
ROCCO SABATELLA
Avevamo paragonato l’Avellino ad un vulcano spento che all’improvviso si poteva svegliare. E purtroppo per il Potenza è andata proprio cosi. Dopo le deludenti partite precedenti in cui la squadra di Rastelli ha trovato parecchie difficoltà a finalizzare il gioco offensivo, contro il Potenza si è letteralmente scatenato segnando la bellezza di quattro reti e andando vicino a segnarne almeno altre 5/6. Come non era mai successo in questi primi sette mesi di stagione. In ciò aiutato e non poco dalle incomprensibili scelte di formazioni operate da Raffaele, peraltro assente ieri e tornato in Sicilia per la morte della madre, che ha messo in campo un undici per niente equilibrato e che comprendeva tutti insieme ben 4 attaccanti di ruolo di cui due, Volpe e Di Grazia, preposti a compiti che non appartengono al loro Dna. Nel 3/4/1/2 alquanto presuntuoso pensato e utilizzato ieri dal tecnico siciliano per mettere sotto l’Avellino, Volpe avrebbe dovuto agire da esterno di centrocampo a sinistra con la possibilità di andare all’uno contro uno al limite dell’area di rigore e Di Grazia avrebbe dovuto giocare tra le linee per innescare Caturano e Murano e mettere a frutto le sue capacità offensive. Due solo centrocampisti di ruolo, il confermato Cittadino e Logoluso al rientro da titolare dopo qualche panchina. Gyamfi è scalato in difesa sul centrodestra e Hadziosmanovic ha fatto il quarto di centrocampo a destra. Nel leggere la formazione siamo rimasti basiti essendo certi che la squadra non avrebbe avuto l’equilibrio necessario per affrontare al meglio la squadra di Rastelli. Che in mezzo al campo ha presentato Casarini, Matera e Maisto che di ruolo fanno i centrocampisti ed essendo uno in più nella zona nevralgica del campo rispetto al Potenza non hanno avuto eccessive difficoltà a prendere il sopravvento riuscendo prima ad interdire con facilità e poi a costruire gioco efficace dal centro per poi fare affondare gli esterni sulle due corsie. Potenza in bambola e sicuramente disorientato anche dalla nuova disposizione tattica perché si sono perse determinate certezze. Ma mi chiedo e chiedo a Raffaele: a Crotone non abbiamo fatto la migliore partita difensiva per intensità, equilibrio, posizioni corrette e capacità di ripartire? Se non sbaglio il modulo era il 3/5/2 e alla fine i rossoblù sono stati capaci di annullare le bocche di fuoco dei calabresi. E quel tipo di schieramento di uomini e di tattica, non si poteva, come sarebbe stato opportuno, utilizzare anche contro l’Avellino? Io non capirò mai gli allenatori quando dicono che una buona partita dipende dall’atteggiamento e non dal modulo tattico. Non sono d’accordo perché se nel calcio ci sono i ruoli specifici, difensori, centrocampisti e attaccanti, ci sarà pure un motivo. Che non sarebbe stato un pomeriggio senza sofferenze si è capito sin dall’inizio. Potenza lento nella circolazione di palla e Avellini ispirato e già padrone del centrocampo. E al minuto 13 arriva il vantaggio del campani: errore di Rocchi che innesca Trotta lesto a mettere a centro area per il libero Russo che porta in vantaggio l’Avellino. Potenza non reagisce e irpini che affondano di nuovo con Trotta che supera Gyamfi e conclude in diagonale. Pallone non irresistibile ma Gasparini respinge proprio dove è appostato l’esordiente Marconi che segna a porta vuota. Potenza non pervenuto e grandi sofferenze nella zona nevralgica del campo dove Casarini e compagni fanno quello che vogliono. All’improvviso verticalizzazione di Logoluso per Murano che fa sponda per Caturano. Il bomber non ci pensa un attimo e trova l’angolo alla destra del portiere per riaprire la partita. Si aspetta che la partita cambi e l’inerzia passi dalla parte dei rossoblù. Pia illusione perché è sempre l’Avellino ad avere il gioco in mano, Nella stessa azione Trotta colpisce la traversa e sulla prosecuzione dell’azione Russo mette al centro per il colpo di testa di Marconi che Gasparini manda in angolo con un colpo di reni. Dopo questa azione Murano esce per un problema muscolare al polpaccio sostituito da Del Sole. Sostituzione che non cambia di una virgola la situazione di inferiorità in mezzo al campo. Sarebbe stato necessario riequilibrare la situazione in mezzo al campo facendo entrare piuttosto un altro centrocampista. Avellino vicino al tris con un gran tiro di Maisto fuori di poco. Nemmeno la facilità di palleggio e di conclusioni a rete fa suonare l’allarme al Potenza che ad inizio ripresa si salva con molta fortuna su un tiro a bersaglio verso Gasparini: prima para su Trotta, poi è Gyamfi a respingere sulla linea la ribattuta dell’ex Matera e infine l’azione si chiude con un altro tiro respinto da Gasparini. Dopo l’ammonizione di Cittadino che diffidato salterà domenica prossima Pescara, finalmente arriva qualche segnale dalla panchina rossoblù che fa entrare Riccardi e Steffè per Volpe e Logoluso. Si passa a quattro in difesa, tre in mezzo e Caturano assistito da Del Sole a destra e Di Grazia sull’altro lato. Il Potenza pare almeno più reattivo tanto che arriva il pareggio: un’ azione dell’Avellino è fermata , poi è Cittadino che apre per Hadziosmanovic il cui cross trova pronto alla deviazione di testa Caturano che mette il pallone all’incrocio per l’insperato pareggio rossoblù. E una volta raggiunto il pari il Potenza, invece di accontentarsi per portare a casa l’insperato pari, commette un altro errore di presunzione cercando la vittoria ma viene punito severamente dai campani che nel frattempo mettono dentro l’ex D’Angelo, Kanoute e Mazzocco. Con l’occasione di Di Grazia solo davanti al portiere Pane e palla spedita fuori, finisce il Potenza che cade sotto i colpi del piede fatato di Tito che prima mette sulla testa del liberissimo Benedetti il pallone del vantaggio concretizzato e poco dopo con precisione chirurgica serve Marconi che di testa fa poker. Una sconfitta sanguinosa che fa andare su tutte le furie il presidente Macchia che chiede scusa al pubblico per la pessima partita giocata e poi annuncia per venerdi un confronto con la squadra e la struttura tecnica per chiedere spiegazioni sulla brutta figura. Confronto finalizzato a scuotere il gruppo in modo che a Pescara ci sia una reazione di orgoglio. Con la speranza che il Potenza assomigli molto di più a quello di Crotone che a quello inguardabile di ieri. foto da Zona Potenza, facebook