POTENZA , LA CITTA’ DEL PONTE MUSMECI

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Il Ponte sul Basento a Potenza: il Ponte Musmeci

                                                                

 

di   Vittorio Basentini

In occasione del trentanovesimo anniversario dell’evento del sisma del 23 novembre 1980 che colpì l’Irpinia e la Basilicata parliamo di strutture in cemento armato.

Una struttura per eccellenza in cemento armato è certamente il Ponte Musmeci di Potenza.

Impalcato stradale del Ponte Musmeci

La Città di Potenza ha due ponti: il Ponte di Montereale, realizzato negli anni trenta e recentemente oggetto di lavori di adeguamento sismico, ed il Ponte Musmeci, ovvero il Ponte sul Basento, realizzato nella prima metà degli anni settanta.

Bene, parliamo del Ponte sul Basento a Potenza: un’opera davvero unica.

Questa riflessione di ordine tecnico deve essere inquadrata con la storia del legame tra la Città di Potenza ed il Ponte, con la P maiuscola, progettato e realizzato dal Prof.Ing.Sergio Musmeci.

Una storia nata verso la fine degli anni sessanta, in un’epoca di profondi cambiamenti sociali del Nostro Paese, della Nostra Basilicata, della Nostra Città capoluogo, di sfide, di speranze, di sogni e la costruzione del Ponte sul Basento è stata sicuramente una di queste.

Personalmente, a seguito di una riunione tecnica presso lo studio di un mio collega ingegnere dove ho apprezzato un bel quadro raffigurante il Ponte Musmeci posto su una delle pareti, ho rivisitato, nel mio tempo libero, il testo, che custodisco gelosamente ed all’epoca facente parte della libreria tecnica di mio padre, pubblicato nel febbraio del 1977 dalla “Rivista tecnica l’industria Italiana del Cemento” ad opera dell’Ing.Musmeci.

Bene nel rileggere attentamente sulla suddetta rivista l’esposizione tecnica riportata dell’Ing.Musmeci sul progetto del Ponte sul Basento, sono stato colpito dalle seguenti riflessioni prodotte dall’insigne Ingegnere: “ Credo di poter dire che la presenza del Ponte, con il suo messaggio formale in un certo senso inusitato, è stata accolta dalla gente in modo positivo. Nel complesso, a Potenza, sono stati tutti molto soddisfatti di avere questo Ponte”.

E, infatti, così è stato.

L’ing.Sergio Musmeci in occasione della prova di carico dell’impalcato del Ponte sul Basento (Maggio 1975)

L’ing. Musmeci ha progettato un’opera di grande valenza tecnica, di grande modernità, un’opera che si è integrata nell’identità della Città di Potenza, una Città capoluogo di una piccola regione che, in concomitanza con la realizzazione del ponte, stava vivendo enormi cambiamenti sotto tutti i punti di vista, anche strutturali, comportanti una notevole espansione territoriale.

Una Città in fermento che si apprestava ad avere sviluppo e benessere; fra la gente era palpabile l’entusiasmo, si credeva in un futuro migliore e sul viso di ognuno traspariva il sorriso per la soddisfazione del lavoro e per la crescita di tutte le famiglie potentine.

In tale contesto il Ponte sul Basento, nato per collegare la zona industriale, all’epoca anch’essa in espansione, con il centro ed il cuore della Città e con le principali infrastrutture viarie, è diventato inesorabilmente il simbolo di una Città in cambiamento.

Ricordiamo che agli inizi degli anni sessanta la Basilicata era priva di grandi infrastrutture viarie (la SS. 407 Basentana era in fase di progetto) e l’indice di ruralità superava la soglia del 70%.

