POTENZA, DISFATTA TOTALE

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ROCCO SABATELLA

Contro l’Avellino doveva essere un esame di maturità e invece il Potenza ha toccato davvero il fondo. Per la terza volta consecutiva, quarta se consideriamo la sconfitta ai rigori contro la juniores della Juve Stabia, la squadra rossoblù non riesce a fare punti in trasferta. Una disfatta totale per il Potenza preso a pallonate dai campani e senza aver mai dato l’impressione che la situazione in campo si potesse raddrizzare. Nemmeno quando Caturano è riuscito a dimezzare le distanze dopo il micidiale uno- due dei padroni di casa che non hanno accusato la minima difficoltà in campo pur avendo dovuto rinunciare a ben 9 titolari. Partita già messa in ghiaccio nel primo tempo quando l’ Avellino ha fatto il bello e il cattivo tempo senza che il Potenza opponesse una pur minima difesa. Ben disposti in campo, corti, equilibrati gli uomini di Pazienza hanno preso subito possesso della zona nevralgica del terreno di gioco e hanno creato sempre superiorità sulle corsie esterne e nelle percussioni centrali trovando sempre pronti a far male i due attaccanti Gori e Sgarbi autori di una doppietta a testa. Potenza non pervenuto, senza equilibrio, con atteggiamento sbagliato, sfilacciato e senza collegamento alcuno tra i vari reparti. Un’anarchia totale a cui l’allenatore Colombo non ha messo rimedio. Il risultato finale è rimasto lo stesso sancito nella prima frazione di gioco, 4 a 1, solo perché l’ Avellino ha tolto il piede dall’acceleratore e anche per alcune occasioni mancate dai lupi irpini che avrebbero fatto assumere al punteggio proporzioni più vistose. Una serata che più storta non poteva essere visto che sono usciti per infortunio Porcino per una distorsione alla caviglia e Schiattarella per un problema muscolare che dovrà essere valutato. Sicuramente una serata decisamente negativa di tutti quelli scesi in campo, ma secondo noi ha contribuito alla disfatta anche il nuovo modulo inaugurato sette giorni fa nella partita con il Monterosi. Per tutta una serie di motivi. In primis perché non si può far metabolizzare ad una squadra una disposizione tattica dopo solo una settimana di allenamento e il perfezionamento dei meccanismi è difficile da raggiungere con soli altri sette giorni di lavoro. In secondo luogo da dire che il Potenza è stato costruito con elementi adatti e idonei a fare il 3/5/2, che si è lavorato in precampionato su questo sistema dopo la parentesi di Viggiano in cui Colombo ha impostato la difesa a quattro, che nelle prime cinque giornate il Potenza ha giocato con il modulo più conosciuto e meglio assorbito dai giocatori, ossia il 3/5/2. Che rimane il sistema di gioco più equilibrato in tutte le zone del campo, soprattutto in quelle in cui ieri sera il Potenza ha fallito completamente consegnandosi alla squadra avversaria. Tre dei quattro gol degli irpini sono arrivati dalle corsie esterne dove Hadziosmanoivic, Porcino e Verrengia sono andati costantemente in difficoltà perché l’Avellino aveva sempre superiorità numerica per poi effettuare i passaggi per i due funambolici attaccanti. Aldilà dell’atteggiamento che ogni giocatore deve avere necessariamente in campo, il Potenza ieri sera ha dimostrato che non è in grado di assicurarsi equilibrio e compattezza se i tre attaccanti non vanno a dare a turno sistematicamente una mano ai centrocampisti. E’ successo contro il Monterosi per la pochezza dell’avversario, ma appena ti trovi di fronte una avversario di maggiore qualità tecnica e più organizzato tatticamente come l’Avellino, vai sempre in grande difficoltà e rischi imbarcate clamorose. Con la difesa a tre hai la sicurezza dell’aiuto costante dei due quinti che permettono ai braccetti di non trovarsi quasi mai da soli a difendere e anche i centrocampisti svolgono un compito molto determinante nella fase di non possesso. Tutte accorgimenti che ieri sera non si sono visti per niente per evitare una simile figuraccia. Per di più anche nella scelta della formazione che doveva affrontare l’Avellino, Colombo non è stato conseguenziale con quanto provato nel lavoro quotidiano. Per esempio ha provato in allenamento quasi sempre Volpe e poi lo ha tenuto in panchina, ci ha detto che il più reattivo a centrocampo era Candellori e lo ha lasciato in panchina. Ma anche ad inizio campionato la gestione della rosa è sembrata singolare e finalizzata a sconfessare l’operato di Varrà visto che in campo sono andati al massimo due soli nuovi giocatori. Anche il cambio improvviso del modulo, con il passaggio alla difesa a quattro non è sembrato una cosa logica perché era scontato che una o due settimane sarebbero state davvero poche per perfezionare i meccanismi del nuovo sistema tattico e far svoltare il Potenza. L’ Avellino ha disputato una grande partita ma in questo è stato aiutato dal Potenza che non è stato capace di trovare le contromisure ed è stato travolto dalla facilità con cui Sgarbi e Gori sono riusciti a segnare i quattro gol in piena libertà. Il gol di Caturano, su assist di Sbraga, doveva dare una scossa al Potenza ma purtroppo non è andata esattamente cosi perchè la partita cominciata male è proseguita peggio con gli irpini padroni assoluti del campo e liberi di fare tutto quello che hanno voluto. Nel tripudio della tifoseria che vede la sua squadra risalire la classifica e cominciare a mostrare il suo valore. Perdere contro l’ Avellino incerottato ci può anche stare. Farlo in maniera indegna come l’ha fatto il Potenza ieri sera non è accettabile.
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Rocco Sabatella...

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