IL POTENZA SI RIAFFIDA A BIAGIONI. E’ LA SCELTA GIUSTA?

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rocco sabatella

La nuova proprietà del Potenza ancora si deve presentare ufficialmente alla stampa e ai tifosi, ma nel frattempo si susseguono presso la sede sociale riunioni tra i dirigenti per mettere a punto, presumiamo, le strategie per la stagione prossima. L’ultima si è svolta oggi e ha visto impegnati i dirigenti rossoblù nel confronto con Oberdan Biagioni, il tecnico designato e scelto da Nicola Dionisio per guidare la squadra del capoluogo anche per il prossimo anno. Ovviamente, come recita il comunicato stampa diramato dal nuovo addetto alla comunicazione Francesco Cutro al quale rivolgiamo gli auguri di buon lavoro per l’incarico assegnatogli dalla nuova proprietà, Biagioni si è detto molto contento di poter continuare la sua avventura in rossoblù.“ Sono felice di continuare il percorso iniziato lo scorso anno con alle spalle una società seria e ben organizzata. Ci sono i presupposti per fare un ottimo campionato per cui adesso dobbiamo lavorare sulla costruzione della squadra”. Queste le parole del tecnico romano dopo l’incontro con i nuovi dirigenti. Biagioni si avvarrà di Giuseppe Catalano come secondo mentre nel ruolo di preparatore atletico ci sarà il gradito ritorno di un grande professionista di questo ruolo che risponde al nome di Andrea Santarsiero a cui sono legati i successi del Potenza negli ultimi dieci anni. Ottime le scelte di Peppe Catalano e di Andrea Santarsiero, mentre non possiamo assolutamente entusiasmarci  sulla scelta di continuare con Biagioni. Ma i dubbi sulle capacità dell’allenatore giunto a Potenza per sostituire l’esonerato Pirozzi e chissà da quale operatore di mercato consigliato al duo Vangone e Vertolomo, li abbiamo espressi già a partire dal giorno successivo alla gara con la Vultur Rionero nella prima partita sul nuovo manto erboso del Viviani. La prima di una lunga  serie di partite in cui il Potenza è stato sempre in balia degli avversari perché non aveva un gioco e nemmeno un’identità di squadra. Che non era assolutamente causata, come pedissequamente ripetuto fino alla noia dallo stesso Biagioni, dalla mancanza di un attaccante da area di rigore. Nessuno disconosce il merito del tecnico Biagioni di avere tenuto insieme e cementato il gruppo dei calciatori da lui allenati per arrivare al traguardo della salvezza. Ma che cosa avrebbe dovuto fare Biagioni o qualsiasi altro tecnico nella situazione di caos in cui si trovava il Potenza a livello societario? Lasciarsi andare, demotivarsi e demotivare il gruppo, non inseguire l’obiettivo della salvezza? Biagioni ha fatto semplicemente il suo lavoro di professionista insieme ai suoi ragazzi. Punto. Sulla sua capacità di dare un gioco al Potenza stendiamo pietosamente il velo.  E di tempo per fare questo lavoro ne ha avuto tanto. Compresa la pausa per le festività natalizie e di fine anno in cui il Potenza, unica società d’Italia,  complice l’avallo dello stesso Biagioni, ha messo la squadra in ferie per due settimane. Del resto e basta andare a rivedersi i filmati delle gare, i punti fatti dalla squadra rossoblù per arrivare alla permanenza sono arrivati grazie alle capacità individuali dei vari Guaita, Todino finchè non si è arreso per il problema al piede, Pepe, Esposito, alle parate di Napoli peraltro ben supportato dai compagni di reparto in cui si è distinto particolarmente  Di Somma. Ma  sfido chiunque a trovare altre gare in cui il Potenza gestione Biagioni ha messo sotto l’avversario, oltre alla partite con le retrocesse Cynthia, Ciampino e Agropoli rispetto alle quali il Potenza era nettamente superiore sul piano tecnico. E come dimenticare lo sciagurato derby di Francavilla perso per esclusivo demerito del tecnico Biagioni che fece insorgere gli operatori dell’informazione che già parlavano di esonero del tecnico per le sue continue e discutibili decisioni. Salvo poi a fare marcia indietro e a considerare Biagioni addirittura un fenomeno per avere centrato l’obiettivo della salvezza. Dimenticando di dire che, tolte le prime  sei -sette squadre della classifica oggettivamente superiori al Potenza, il resto della compagnia  del girone H era, ne più ne meno, di valore identico a quello dei rossoblù di Biagioni. Perchè è vero che nessuna delle avversarie avevano vissuto tutto il caos societario dei lucani, ma è altrettanto vero che non tutte erano in grado si annoverare giocatori del livello di Esposito, Todino, Pepe, Guaita, Di Somma, un autentico lusso per la serie D. E grazie alle giocate dei quali il Potenza è riuscito a vincere con la Nocerina e con il Gravina presentatosi al Viviani in gita domenicale e privo di una decina di titolari. Questa è la storia dei sei mesi di gestione del Potenza targato Biagioni. Per dire che il nostro giudizio su Biagioni non cambia assolutamente, come è cambiato repentinamente quello dei colleghi e anche di Nicola Dionisio che, difronte alle delusioni in serie che la squadra stava accumulando, è stato sul punto di farla finita con Biagioni. La nuova proprietà, su decisione di Nicola Dionisio, ha deciso di continuare con Biagioni. Noi continuiamo ad avere perplessità sulla bontà di questa decisione. Perplessità che ci auguriamo lo stesso Biagioni sia in grado di dissolvere nel più breve tempo possibile e fin fai primi impegni ufficiali dai quali si evincerà subito se il nuovo Potenza avrà fatto il salto qualitativo sul piano del gioco e dei risultati. Se così non fosse, allora la decisione di Dionisio e della nuova dirigenza potrebbe provocare un doppio danno: il fallimento tecnico e l’esborso di altri soldi per un altro allenatore.  

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Rocco Sabatella...

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