L’On.Emilio Colombo, all’epoca Presidente del Consiglio

L’aria di cambiamento, di sviluppo, di crescita stava investendo anche la Città di Potenza, grazie anche all’apporto di valenti uomini politici lucani in Parlamento, fra tutti il potentino On.Emilio Colombo, il quale rivestì anche la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri nel periodo intercorrente tra il 6 agosto 1970 ed il 17 febbraio 1972, diventando tale evento motivo di grande orgoglio della popolazione potentina e della Lucania intera.

Lavori in esecuzione del Ponte Musmeci

In tale ottica il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Potenza, guidato nella metà degli anni sessanta dal Dott.Gino Viggiani, valente Amministratore potentino dalle idee futuristiche per la Città, decise di costruire un’opera innovativa, ovvero il Ponte sul Basento, anche con l’apporto del Prof.Vincenzo Verrastro, Primo Presidente della Regione Basilicata e dei Sindaci di Potenza dell’epoca, l’Avv.Petrullo prima e il Dott.Bellino dopo, per sostenere con la viabilità l’area Industriale della Città capoluogo ed al fine di avviare uno sviluppo del tipo artigianale-industriale tale da incentivare l’occupazione in una città in piena crescita.

Ponte Musmeci oggi

Potenza, pertanto, si apprestava a cambiare volto e dimensione con la prospettiva di una nuova edilizia dettata dall’espansione periferica del tipo commerciale-artigianale verso valle, ovvero a ridosso della zona longitudinalmente adiacente il Fiume Basento; grande crescita nel settore terziario con la realizzazione di piccole e medie industrie e laboratori artigianali, notevole sviluppo edilizio con la costruzione di nuovi rioni e con la costruzione di un qualificato Centro Studi costituito da diversi Istituti scolastici nella zona Verderuolo Nord-Poggio Tre Galli, per non parlare dei lavori preliminari delimitanti la piattaforma della pista stradale, eseguiti ai Piani del Mattino, per la costruzione dell’aeroporto regionale, di livello inferiore rispetto ai grandi aeroporti nazionali, proprio per incrementare lo sviluppo economico-industriale della Regione, individuando come zona idonea un’area pianeggiante di discreta estensione in località “Piani del Mattino” a pochi chilometri dall’abitato di Potenza, per la precisione 5,5 km a partire dalla zona “Tre Cancelli” del Rione S.Maria, che poi per diverse circostanze non è stato più realizzato.

Ricordiamo che la Città di Potenza, negli anni sessanta e settanta, ebbe un momento di forte sviluppo sociale, economico e culturale, allineata al boom edilizio nazionale con l’edificazione di diversi rioni periferici (Rione S.Maria, Rione Verderuolo e Rione Cep, Rione Chianchetta, Rione Castello, l’edificazione lungo le principali vie direttrici come Via Mazzini, Via Vaccaro, Viale Marconi, Viale Dante, la costruzione del Nuovo Polo Ospedaliero S.Carlo in loc.Macchia Romana del Rione S.Maria, oltre che dal boom sportivo calcistico degli anni sessanta con l’avvento della squadra cittadina prima in serie C e successivamente per cinque anni consecutivi in serie B fino al 1968.

In tale contesto e sulla base di linee programmatiche di prospettiva venne inserita l’idea progettuale e la costruzione del Ponte Musmeci, il viadotto dell’industria sul Fiume Basento, conosciuto da tutti dal nome del suo progettista, ossia l’ingegnere romano Sergio Musmeci, nativo di Trastevere, vissuto poi nel quartiere Ludovisi-Parioli, iscrittosi nel 1944, alla fine dell’occupazione tedesca a Roma, alla Facoltà di Ingegneria Sapienza di Roma e laureatosi nel 1948 in ingegneria civile meritandosi la medaglia d’oro come migliore laureato dell’anno e laureatosi successivamente nel 1953 in ingegneria aeronautica.

Musmeci, allievo nello studio degli Ingegneri Riccardo Morandi e Pier Luigi Nervi, ricercatore e docente appassionato, nel 1956 diventò Docente di “Meccanica Razionale” alla Facoltà di Ingegneria La Sapienza di Roma e dal 1969 Docente di “Ponti e Grandi Strutture” alla Facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma.

