La vittoria in trasferta sul Ciampino sembrava aver fatto tornare definitivamente il sereno nel Potenza. Inteso come società e come squadra. Il disastro clamoroso ed inaspettato contro il Madrepietra Daunia ha di nuovo fatto precipitare nel caos la società rossoblù. E prima conseguenza è stata la decisione dei due copresidenti Vangone e Vertolomo di esonerare nella tarda serata di ieri il tecnico Pirozzi e di affidare, momentaneamente, la squadra al tecnico della juniores Vito Stenta e a Peppe Catalano in attesa di scegliere il nuovo allenatore. E’ stato quello di Picerno, dove probabilmente si è giocata l’ultima gara in esilio dei rossoblù che dovrebbero tornare al Viviani a partire dal 27 novembre prossimo in occasione del derby con la Vultur Rionero, un vero e proprio incubo dal quale non si è riusciti ad uscire. Ed il termine clamoroso deve essere inteso nel senso più ampio possibile per il modo in cui i rossoblù hanno, in pratica, regalato la partita ai pugliesi. Perché tutti e cinque i gol incassati si possono addebitare più alle colpe del Potenza che ai meriti del Madrepietra che ringrazia sentitamente gli avversari per l’anticipato regalo natalizio. La prova della squadra di Pirozzi è da bocciare completamente per quanto mostrato o meglio per quanto non mostrato in campo dove nessuno dei rossoblù si può definire esente da colpe. Compreso il tecnico esonerato Pirozzi che avrebbe dovuto preparare una gestione della partita molto più equilibrata e soprattutto invitare la squadraalla pazienza piuttosto che partire subito all’assalto all’arma bianca. Questo come idea di base per affrontare un avversario che non doveva essere considerato vittima sacrificale solo perché era ultimo in classifica. E stessa pazienza e grande raziocinio si sarebbero dovuti avere anche e soprattutto quando il Potenza è riuscito a pareggiare con Esposito il vantaggio dei pugliesi. Perchè si era ancora al diciassettesimo minuto del primo tempo e il Potenza avrebbe avuto ancora oltre 70 minuti per arrivare alla vittoria. Senza esporsi scriteriatamente alle ripartenze degli avversari. Micidiali come quella del secondo vantaggio del Madrepietra con quasi tutto il Potenza nella metà campo avversaria e l’ex Basso che si è potuto involare comodamente verso l’area del Potenza e servire un invitante assist al compagno Chiumarulo che di testa ha superato il poco reattivo portiere Sutalo.Apparso già in ritardo sul primo gol del Madrepietra. Se a questa poco attenta impostazione della gara si aggiungono gli errori o meglio gli orrori del portiere che ha sulla coscienza almeno quattro reti, ecco che si spiega questa batosta così mortificante. E a nulla è valso aver messo in porta l’esperto Napoli in porta all’inizio della ripresa quando la frittata era fatta . Una mossa che forse andava effettuata già dopo il secondo gol dei pugliesi e dopo aver constatato che il giovane portiere era letteralmente nel pallone. Ma gli errori si pagano e sono a monte perché il Potenza avrebbe dovuto prendere un portiere, anche giovane, ma molto più affidabile di Sutalo che nel corso delle prime undici gare di campionato ha fatto il suo dovere a Manfredonia mentre in diverse circostanze sono state diverse le incertezze. Fatte salve le gare vinte dal Potenza e nelle quali il giovane portiere non ha subito tiri pericolosi verso la sua porta. Situazioni di incertezza e di poca crescita personale del portiere che avrebbe dovuto aprire gli occhi all’allenatore. Che, ovviamente, è l’unico a pagare anche per colpe che non sono assolutamente sue. Adesso toccherà ai due presidenti e al direttore sportivo Flammia fare la scelta più oculata per trovare il sostituto di Pirozzi. Il casting di interista memoria è già cominciato anche perché bisogna fare presto e dotare la squadra di una guida definitiva e sicura. Se fosse per Vangone e Vertolomo, la soluzione sarebbe stata già trovata. Dare la consegna totale dei fatti tecnici ad Ezio Capuano. Ma si tratta solo di un sogno irrealizzabile perché il tecnico originario di Pescopagano ha rotto irrimediabilmente con i presidenti dopo la vicenda Faruolo e poi perché il suo desiderio è quello di continuare ad allenare in Lega Pro. Quindi via al valzer delle alternative che per la verità non sono molte anche se la piazza potentina è molto appetibile. Anche dalla scelta del nuovo tecnico si capiranno, a questo punto della stagione, le intenzioni della dirigenza: se continuare con un progetto sempre ambizioso e che passa anche dalle operazioni in entrata nel mercato di dicembre o se pensare a smobilitare. Ipotesi che al momento non è sul tavolo perché il girone H vive nell’incertezza assoluta e quindi il tempo per rimediare c’è ma non è molto. C’ da affrontare la trasferta di Bisceglie di domenica prossima nella quale il Potenza sarà ancora in piena emergenza perché, oltre ai lungodegenti Proietti e Pepe, mancheranno anche il capitano Esposito e il giovane difensore Pettinelli espulso nel match di ieri. Un’altra sconfitta potrebbe avere conseguenze facilmente immaginabili sul futuro del Potenza. Per questo sarebbe necessario che il nuovo allenatore possa già, alla ripresa degli allenamenti di domani, cominciare a lavorare in vista di Bisceglie.
IL POTENZA SEMPRE NELL’OCCHIO DEL CICLONE
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