DOMENICO FRIOLO

PRESAGI

Un quarto di luna calante
scende lentamente dal cielo
adagia le sue due estremità
una sulle Lamie, l’altra al Purgatorio.

La luna, abbandona le sue orecchie
davanti ad una porta e scava
la platea intorno al delitto
dove siederà ognuno come giudice.

Scivoleranno nella platea del delitto,
lacrime come proiettili infuocati,
e poi in presagi di coltelli insanguinati,
a supplizio di boia, senza Dio, ne Satana.

Dalle Lamie, non si udrà più l’allocco
ne i corvi solvoleranno il Purgatorio
La luna risalirà la calata lastricata
il verdetto splenderà di verità.

Il viandante ha risanato la ferita
lascia dietro se ghiaccio sordo
al richiamo del pianto d’amore
di una fanciulla verso occhi azzurri.

Astri splendenti inanellati alle dita
code di ghiaccio di comete scomparse,
un futuro senza domani, regine solitarie
coronate con quelle orecchie di luna.

Si chiudono i battenti della platea
di una storia il cui squallore indelebile
sarà sepolto fuori dal camposanto
in attesa che ne allargheranno le mura.
D@F@