S’interrompe la striscia di vittorie al Viviani del Potenza che si lascia imporre il pareggio, il primo del campionato dopo 6 vittorie consecutive, da un volitivo e mai domo Gravina. Certo il 3 a 3 finale suona come una beffa per la squadra di Ragno perché è giunto al sesto minuto di recupero del secondo tempo con i rossoblù che seppur a fatica stavano portando a casa i tre punti. Era l’ultima possibilità per il Gravina che ha sfruttato alla grande un calcio d’angolo di Balzano sul quale è stato lasciato incolpevolmente solo da tutto il Potenza che era arretrato nella propria area di rigore Panebianco che ha spizzicato di testa il pallone che si è insaccato alle spalle di Breza. E li si sono infrante le speranze dei rossoblù di poter gioire per una nuova vittoria. Alla fine vengono premiati gli sforzi del Gravina che per tre volte è stato capace di rimontare i lucani. Resta l’amarezza degli uomini di Ragno per non essere riusciti a difendere il gol di vantaggio. Un pareggio che non deve assolutamente suonare come un campanello di allarme ma che deve essere analizzato a fondo per il futuro onde evitare tutta una serie di errori che hanno caratterizzato i 98 minuti di gioco contro il Gravina. Perché hanno ragione Ragno e tutto l’entourage rossobù a dire che in pratica il pareggio è stato confezionato e infiocchettato come anticipato regalo di Natale proprio dalla squadra rossoblù che ha favorito tutti e tre le reti degli ospiti pugliesi. Ma con altrettanta onestà e franchezza bisogna sottolineare che per la prima volta al Viviani il Potenza ha sofferto e non poco il gioco della squadra avversaria. E questo non solo per l’ottima prova complessiva del Gravina ma anche per alcune scelte di formazione effettuate da Ragno. Proprio perché i murgiani erano considerati di non trascurabile levatura, le novità di formazione presentate dal tecnico molfettese non si sono dimostrate azzeccate tanto è vero che ad inizio secondo tempo Ragno ha provveduto ad un paio di cambi, Bertolo e Schisciano per Russo e Coccia, quest’ultimi schierati a sorpresa per la prima volta in campo dall’inizio, allo scopo di rendere più equilibrato il Potenza. E’ altrettanto evidente che tutto sommato, pur con soverchie difficoltà, i rossoblù erano passati una prima volta in vantaggio con un imperioso stacco aereo di Franca ottimamente raggiunto dal cross di Guaita e che con lo stesso Guaita e di nuovo con Franca erano riusciti di nuovo a riportarsi in vantaggio nel secondo tempo, ma non si può passare sotto silenzio la circostanza che il gioco dei rossoblù non è apparso oggi spumeggiante ed efficace come in precedenti occasioni al punto che il Gravina, che non è stato tramortito quando ha accusato il colpo dopo avere incassato la prima rete, si è potuto riorganizzare e ha dato filo da torcere ai rossoblù come nessuna avversario aveva fatto finora al cospetto della squadra di Ragno. Tanto è vero che dalle parti di Breza i pugliesi sono arrivati in maniera pericolosa anche in altre occasioni, oltre alle tre azioni delle marcature. Segnale evidente che oggi qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto nei meccanismi predisposti da Ragno. La sintesi del discorso si può chiudere prendendo ad esempio la prova indemoniata dell’attaccante del Gravina Leonetti che è stato per tutta la gara una spina nel fianco della difesa rossoblù e non solo quando è stato marcato dal giovane Russo. Possibile che non c’erano contromisure utili a contenerne la pericolosità? Ragno in sala stampa è apparso un tantino indispettito perché gli sono state rivolte domande dai colleghi volte ad ottenere spiegazioni per le difficoltà incontrate dal Potenza. Alle quali avrebbe potuto anche fornire, come ha fatto in precedenti occasioni, risposte più esaurienti sulla scelta della formazione anziché insistere troppo sugli errori dei suoi uomini o sul fatto che a Potenza siamo stati abituati fin troppo bene e che non sempre si può vincere a mani basse perché in campo ci sono anche gli avversari ed anche ben dotati. Le nostre considerazioni sono da prendere come critiche costruttive e non come un processo ad un allenatore e a una squadra che fin qui ha fatto cose eccezionali. Il quale da persona molto intelligente ed estremamente professionale quale è si è già reso conto sul campo delle cose che non sono andate per il verso giusto e che difficilmente si ripeteranno in futuro. Tanto è vero che ad inizio ripresa è corso ai ripari per cercare di mettere a posto le cose. Ma intanto resta il rammarico per aver fatto avvicinare gli avversari che hanno sfruttato i loro impegni. Non perché a Potenza siamo troppo esigenti, ma come avrebbe detto Catalano, sarebbe stato meglio avere 6 punti di vantaggio anziché 4. A livello tattico c’è da aggiungere un’altra considerazione. Probabilmente il modulo più congeniale, più equilibrato e che maggiormente esalta le caratteristiche dei singoli per questo Potenza è il 3-5-2. P Almeno contro le avversarie che hanno maggiore qualità come il Gravina e come hanno dimostrato altre gare, quando il Potenza ha adottato questo schieramento tattico ha rischiato niente, è stato assoluto padrone del campo, la difesa è stata protetta meglio e le avversarie poche volte si sono potute rendere pericolose dalle parti del portiere Breza. Conoscendo bene Ragno, siamo convinti che dal pareggio con il Gravina il Potenza ripartirà con maggiore impegno e con applicazione più maniacale di quanto mostrati in precedenza già a partire dal derby di domenica a Picerno. Per ritornare ad essere la squadra capace di attuare in campo un predominio quasi assoluto contro qualsiasi avversario.
FOTO DI COPERTINA DAL post di laura sileo in io amo il potenza
