I PRECARI REGIONALI E LE COLPE DA ATTRIBUIRE

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Può darsi che mi manchi qualche passaggio nella lunga , poco bella e non conclusa vicenda dei precari regionali ma vorrei che qualcuno che ne sa più di me mi spiegasse come si fa ad individuare come unico colpevole della vicenda l’attuale Governatore, parlando di operazione di estromissione dalla Regione del precariato. Se la genesi di questa storia è quella che conosco io, allora dieci o dodici anni fa si doveva procedere a) facendo una selezione, sia pure per titoli, del personale laureato che doveva impiegarsi per i fondi europei b) assumendo lo stesso con contratto a tempo determinato c) procedendo ad una stagione concorsuale che consentisse l’immissione in ruolo di questo personale. Il Comune di Potenza, sindaco Santarsiero, ha fatto così e il Comune si sta salvando con queste persone immesse soprattutto nel settore tecnico: architetti, ingegneri ecc). Altre Regioni hanno fatto così, la Sardegna, la Puglia, la Campania, quasi tutte per la verità. E negli anni li hanno assunti tutti. La Basilicata,invece, per motivi non difficili da capire, ha fatto loro un contratto di collaborazione continuativa, non sempre ancorato ad una graduatoria per titoli, e quando, dopo anni, ha tentato di fare un concorso, per assumerne la metà, ha dato prova di quale colabrodo fosse quella organizzazione con temi , tracce e svolgimento (i famigerati quiz) che sono finiti all’autorità inquirente, ottenendo il solo risultato di annullare un concorso e di far rimanere tutti nella nebbia. Oggi la Giunta regionale (ma anche il Consiglio regionale, perché la decisione è stata collegiale e di maggioranza) si è trovata di fronte ad una opzione:  riconfermare i Co.co.co per altri tre anni e nel frattempo bandire i concorsi per i soli posti disponibili ( una cinquantina, dicono) , col risultato che ,all’esito del concorso, i non vincitori sarebbero dovuti andare definitivamente a casa, oppure allocarli preventivamente tutti in una società esterna, fermo restando il diritto acquisito dai precari stessi di partecipare ai concorsi con la quota di riserva del cinquanta per cento. In questo secondo caso, nessuno andrebbe a casa, né chi vince né chi perde. Personalmente, sul fatto di passare queste competenze delicate sulla gestione e vigilanza dei fondi europei ad una società esterna, ho espresso ,su queste colonne, i miei dubbi, ma esaminando la cosa sul piano come dire dell’interesse generale , non posso che sostenere che la decisione assunta dall’esecutivo, con la condivisione dei sindacati, sia stata giusta. Semmai c’è un problema che bisogna risolvere una volta per tutti. Ed è che la ratio della legge, che pretendeva un concorso unico nazionale, era ed è di sottrarre la materia concorsuale all’influenza  dei decisori locali. Le Regioni hanno preteso di vedersela loro. Ma se esse rispettano, come debbono, la ratio della legge dovrebbero quanto meno evitare che i singoli enti, i singoli parchi, le singole agenzie si facciano i concorsi con l’ottica fotografica del clientelismo e finalmente aprire una stagione concorsuale unica, per figure professionali che servono a tutto il panorama amministrativo burocratico della Regione e degli enti regionali, e con una selezione assolutamente meritocratica. Su questo si nicchia e non è una cosa buona. Resta il fatto di una legge nazionale di sistemazione dei rpecari che è profondamente ingiusta, perchè con la premessa che si entra solo per concorso, fa entrare medici, infermieri, personale della scuola, assegnisti, ricercatori che si sono limiitati ad una selezione per titoli ( l’avviso pubblico). E se l’avviso pubblico equivale al Concorso la maggior parte dei precari della regione Basilicata è passata attraverso una selezione pubblica. Da questo punto di vista, il fatto che alcuni siano già ricorsi agli avvocati , la dice lunga su una vicenda nata male e condotta peggio. Quando poi la Madia arriva a ipotizzare che basta un solo giorno di tempo determinato, allora la maggior parte di questi precari ha la possibilità di dimostrare che di giorni ne ha fatto almeno 3000, perchè, prima che la Minardi (l’autorità di sorveglianza del Fers) ponesse lo stop alcune di  queste persone facevano orario di ufficio ed erano impiegati per lavori di ufficio, non per una collaborazione Co.Co.Co, ma spesso per le esigenze normali dei Dipartimenti.  Forse perchè avevano interpretato male l’acronino, pensando che stesse per coptazione coordinata e continuativa. Il fatto poi che, a partire dai Sindacati, nessuno ha riconosciuto questi diritti e nessuno li ha fatto valere , è la storia di un Sindacato che sui giovani e sul precariato è arrivato con dieci anni di ritardo. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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