POTENZA, SERVE LA MEDICINA GIUSTA

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rocco sabatella

La terza sconfitta consecutiva subita con la Juve Stabia non aggiunge molto sulla considerazione unanime che la situazione del Potenza sia molto delicata. Semmai certifica ancora una volta di più i grandi limiti strutturali dell’organico rossoblù e la cronica incapacità di una qualsivoglia reazione al periodo buio che sta caratterizzando le prestazioni di Coppola e compagni. Che sono ormai sprofondati in una forte depressione dalla quale sembra difficile uscire. Il Potenza, per la verità, al Menti di Castellammare di Stabia, almeno per una buona mezzora, aveva interpretato la partita in maniera decente e sufficiente. Ma la solita, puntuale ed evitabile amnesia difensiva ha regalato il vantaggio alla Juve Stabia che non aveva fatto nulla, in termini di gioco, per meritare questo gradito regalo natalizio. L’approccio dei rossoblù alla gara, condito anche da buone azioni offensive che avrebbero meritato migliore sorte, basta ricordare il gran tiro di Zampa messo in angolo a fatica dal portiere campano Tomei, avevano fatto sperare che questa fosse l’occasione giusta per interrompere il lungo periodo negativo. E come successo anche nelle gare precedenti quando il Potenza subisce il gol, si spegne automaticamente la luce e la squadra accentua la sua incapacità di reagire. E per gli avversari diventa molto comodo controllare la situazione e approfittare degli sbandamenti dei lucani senza fare eccessiva fatica. Come è capitato alla Juve Stabia che ha messo al sicuro il risultato approfittando di un altro grave errore difensivo commesso dal Potenza. 10 punti in 15 partite disputate con la bellezza di 28 reti subite è un bottino molto magro e deficitario e che tengono i rossoblù in una scomoda e pericolosa posizione di classifica, ma che non è assolutamente irrimediabile. Perché ci sono ancora 21 partite da giocare e 63 punti in palio. Intanto bisogna cercare di trarre il massimo o forse sarebbe il caso di dire di trarre quello che si può in questa situazione nelle due partite che restano da giocare con il Catania dell’ex Raffaele in casa e poi sul campo del Monopoli prima della sosta per la lunga pausa del campionato per le festività natalizie. Il campionato riprenderà il 10 gennaio dell’anno prossimo con la gara interna contro la Paganese. E in questa occasione la speranza generale è che il Potenza si possa presentare in campo con una formazione decisamente rinnovata e rinforzata con gli innesti che devono arrivare dal mercato di gennaio che aprirà i battenti il 2 gennaio. Perché, lo diciamo con molta franchezza e lo invochiamo anche, l’unico modo per cominciare ad uscire dalle sabbie mobili della classifica e la medicina giusta per cominciare a risollevarsi resta solo un massiccio intervento della società per dare alla squadra qualità e personalità, doti che finora sono mancate clamorosamente al Potenza. E sono mancate perché gli errori nella costruzione dell’organico sono stati fatti nel mercato estivo. Dalla società, soprattutto, che è stata “aiutata” a sbagliare anche dal comportamento dell’ex tecnico Somma che ha accettato tutte le operazioni di mercato fatte dal presidente Caiata e non ha voluto incidere nell’imporre le sue scelte in alcuni settori del campo che  già si capiva non erano quelle giuste. Qualcuno ha scambiato questo atteggiamento di Somma per aziendalismo inteso come tutela degli interessi della società. Niente di tutto questo. Il suo è stato solo un servilismo sfrenato verso il presidente Caiata che ha fatto solo danni a lungo andare. Un allenatore che non si porta nella squadra che allena qualche giocatore conosciuto e funzionale al suo gioco, deve sperare solo che le scelte fatte da altri possano essere quelle giuste. Emblematico il caso del portiere che è arrivato, Marcheggiani, a campionato iniziato e che poi non si è dimostrato, a giudizio di Capuano, come la scelta giusta. Tanto è vero che è stato preso Marcone voluto fortemente da Capuano. Che con l’organico a disposizione non ha potuto fare il miracolo per invertire il trend dei risultati negativi. Eppure in alcune gare, con il Bisceglie, con l’Avellino e con la Viterbese, oltre alla vittoria con la Turris, molte cose buone si erano viste. Ma la scarsa qualità dei difensori aveva precluso la possibilità concreta di conquistare, per come erano andate queste gare, almeno 5/6 punti.  Quindi la nostra opinione è che il problema del Potenza non è assolutamente l’allenatore. Del quale non comprendiamo solo i motivi per cui non utilizza Zampa nel suo ruolo naturale in mezzo al campo e non mostra fiducia nelle capacità di Juliano  mestamente relegato in panchina nonostante Coppola, Sandri e Ricci non stiano facendo in questo periodo cose strabilianti. OINTERVEMNppure non dia fiducia al giovane difensore Spedalieri che peggio di come stanno facendo Conson e Boldor non potrà onestamente fare. Capuano aspetta dal mercato gli elementi giusti che gli sono stati promessi dalla società per cominciare un altro campionato. E siamo sicuri che il presidente Caiata lo accontenterà con l’ingaggio di almeno 2/3 difensori di provata esperienza e personalità e di un paio di centrocampisti che sappiano guidare i compagni e facciano scorrere il gioco in maniera fluida e scorrevole. Pochi problemi ha dato l’attacco che con lo scatenato Cianci, 10 reti, ha poco da rimproverarsi ed è il reparto più affidabile anche in prospettiva. Il presidente Caiata certamente non si tirerà indietro nel voler fare il possibile e l’impossibile per salvare il Potenza dalla retrocessione. Anche se ha annunciato che a giugno lascerà la società dopo l’aggressione subita al temine  della gara con la Viterbese. Di sicuro un presidente che in tre anni di gestione ha portato trionfalmente ila squadra in C ed è stato vicino alla clamorosa impresa di arrivare in serie B per due stagioni consecutive, non vorrà passare alla storia come il presidente della retrocessione. Per cui adesso l’importante è intervenire immediatamente sul mercato, mettere la barca in sicurezza e salvare la categoria. Poi tra 5 mesi si potrà pensare al futuro societario del Potenza. Con o senza Caiata. Che non è detto che non possa ripensare al suo proposito di lasciare la società. Ritrovando gli stimoli per continuare a gestire il Potenza. Per concludere facciamo l’appello al presidente Caiata di muoversi già adesso per individuare gli elementi giusti da affidare a Capuano. Non bisogna perdere tempo prezioso nelle operazioni di mercato perché eventuali ritardi potrebbero essere esiziali per le sorti del Potenza. Questo per una ragione semplicissima. I giocatori nuovi devono già mettersi a disposizione di Capuano quando riprenderà la preparazione dopo le feste in modo che possano essere pronti, con una decina di giorni di allenamenti, per la partita interna con la Paganese del 10 gennaio che è uno spareggio quasi decisivo per le speranze del Potenza. Portare i giocatori giusti in rossoblù non si annuncia impresa agevole. E questo non perché non vi sia materia prima tra cui scegliere o che la società rossoblù non sia in grado di individuarli. Il problema sarà quello di soddisfare le richieste contrattuali dei giocatori. Quelli validi difficilmente accetterebbero contratti di soli sei mesi. Per cui sarà necessario sottoporsi anche a sacrifici economici per assicurare un poderoso innalzamento della qualità della squadra senza però rinunciare a usufruire del minutaggio, ossia tre under in campo, che assicura linfa vitale alle casse del Potenza in questo periodo così difficile a livello economico.  

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Rocco Sabatella

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