L’Ing.Musmeci, in occasione dei vari seminari tecnici in Italia ed all’estero, parlando del Ponte sul Basento di Potenza asseriva: Forse è solo un modo” non convenzionale”, ma legittimo come ogni altro, di pensare un ponte”.

Cosa vuol direnon convenzionale”? Comunemente nel linguaggio parlato significa non comune; l’ingegnere probabilmente intendeva dire innovativo, nuovo, originale, infatti possiamo asserire che il geniale strutturista romano, progettò un’opera senza precedenti, unica come dicono tutti gli strutturisti del cemento armato.

Il Ponte Musmeci è davvero una struttura unica per caratteristiche progettuali.

Montaggio impalcature per esecuzione lavori

Si compone di una membrana unica di cemento armato dello spessore di 30 cm. ed è costituito da quattro campate in successione di lunghezza ciascuna di mt. 69,20; l’opera è stata pensata come una superficie a compressione uniforme ma non isotropa.

L’impalcato largo 16 mt. è sostenuto in punti arretrati di 2 mt .rispetto al bordo perimetrale esterno e quindi a 12 mt. di distanza fra di loro, mentre in senso longitudinale questi si succedono con un’ interasse di mt. 17,30.

Schematizzazione strutturale longitudinale del Ponte Musmeci con particolare della volta centrale poggiante in 4 punti fondali

La struttura dell’impalcato è a cassone sagomato in senso trasversale, con uno spessore massimo di mt.1,30 ed al suo interno le nervature sono poste a mt. 3,46 di interasse sia in senso trasversale che longitudinale.

In senso longitudinale l’impalcato presenta uno schema Gerber, con giunti ad elementi appoggiati aventi lunghezza pari a 10,38 mt. e mensole di mt. 3,46.

Fra una campata e la successiva la volta poggia sulle fondazioni in quattro punti, posti ai vertici di un quadrato avente dimensioni 10,38 * 10,38, mentre all’estremità la volta si adagia sul terreno trasmettendo la spinta alle spalle.

Le fondazioni sono realizzate su pali in c.a. aventi diametro di 1,00 mt. (quattro pali per ognuno dei punti di appoggio delle volte).

Le spalle poggiano su quindici pali del diametro Ø 1000 mm., integrati da 144 paletti inclinati in acciaio del diametro Ø 140 mm.

Insomma il Ponte Musmeci ha rappresentato un’opera innovativa nel campo della costruzione dei ponti e rappresenta tuttora una sua unicità e diversità nel campo della sicurezza di forma strutturalmente nota.

La “Teoria delle superfici minimali” introdotta dall’Ing.Musmeci ha prodotto una forma nuova della struttura, infatti dall’ipotesi di un determinato regime di sforzi si ottiene un nuovo disegno della struttura che sfrutta in maniera ottimale le proprietà del calcestruzzo.

La teoria della superficie minimale, essendo contraddistinta dall’inviluppo di un insieme curve di valore uguale ma di segno opposto, è realizzata con un uso minimo di materia.

Infatti la forma finale è il risultato dell’ottimizzazione e della massimalizzazione che garantisce,infatti, la massima efficienza come prestazione ed utilizzo del materiale stesso.

Vista della struttura del Ponte al di sotto dell’impalcato stradale

La estrosa struttura del ponte Musmeci, architettonicamente composto da elementi strutturali di forma concava e convessa, risulta particolarmente resistente ad eventuali cedimenti differenziali; inoltre è risultata pienamente resistente alle forze sismiche, tant’è che il suddetto viadotto ha fronteggiato egregiamente e senza subire danni il forte sisma del novembre del 1980 che, come ricordiamo tutti raggiunse intensità pari a 6,87 gradi della scala Richter, oltre a resistere ai successivi sismi del 1990.

