IL POTENZA SI PRENDE TRE PUNTI E RITORNA AL PRIMO POSTO

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rocco sabatella

 

In una giornata che si è dimostrata molto complicata, il Potenza, con il minimo sindacale, supera di misura con una rete, manco a dirlo di Carlos Franca, il fanalino di coda Fulgor Molfetta e approfittando dello scivolone interno dell’Altamura caduto per mano del Nardò di fronte al suo pubblico, si riprende anche la testa della classifica laureandosi campione di inverno. Per superare i pugliesi guidati in panchina dal presidente Lanza, la squadra di Ragno ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie perché gli ospiti sono venuti a giocare al Viviani senza avere nulla da perdere e soprattutto nel primo tempo hanno offerto una grandissima prestazione mettendo in chiara difficoltà i lucani. Ben messi in campo con una disposizione tattica funzionale sia quando si difendevano e anche quando si presentavano nella metà campo rossoblù, la Fulgor si è impadronita del centrocampo ottenendo un duplice scopo: massima protezione alla difesa e veloci capovolgimenti di fronte con i quali la squadra di Lanza si è portata tante volte al tiro pericoloso verso la porta difesa alla grande dal rientrante Breza. Che è stato il migliore in campo del Potenza. Naturalmente bisogna riconoscere i meriti dei molfettesi, ma ancora una volta il Potenza si è complicata la vita da solo e ha agevolato di molto il compito del Molfetta. Lo svolgimento dei primi 45 minuti di oggi ci ha fatto venire alla mente il primo tempo con il Gravina perché oggi come allora le scelte iniziali di Ragno non si sono dimostrate azzeccate visto che il ritorno al 4-4-2 preferito al modulo presentato a Taranto non ha per niente dato i frutti sperati. E nel primo tempo la manovra del Potenza è stata lenta e macchinosa e ha favorito il gioco degli avversari che con continui raddoppi hanno bloccato le incursioni sulle corsie laterali dei rossoblù lucani che rappresentano un punto di forza della formazione di Ragno. Anche oggi Berardino, come era successo con il Gravina, è stato molto evanescente e non ha dato il contributo che ci si aspettava né come esterno né come centrocampista aggiunto.  Il risultato è stato che dopo l’incursione al primo minuto che ha portato al tiro di Guaita deviato in angolo dal portiere ospite, il Molfetta ha preso coraggio e si è reso pericoloso  con quattro conclusioni molto pericolose che sono state sventate dal rientrante Breza che ha disputato la sua migliore gara da quando è a Potenza. Il Potenza si è fatto rivedere con pericolosità nell’area avversaria solo alla fine del primo tempo con un cross di Panico sul quale l’incornata di Siclari si è andata a stampare all’incrocio dei pali. Nella ripresa il Potenza è sceso in campo con un altro spirito e dopo otto minuti ha raccolto i frutti con il vantaggio del solito Franca lesto a mettere alla spalle del portiere molfettese un suggerimento di Esposito. Sul piano del gioco la situazione tattica del Potenza è completamente cambiata in positivo con l’ingresso in campo di Coppola per Berardino che ha riequilibrato in mezzo al campo la squadra e le ha consentito di avere la supremazia nella zona nevralgica del campo. Ragno non ha modificato l’assetto della difesa rimasta a quattro ma ha spostato Siclari sul fronte offensivo sinistro con Franca al centro e Guaita sulla destra per un 4-3-3 inedito e mai visto in questa stagione. Ma bisogna dire che il Potenza avrebbe potuto anche raddoppiare  conuna serie di azioni pericolose, ma anche la Fulgor Molfetta si è resa pericolosa in un paio di circostanze con Savasta sul quale si è ancora disimpegnato alla grandissima Breza che ha salvato lo striminzito vantaggio e il successo del Potenza. Morale della favola: tutto è bene quello che finisce bene nel senso che vittoria doveva essere e vittoria è stata, ma crediamo che adesso Ragno debba fare per il futuro una scelta netta e definitiva. E cioè abbandonare il modulo 4-4-2 che può venire buono a partita in corso se non si riesce a sbloccare eventualmente il risultato e affidarsi al 3-5-2 che in tante partite, anche le più difficili, ha fatto letteralmente volare il Potenza. Come è accaduto per 70 minuti anche allo Iacovone di Taranto, giusto per stare all’attualità. Le due non buone prestazioni con Gravina e Molfetta con il 4-4-2 devono fare aprire gli occhi al tecnico del Potenza. Che oggi, con l’ingresso di Coppola, poteva ritornare al modulo più equilibrato, ma che probabilmente ha optato per l’ inedita disposizione tattica di oggi per non andare a rimescolare le carte in difesa che era priva dei due centrali titolari Bertolo e Sicignano. E quindi ha preferito lasciare lo schieramento difensivo a quattro che gli poteva offrire maggiore garanzia di solidità.  FOTO MICHELE SALVATORE

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Rocco Sabatella...

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