POTENZA, NIENTE CONTINUITA’ E ANCORA UNA SCONFITTA 

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ROCCO SABATELLA

 

 Dopo l’’ennesima sconfitta esterna senza aver provato minimamente a tentare di fare le cose buone mostrate con il    Picerno e a Catania, ormai ci dobbiamo rassegnare. Troppe   le occasioni sprecate per cercare di allungare le strisce positive dopo aver fatto, per fortuna, bene, nelle gare al Viviani. Questo gruppo evidentemente ha seri problemi, che non sappiamo di che natura siano, che gli impediscono di ripetere in trasferta le prestazioni che riesce a fare quando gioca al Viviani. Ci vorrebbe una terapia di gruppo da uno psicologo per scoprire i motivi che frenano Volpe e compagni. Che in tutta la stagione hanno infilato solo una serie utile di cinque risultati positivi dalla fine del girone di andata.  Nella conferenza stampa di sabato scorso abbiamo sentito Marchionni parlare ancora di ambizioni e della possibilità di agganciare il treno dei play off. A parte che gli spareggi post stagione regolare sono ormai irraggiungibili in termini di punti, il Potenza deve mettersi in testa che ha solo un obiettivo e su quello si deve concentrare: conquistare al più presto possibile i punti necessari, 3 dovrebbero bastare, per blindare la permanenza. E considerato il cammino negativo che ha caratterizzato gran parte delle gare esterne, questi punti vanno conquistati al Viviani che deve diventare una roccaforte inespugnabile contro Crotone,   Foggia e Virtus Francavilla. Perché sulle due gare in trasferta a  Taranto e Messina non bisogna fare assolutamente affidamento  per andare a punti. Dopo quanto di buono avevamo visto sia sul campo del Catania che nel derby con il Picerno, le aspettativeper una buona prestazione contro il Cerignola dell’ex Raffaele  erano realistiche e anche con qualche fondamento.  Non soloin virtù di quello che la squadra sarebbe stata capace di fare sul campo, ma anche per la legge dei grandi numeri che dice che primao poi qualche impresa clamorosa una squadra discontinua l’avrebbe potuta fare.  Pia illusione perché il Cerignola ha giocato nettamente meglio del Potenza o sarebbe meglio dire che solo il Cerignola ha giocato e il Potenza è stato a guardare , soprattutto nel corso della  ripresa, quando la squadra di Raffaele ha fatto il tiro al bersaglio e  solo la giornata di grazia del portiere Alastra ha impedito la goleada  di Malcore e compagni che avevano sbloccato il risultato nel finale di primo tempo con un gran gol dell’ex Coccia che ha trovato l’angolo   alla destra di Alastra. E le colpe di questo gol ricadono su Spaltro che non si trovava sulla destra difensiva per contrastare un’azione dei  pugliesi tanto da costringere Sbraga a lasciare il centro area per andare a chiudere a destra su Russo e poi su Burgio che avrebbe  dovuto occuparsi di Coccia ma in quel momento era fuori posizione  con il risultato di permettere a Coccia l’uno contro uno con  Maddaloni. A causa del forte vento che spazzava il campo, è stato molto problematico per tutte e due le squadre   controllare il pallone o  avere precisione nei passaggi. Più      Intraprendenti i padroni di casa ma senza creare niente di   concreto se non, oltre al gol, un colpo di testo di Malcore  smanacciato in angolo da Alastra. Lo spettacolo si vede   nella ripresa quando il Cerignola decide di attaccare e di   chiudere la partita. Presuntuosa la mossa di Marchionni che toglie Spaltro e manda in campo Di Grazia a fare coppia con  Caturano e Volpe spostato sulla destra a fare il quinto molto   offensivo. Non si è capito da dove ha tratto la convinzione   Marchionni che la partita si potesse pareggiare dopo il primo   tempo così rinunciatario. In pratica Di Grazia non entra mai in  partita e non vede mai il pallone in attacco. Non per colpa sua  ma perché la condizione atletica dopo due mesi di assenza    non gli poteva permettere di reggere per un tempo sano.   Sta di fatto che il Potenza gioca in pratica con un uomo in   meno. Se una sostituzione bisognava fare, iguardava Maddaloni,      già ammonito nel primo tempo e troppo nervoso per alcuni   scontri verbali con qualche avversario. Sta di fatto che    Maddaloni becca il secondo giallo per aver buttato  il pallone a terra e lascia i compagni in dieci rendendo più facile il  compito ai padroni di casa. E arrivano in serie le occasioni di   Coccia,  di Tascone, di D’Andrea due volte ma Alastra si erge a   autentico protagonista sventando qualsiasi tiro arrivasse  dalle sue parti. In questo modo tenendo in vita, anche se  sotto di un gol, il Potenza. E il calcio non finisce di stupire perché il Cerignola da un punteggio largo a suo favore, si   ritrova all ‘improvviso sull’1 a 1. In una rara azione di  attacco Volpe entra in area ma viene abbattuto da  Martinelli che prende, oltre alla gamba di Volpe, anche il             pallone. Per l’arbitro Frascaro di Firenze è rigore che Caturano trasforma con un tiro centrale, dopo cinque     errori consecutivi dal dischetto con il Potenza. Ultimo  dei quali la stagione scorsa proprio contro il Cerignola  ul risultato fermo sullo 0 a 0 e con Raffaele sulla panchina del Potenza. Bisognava resistere per una ventina di minuti,   oltre al recupero, per portarsi a casa il prezioso punto in    inferiorità numerica. I pugliesi attaccano ancora e lo     scatenato Coccia con un tiro a giro esalta di nuovo i riflessi di Alastra. Facendo aumentare la fiducia di poter resistere   fino al fischio finale. E invece al secondo minuto di recupero   D’Andrea pesca solo in area Vuthai che di testa batte  Aastra e consegna alla sua squadra una vittoria quasi     insperata. Risultato più che giusto e meritato per il   Cerignola per le tante occasioni create, ma tanto    rammarico per il Potenza che ci ha messo tutto l’impegno   possibile per portare a casa un punto. Ed è l’unica nota  positiva della serata, oltre ad Alastra fenomenale.  

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Rocco Sabatella...

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