POTENZA: IN CITTÀ REGNA IL DEGRADO

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Giovanni Benedetto

Nel mese di giugno la giunta comunale di Potenza entra nel terzo anno di attività.
Per un anno è rimasta semiparalizzata a causa delle restrizioni che i decreti del presidente del consiglio, Dpcm, hanno imposto alla mobilità dei cittadini e alla chiusura totale o parziale di molte attività economiche, sopratutto private.
Hanno funzionato  a regime o quasi, tutti i servizi pubblici compresi quelli erogati dal comune o dalle società ad esso collegate.
Il comune ha competenza diretta sul mantenimento di tutti i servizi cittadini: viabilità, illuminazione, servizi socioassistenziali, mentre i trasporti, la raccolta differenziata, l’erogazione dell’acqua e gli impianti di depurazione sono affidati a società terze.

Portasalza

Citerò nel mio scritto, a mo di esempio, alcune criticità che sono talmente note e reiterate da diventare mali cronici conosciuti da tutti.
Pure nella comprensione dei problemi finanziari ed organizzativi che attanagliano i settori dell’amministrazione i cittadini hanno il diritto dovere di misurare la temperatura quotidiana agli amministratori della città.
E come lo fanno? con le centinaia di segnalazioni che attraverso i canali ufficiali, le telefonate all’amico, la carta stampata, giornali  e i siti online.

Via Santa Sofia

Spesso sentiamo per televisione i sondaggi che le società specializzate pubblicano sul gradimento che gli italiani hanno dei partiti o personaggi politici che vengono loro proposti.
Raramente circolano sondaggi per misurare il gradimento sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini in ambito comunale o provinciale.
In assenza di questi dati,  anche se in maniera random, affidiamo il giudizio sul funzionamento degli stessi all’osservazione e segnalazione diretta dei cittadini.
Riporto di seguito alcune segnalazioni fatte in questi giorni dai potentini.
“Cavalcavia autostradale bucaletto.. Una vera e propria trappola per i motociclisti.. Prestare attenzione  è ora di iniziare a denunciare seriamente e fare ricorso per danni alle nostre auto..

Via Santa Sofia

Stamane mezza città paralizzata per un po di terra e fango che hanno parzialmente invaso Via Vaccaro…
Quando non si procede ai dovuti controlli e alla ordinaria manutenzione…”
“Buongiorno non vorrei essere ripetitivo ma vorrei far notare che molti lampioni in via Isca del pioppo non sono funzionanti.”
“Nella centralissima via Cavour un filmato riprende un’intera striscia consistente di asfalto mancante o sfaldato! “
“Il Marciapiedi di via Vaccaro all’altezza Istituto Orazio Flacco ha molti cubetti mancanti.”
“Rifacimento di molti cordoli dei  marciapiedi di tutta la città frantumati o mancanti. “

Poi gli antichi e soliti problemi nelle contrade che sono tanti, ne elenco alcuni riferiti a Ciciniello ex contrada bandito:   il manto stradale e’ completamente dissestato a causa dei continui interventi alla rete idrica che e’ ridotta ad un colabrodo, sono aumentati gli allacci delle utenze, la tubazione e’ la stessa e a volte non arriva proprio acqua. Non arriva il metano e con il GPL sono dolori di pancia quando bisogna fare rifornimento al bombolone. La zona dedicata alla raccolta dei rifiuti e’ sempre sporca e i bidoni sono super pieni, il ritiro non avviene giornalmente.

Gradinata fatiscente

“Nel periodo invernale bisogna penare per avere l’intervento dello spartineve.
Aggiungo io abito in via Santa Sofia  pertanto calcolando almeno 3 persone a nucleo familiare sono circa 400 persone””.

Già questo esiguo numero di segnalazioni potrebbe costituire un campione per evidenziare il degrado in cui vive la città.
L’urgenza purtroppo  non è immaginare la città del futuro, che richiede tempo, tante energie e confronto con le forze creative, produttive e culturali della città, e nemmeno come fu ventilato ai sette venti durante la campagna elettorale, di dare una corsia preferenziale a tutte le contrade che circondano la periferia per saldarsi col centro storico.
Si tratta di chiedere solo il minimo sindacale.
Confrontarsi sul terreno della gestione dei servizi che è in parte codificata, tarata sull’ efficientamento e il mantenimento in buono stato dei servizi pubblici essenziali: viabilita, mobilità pedonale, illuminazione, trasporti e raccolta differenziata.
Non si tratta di ragionare di pancia come si usa dire, no, si tratta civilmente di reclamare i diritti essenziali del cittadino nei confronti di un’amministrazione pubblica che vivacchia sui temi irrisolti della città.

Regge poco il problema climatico della neve o del ghiaccio per cui bisogna aspettare l’inizio lavori in primavera.
Il cittadino non può usufruire dei servizi a stagioni alterne e arrangiarsi nell’intermezzo.
Per esempio molte strade non hanno bisogno di essere asfaltate interamente bisogna tappare solo le mini o le max voragini. Mi sembra troppo, rinviare indiscriminatamente al periodo stagionale della fioritura degli alberi, tutti i lavori arretrati da tempo, e nel frattempo seguitare  coi disagi e gli eventuali infortuni o danni alle cose.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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