rocco sabatella
E’ bello guardare tutti dall’alto in basso. E’ una domenica da ricordare per il Potenza che supera al minuto 93 il Teramo con una combinazione vincente tra Giosa e Longo, approfitta della sconfitta della Ternana a Bari e si porta da solo al comando della classifica del girone C. Settimo risultato utile consecutivo, terza vittoria consecutiva, ancora difesa imbattuta che conserva, insieme al Renate, la palma del miglior pacchetto arretrato dei campionati professionistici. Vi lasciamo immaginare quello che è successo in campo quando Giosa, in uno degli ultimi assalti dei rossoblù, ha scodellato un pallone invitante a centro area abruzzese dove Longo ha fatto un taglio perfetto e poi a volo ha messo alle spalle del portiere Tomei.
Ma anche sugli spalti l’entusiasmo si poteva tagliare a fette. Longo è stato letteralmente sommerso dagli abbracci dei compagni, di tutta la panchina che si è precipitata in campo mentre il Teramo schiumava rabbia e delusione per aver vanificato, con la distrazione finale, tutto quello che di buono aveva fatto, essenzialmente in fase difensiva, per uscire imbattuto dal Viviani. La vittoria non fa una grinza perché il Potenza, pur trovandosi di fronte un avversario che si è difeso anche con 10 uomini dietro la linea del pallone, le sue brave occasioni le ha create, soprattutto nel primo tempo. Mentre Ioime ha fatto ancora una volta lo spettatore. Le scelte iniziali di Tedino lasciano tutti sorpresi, compresi i colleghi giunti da Teramo, visto che in campo va una squadra essenzialmente di lotta e da combattimento mentre i giocatori di qualità in panchina. Si capisce subito, fin dalle prime battute, qual è l’intendimento del tecnico degli abruzzesi: sterilizzare la manovra del Potenza che egli ha dichiarato alla vigilia somigliante al Borussia Dortmund di Jurgen Klopp, chiudere tutti gli spazi, attuare un pressing continuo sui portatori di palla del Potenza marcati praticamente a uomo e cercare, se possibile, qualche ripartenza per fare male.
Fase difensiva fatta molto bene con l’aiuto dei centrocampisti Ilari, Mungo e Arrigoni e fasce laterali ben presidiate da Cancellotti e Florio da un lato e Tantardini e Costa Ferreira dall’altro per impedire al Potenza di affondare con i suoi esterni. Ma fase offensiva decisamente inesistente e affidata sulle spalle del solo Cianci che più che altro si è dedicato ad essere il primo giocatore del Teramo a fare il pressing sull’avvio delle azioni del Potenza e poco o niente si è visto dalle parti dell’area lucana. Certo e chiudiamo il discorso sul Teramo, ci si sarebbe aspettato molto di più, soprattutto in quanto ad atteggiamento in campo, dagli abruzzesi che hanno un organico di grandissima qualità e che proprio perché sono partiti male hanno bisogno di puntare al bottino pieno per recuperare posizioni. Alla fine e il calcio è pieno di queste situazioni, la partita l’hanno persa perché una distrazione può sempre succedere anche dopo aver difeso bene per 92 minuti e tornano in Abruzzo con il dubbio amletico: non sarebbe stato meglio giocare a viso aperto invece che puntare solo al pareggio? La risposta la deve dare Tedino alla società e ai tifosi. Detto questo, non possiamo che elogiare totalmente la prova del Potenza e l’impostazione sempre propositiva che Raffaele dà ai suoi uomini. E non solo quando il Potenza gioca al Viviani. Una partita come l’ha impostata e giocata il Teramo non rientra nella filosofia di gioco di Raffaele. Pur dovendo avere a che fare con una squadra rintanata nella propria metà campo a chiudere tutti gli spazi, il Potenza non si è assolutamente scoraggiato e ha fatto il suo solito gioco partendo dai difensori e cercando di sfondare sulla destra con Isgrò e Viteritti e con i lanci lunghi per esaltare la fisicità di Vuletich. Sulla sinistra Panico è rimato molto prudente perché Florio giocava molto alto e Arcidiacono è stato ben controllato da Cancellotti. Sul taccuino dopo un tentativo di Ilari di testa fuori, abbiamo annotato solo azioni e anche pericolose del Potenza. Prima con un cross di Isgrò sul quale Vuletich non arriva, poi con una prima punizione di Emerson che impegna Tomei, poi con un’iniziativa di Isgrò terminata con un tiro a lato, poi con una punizione dalla mattonella di Emerson fuori a fil di traversa, poi con un salvataggio di Iotti miracoloso per togliere il pallone dalla testa di Ricci a pochi passi dalla porta e a chiusura di primo tempo con il lampo di Vuletich che dal limite spara un sinistro improvviso e violento che Tomei mette in angolo. Nella ripresa la partita diventa più sporca e complicata perché il Teramo stringe ancora di più le maglie difensive. Per una ventina di minuti non succede niente e gli abruzzesi hanno un controllo del pallone abbastanza prolungato solo perché la squadra di Raffaele tira il fiato per riorganizzarsi con le cinque sostituzioni effettuate da Raffaele per tentare il tutto per tutto per trovare il gol. Entrano Coccia, Juliano, Ferri Marini, Murano e Longo. Mentre nel Teramo entrano Magnaghi, Santoro, Lasik e Martignago ma l’atteggiamento ultra difensivo non cambia. Invece il Potenza, pur trovandosi di fronte una metà campo super affollata, rimane molto paziente, tesse la sua manovra da un lato e dall’altra convinta che l’’occasione prima o poi sarebbe arrivata. Come in effetti è successo con la rete di Longo. Una grande prova di maturità degli uomini di Raffaele che aggiungono nel loro positivo percorso di crescita anche la capacità di essere pazienti, continuare a fare le proprie giocate senza perdersi d’animo e aspettando il momento buono per colpire. Atteggiamento elogiato a fine gara da Raffaele e dal presidente Caiata che hanno detto di volersi godere questo bel momento aggiungendo però di rimanere con i piedi ben piantati per terra, di continuare a lavorare e di pensare già ai prossimi impegni, Rigorosamente uno alla volta. A cominciare dalla trasferta di domenica prossima a Catanzaro. Un elogio particolare il presidente lo ha voluto rivolgere a Raffaele considerato l’artefice numero 1 del percorso positivo che da un anno a questa parte sta facendo il Potenza. E ancora siamo all’inizio della stagione