Allo stato attuale il ponte necessita di interventi migliorativi di manutenzione per fronteggiare il degrado del calcestruzzo che si è sviluppato negli anni dovuto agli agenti atmosferici come l’acqua e l’anidride carbonica che penetrano nel tempo nel calcestruzzo stesso attraverso porosità e microfessurazioni ; percorrendo, infatti, l’itinerario del parco fluviale sono ben visibili in diversi punti i ferri di armatura della struttura che sono affiorati a seguito di processi di carbonatazione in corrispondenza del copriferro.

Il ponte sul Basento è diventato la porta principale di ingresso della Città di Potenza, collegando il centro urbano direttamente con la S.S.Basentana, è stata l’opera che ha cambiato la storia e l’identità di una città, l’opera che ha segnato il passaggio da un’identità rurale ad una connotazione più moderna ed industriale in senso lato.

Si riportano alcune considerazioni enunciate dall’Ing.Musmeci tratte dal Libro “L’opera d’arte di Potenza”, prodotto dall’Ordine degli Ingegneri di Potenza,cui personalmente mi onoro di essere iscritto, che sintetizzano il forte senso di  responsabilità del professionista, la passione verso la scienza e, nel contempo, l’amore dello strutturista romano verso la Nostra Città:

 “ Fin dal momento dell’impostazione del progetto di massima, ci si è resi conto che non si trattava di costruire un’opera viaria che consentisse al traffico da e per la zona industriale di svolgersi comodamente e speditamente.

In realtà si tratta di intervenire sul territorio con una immagine che sarebbe rimasta una delle caratteristiche della Città di Potenza.

Quando uno degli accessi ad una città viene ad assumere un’importanza rilevante come è il caso del nostro viadotto, la sua incidenza sulla qualità dell’ambiente urbano diviene un fattore che non può essere trascurato.

Per questa ragione si è voluto dare al progetto un carattere suo proprio adottando per la struttura del viadotto una soluzione nuova che non ha precedenti in altre applicazioni né in Italia né all’estero.

Ciò ha comportato un impegno tutto particolare ed ha richiesto calcoli speciali e prove su modelli delle strutture; ma tutto ciò è stato fatto nella convinzione che il tema richiedesse appunto un livello qualitativo superiore all’ordinario.

Qui si è cercato di spingere la logica strutturale e l’affidamento dello studio degli equilibri statici fino al punto di produrre attraverso questi una forma che unisse alla naturale aderenza alla sua funzione, una forte carica espressiva”. (Sergio Musmeci)

La costruzione del Ponte Musmeci a Potenza ha, quindi, costituito un nuovo modo di costruire, ha prodotto un profondo connubio fra scienza ed amore.

Nel 2003 il Ponte sul Basento è stato dichiarato monumento di interesse culturale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

La realizzazione del Ponte sul Basento ha sicuramente lanciato un messaggio molto importante per la comunità lucana e potentina: per raggiungere gli obiettivi non sono sufficienti concretezza e determinazione, ma occorre, ancor prima, avere la capacità di sognare per apprezzarne in anticipo l’esito positivo.

Questo è l’insegnamento che ha tramandato l’opera “non convenzionale” dell’ Ing.Sergio Musmeci alla Città di Potenza, insegnamento che vale ancora e che deve valere sempre per una Città Migliore, per la Nostra Città di Potenza.

Bibliografia:

  • Ponte sul Basento a Potenza-Ing.Sergio Musmeci-Rivista Tecnica l’ “Industria Italiana del Cemento”- n.2/1977-;
  • L’opera d’arte a Potenza- Il Ponte di Sergio Musmeci-Rivista Tecnica Pubblicata dall’Ordine degli Ingegneri di Potenza-Consiglio Nazionale Ingegneri-Roma-;
  • Fotografie tratte da Wikipedia –  Il Ponte di Sergio Musmeci-.

 

 

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