La città di Potenza non è stata mai abbandonata a se stessa come in questo periodo. E’ la sindrome del “criatur nir nir”, cioè paga la nascita di una amministrazione che non ha saputo conquistarsi una identità e che dal primo giorno si è offerta all’assistenza pubblica. Che poi era una beneficienza pelosa, perché in politica non c’è niente di generoso e se ti danno qualcosa è per avere altro in cambio. Così, nel momento in cui le divisioni nel Pd hanno creato il fatto nuovo di una uscita di quelli che erano stati i mallevadori di una adozione di necessità, “u criatur” si è trovato solo, esporto al ludibrio ed al dileggio, ognuno prendendo le distanze da lui. Se volevamo la dimostrazione che la politica non è più il luogo di rappresentanza dei territori, ma spesso di rappresentanza di se stessi, questa è data dal fatto che il Consiglio regionale è pieno di potentini, di nascita e di residenza, che parlano e discutono di tutto fuorchè del caso Potenza. Ad eccezione di uno, Santarsiero, che ne parla solamente male, per addebitare al Sindaco tutte le colpe presenti,passate e, se possibile, future.
Ora, si da il caso , che in questi periodi stanno passando le grandi scelte, e Potenza non esiste, al di là di quei 50 milioni che le toccano dalla ripartizione dell’ITI, e che servono ad aggiustare qualche situazione,ma non a progettarne il futuro. Il futuro industriale? Ferrandina e Pisticci si preparano ala riconersione e l’area industriale di Potenza è preda di acquisizioni commerciali, alcune di dubbia provenienza. La Zes e il collegamento con Salerno? Al Comune non interessa? Il collegamento veloce con Bari? Stiamo bene così!
E via discorrendo. Da un lato abbiamo una Amministrazione che , per usare una espressione indirizzata anni fa da un parlamentare all’ ex Sindaco della città, è ridotta alla gestione di un condominio ( di urbanistica non si parla, di ruolo della città non si parla, del riuso dei grandi contenitori non si parla, della via ciclabile Potenza-laurenzana non si parla, dei problemi e del ruolo dell’Università non si parla, dei disagi della sanità di base non si parla) dall’altro abbiamo una decina di consiglieri regionali che hanno rimosso i problemi della città , proponendosi di riprenderli dal cassetto quando si parlerà della regione e della funzione consiliare di rappresentanza dei territori. Eh no, il treno sta passando ora!!!! rocco rosa