LE ARTERIE POTENTINE SI CHIAMANO ASSOCIAZIONI

0

13260090_652550274897023_522733917954648887_nROCCO PESARINI

Nelle piccole città di provincia, le associazioni rappresentano spesso quella linfa vitale chiamata a supplire e spesso a sostituire un’amministrazione non sempre capace di fornire risposte in termini di programmazione, pianificazione e risoluzione dei problemi. La nostra Potenza (ma il discorso crediamo sia applicabile non solo a Matera ma anche ai tantissimi paesi e paesini della nostra regione) non fa eccezione a questa piccola regola.

Dalla cultura al volontariato, dallo sport alla devozione ed al senso di appartenenza, le associazioni svolgono ormai un ruolo imprescindibile ed insostituibile. Senza di esse la qualità della vita di una comunità intera ne risentirebbe in maniera significativa, se non addirittura decisiva. Basti pensare a ciò che accade in occasione dei festeggiamenti di maggio in onore di San Gerardo, Santo Patrono della città, durante i quali, grazie ad un lavoro che dura per buona parte del resto dell’anno e grazie ad un’organizzazione e dedizione sempre più impeccabili, le diverse associazioni devozionali da un lato e l’Amministrazione Comunale dall’altro (amministrazione deputata all’organizzazione della Storica Parata dei Turchi) riescono ad allestire un cartellone ricco di eventi, manifestazioni ed iniziative che fanno di Potenza, in quei giorni, una meta appetibile persino per un turismo legato alla devozione, alla fede ed al senso di appartenenza, nel recupero e nella valorizzazione di tradizioni, costumi ed usanze che affondano le proprie radici nella storia più antica di un’intera comunità.

Ma ormai si conta un numero sempre più elevato di associazioni ed onlus che, nei vari settori di competenza, riescono ad offrire non solo una pianificazione ricchissima di eventi ma anche una gamma di servizi alla persona ed alle fasce più deboli della cittadinanza, passando dalla raccolta delle eccedenze alimentari all’assistenza nel caso di dipendenze patologiche o a favore delle persone disabili.

Fino a qualche anno fa, un adagio popolare recitava “a Potenza non si fa mai niente se non nei giorni della festa del Santo Patrono”.  Oggi invece questo refrain risulterebbe non veritiero e profondamente ingiusto verso tutte quelle realtà associative che grazie alla propria programmazione e alle proprie attività fanno di Potenza una città vivace e sfiziosa da vivere per il resto dell’anno, in un quadro d’assieme che vede anche i locali cittadini giocare un ruolo ed una mentalità nuova (ma di questo parleremo un’altra volta).

Nonostante però questo quadro ricco ed eterogeneo,qualcosa sembra ancora non funzionare per il verso giusto.

A fine novembre 2014 è nata Potenza Rete, unione di associazioni, artisti,operatori del settore, con il chiaro intento di fare “rete” in uno spirito di “condivisione” e “reciprocità” e che, in oltre due anni e mezzo di attività ha cercato di affrontare le problematiche da risolvere soprattutto applicando il motto del “tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il fare” (si pensi all’evento OpenVillaFest 2015 in occasione della riapertura al pubblico dopo anni della Villa del Prefetto o Potenza Rete per Amatrice, multi evento grazie al quale sono stati raccolti oltre 3mila euro per il restauro diretto senza intermediari della Fontana degli Orsini del paesino colpito dal disastroso sisma dello scorso 24 agosto).

Ma le problematiche del mondo associativo sono, a parere di chi scrive, ben più complesse ed articolate, sia in termini di analisi che di risoluzione. Problematiche che necessitano, ai fini della loro definitiva soluzione, di due elementi imprescindibili e solo apparentemente distinti tra di essi.

Da un lato infatti urge un ruolo guida sempre più pregnante dell’Amministrazione comunale in termini di programmazione, pianificazione ed assistenza burocratica, logistica ed amministrativa.

In questa nuova ottica sarebbe auspicabile, ad esempio, la creazione ed implementazione del S.U.E.  (Sportello Unico per gli Eventi) capace di offrire assistenza ed agevolazioni burocratico – amministrative alle associazioni interessate ad organizzare un evento magari sul suolo comunale (avete mai dovuto presentare una S.C.I.A. per la somministrazione di alimenti e bevande oppure richiedere la Licenza di Pubblico Spettacolo? No? Ok, provateci e poi fateci sapere quanti capelli bianchi vi son venuti).

Ma anche la costituzione della Consulta Permanente delle Associazioni (obiettivo indicato espressamente nel Manifesto programmatico di Potenza Rete) non sarebbe affatto male nell’ottica di un costante e continuo scambio informativo e di confronto tra il Comune e le realtà associative. Il nuovo ruolo dell’amministrazione comunale non serve comunque a molto se, al contempo, se non addirittura prima, non avviene quella “rivoluzione culturale” , quel cambio di mentalità necessario al raggiungimento di obiettivi più incisivi e duraturi e che da troppo tempo si invoca senza mai, almeno apparentemente, riuscire ad avviarlo se non in singole e sporadiche iniziative.

Perché se è vero che viene svolto un lavoro egregio, è altresì vero che Potenza continua ad essere una piccola cittadina di Provincia dove vi è sempre una sperequazione ingiustificata tra “aspiranti generali” e “soldati volontari e volenterosi”, dove la mania di protagonismo, abbinata ad un ingiustificato narcisismo ed atteggiamenti spesso fastidiosi da “prima donna”, la fanno da padrone in maniera predominante.

Occorrerebbe un “voler agire insieme per il bene condiviso della città”; servirebbe la volontà di rimettere in discussione posizioni più o meno di privilegio in nome di una crescita collettiva ed univoca; occorrerebbe fare un passo di lato per permettere che la luce dei riflettori illumini anche chi spesso viene offuscato da ingombranti ed ingiustificate posizioni di predominio (magari sorte e sviluppatesi solo grazie all’amicizia politica giusta).

Tornando a parlare dei festeggiamenti di San Gerardo di maggio, un bellissimo esempio, nel senso del discorso che stiamo cercando di portare avanti, lo hanno offerto le associazioni devozionali potentine che nel 2016 sono state capaci di confrontarsi, di fare sintesi e di presentare un programma unico ed unitario con tutti gli eventi previsti in onore del Santo Patrono, cercando di offrire, riuscendoci, l’idea di compattezza ed unione.

Questo, a parere di chi scrive, il quadro d’assieme della vita associativa di Potenza.

Vi è la consapevolezza che troppi dibattiti si sono fatti e troppi se ne continuano a fare sul tema, laddove invece alle tante parole a ai tanti “bla-bla” occorrerebbe sostituire sempre di più azioni realmente concrete. Ma vi è ancora di più la consapevolezza che una risposta organica ed unitaria alle tante problematiche del mondo associativo sia ormai necessaria ed inevitabile. Ed in questo processo assegniamo un ruolo vitale ed insostituibile all’Amministrazione comunale, l’unica, partendo dal Sindaco per arrivare alla Giunta ed al Consiglio, capace di avviare ed indirizzare questo complesso, complicato e lungo (nessuna più illusione in merito) percorso di cambiamento. E, spiace dirlo, ma chi afferma il contrario o cerca di differirne la soluzione lo fa solo per perseguire i propri ed esclusivi interessi di parte. Potenza ha bisogno di tutt’altro.

Condividi

Sull' Autore

Rocco Pesarini

Lascia un Commento