Sicuramente chi deve rammaricarsi di più per la vittoria mancata è il Bisceglie che ha avuto molte più possibilità di sbloccare il risultato rispetto ai rossoblù di Biagioni. Il primo tempo è stato un autentico bombardamento verso la porta difesa da Napoli che ha dovuto compiere parate importanti e quando non ci è arrivato lui, ci hanno pensato i pali e le traverse, tre, a respingere le conclusioni del Bisceglie. Nel secondo tempo il Potenza si è organizzato meglio ed approfittando dell’evidente calo fisico degli avversari che venivano dall’intensa partita di mercoledì con la capolista Trastevere e che non sono riusciti a tenere i ritmi molto alti del primo tempo, ha addirittura tentato il colpaccio a sorpresa. Andandoci molto vicino con una galoppata fantastica di Guaita che si è fatto 60 metri palla al piede saltando gli avversarti come birilli, compreso il portiere e poi sul più bello, a porta vuota, ha mandato incredibilmente fuori. Diciamo con onestà che sarebbe stata una beffa atroce per il Bisceglie. Alla fine il risultato di parità accontenta, ovviamente, molto di più il Potenza che non gli avversari. I rossoblù hanno saputo soffrire molto nel primo tempo e poi sono stati capaci di prendere le misure alla vice capolista del girone H senza soffrire eccessivamente e tentando sortite pericolose in avanti con i funamboli dell’attacco come Pepe e Guaita, ispirati dalla sapiente regia di Esposito e dal grande lavoro a centrocampo del giovane Lionetti. Continua in questo modo la serie positiva del Potenza verso l’agognata salvezza. Un punto che muove la classifica e accresce l’autostima e il morale della truppa di Biagioni che adesso è atteso, nelle prossime due gare, da altrettanti derby. Prima domenica prossima sul campo della Vultur e poi giovedi prossimo al Viviani contro il Picerno dell’ex Arleo. La giornata non è stata molto favorevole alle lucane del girone perché solo il Francavilla, come voleva il pronostico, ha vinto, dopo tanto tempo, abbastanza nettamente il suo confronto interno con il quasi condannato alla retrocessione Agropoli. Per il Picerno e per la Vultur due sconfitte esterne. Ma mentre per i melandrini si è trattato di un passo falso alquanto indolore, per i bianconeri del Vulture la battuta di arresto nello scontro diretto di Manfredonia non fa dormire sonni tranquilli in ottica salvezza. Anche se mancano ancora cinque gare alla fine e soprattutto la formazione di Roberto Sosa ha tutti i mezzi tecnici e psicologici per uscire da questa situazione delicata. E lo ha dimostrato ampiamente nelle giornate precedenti. L’AZ Picerno, virtualmente salvo già domenica scorsa con la quinta vittoria consecutiva sul San Severo, ha avuto il merito di affrontare a viso aperto la capolista Trastevere e l’ha spaventata molto perché nel primo tempo è passato pure in vantaggio con il giovane Tedesco. Per i romani questa rete ha fatto materializzare di nuovo i fantasmi di un’altra giornata e sarebbe stata la terza in otto giorni decisamente storta. Ma il pericolo di mettere in discussione il primato e la vittoria finale, hanno creato i presupposti per il ribaltone che si è concretizzato nella ripresa e che ha avuto come protagonista il capocannoniere del girone H Taiarol autore di una doppietta quanto mai utile per scacciare i fantasmi e per fare diventare questa domenica iniziata male come quella decisiva per la conquista del primo posto. Per il Picerno nessun dramma per la sconfitta, ma semmai la conferma di aver fatto cose straordinarie in questa stagione che l’hanno fatto diventare la migliore delle lucane del girone.
