzione di una Città in funzione dell’unica e concreta risorsa che ha sul territorio e cioè l’Università. E’ del tutto evidente che il problema non si risolve spostando, come sostengono alcuni , il Rettorato nel centro storico, questa è una cazzata. La questione si affronta e si risolve aumentando l’offerta formativa( istituzione della Facoltà di Medicina), aumentando gli stanziamenti per la ricerca (se le royalties del petrolio devono servire a qualcosa servissero a questo), convertendo le aree industriali dismesse favorendo attività imprenditoriali che attingono manodopera dalle nostre facoltà scientifiche. 
Quando scrivo non più UNIBAS ma UNIPZ è chiaro che immagino una città che diventa essa stessa complesso universitario ed imprenditoriale legata a questa idea. Dall’urbanistica, al trasporto locale, all’accoglienza, alla qualità della vita sociale devono essere tutte finalizzate a realizzare questo obbiettivo.
Potenza con i suoi 67.000 abitanti (Istat 2017) e con il consistente numero di elettori, in una regione dei piccoli numeri, può ancora influenzare in modo consistente le scelte politiche regionali. 
In questi giorni, in prossimità delle elezioni comunali, apprendo di questo proliferare di liste civiche, spesso espressioni di qualche condominio sono funzionali ai gruppi di pressione e dei ceti dominanti che si apprestano a spartirsi le spoglie di questa Città. I ceti dominanti più creano casino, ingovernabilità, e meglio possono realizzare i loro affari.
Un’idea di sviluppo della città può partire solo dalla lotta senza quartiere alle rendite di posizioni. I cittadini di Potenza devono riscoprire il senso di appartenenza che è senso civico e non tifoseria. Il senso di appartenenza lo possono riscoprire solo intorno ad un’idea di sviluppo che investimento sul futuro che passa attraverso la valorizzazione del capitale umano. Che è dato, per capirci, dai  nostri figli che, dopo aver studiato, emigrano ed ai quali, come se non fosse sufficiente, i genitori continuano ad inviare danaro per sostenerli nelle nuove realtà dove comunque sono assoggettati a processi di socializzazione che sono spesso rinuncia a se stessi e alla propria identità. DAL BLOG PATRIA E COSTITUZIONE

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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