di Franco Cacciatore
Nella sala delle conferenze del castello di Melfi presentato il nuovo Istituto autonomo “ Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa”, promosso dal Ministero della Cultura, da parte del Direttore Tommaso Serafini, archeologo e dirigente ministeriale, unitamente alle direttrici delle strutture museali, Erminia Lapadula e Rosanna Calabrese. Serafini ha posto l’accento sull’ampiezza e la valenza del territorio che comprende luoghi dall’eccezionale ricchezza monumentale e archeologica. Così il Museo Nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” nel castello normanno-svevo di Melfi. Un felice connubio fra contenuto e contenitore. All’eccezionalità del luogo della promulgazione delle Costituzioni di Federico la ricchezza di un museo dai preziosissimi reperti.
Poi il museo “Mario Torelli” nel castello rinascimentale “Pirro Del Balzo” di Venosa che si coniuga con il parco archeologico e quello paleolitico, le catacombe ebraiche e cristiane e il complesso monumentale. Ed infine il castello di Lagopesole che, per essere il luogo di caccia dell’Imperatore, ha vissuto di riflesso per intero la vicenda federiciana, in mostra nel suo museo. Per ognuno una vasta azione di ricerca, valorizzazione e rilancio degli straordinari monumenti storico-artistici e delle aree museali. Tutti di una particolare rilevanza culturale, da farne dell’area del nuovo istituto una delle più di largo interesse nella regione. Un arco temporale di larga vastità dai secoli a. C. all’epoca preromana e romana, alla presenze ebraiche e cristiane sino a quelle normanne e sveve, dove è preminente la presenza di Federico II. Davvero una grande sfida dove al tanto interesse presente se ne aggiungerà dell’altro. Per i tre castelli, dotazione dell’istituto, la programmazione di scavi, in parte avviata e che avrà un maggiore impulso, fra cui di particolare rilievo quello del maniero di Melfi ad oggi mai effettuata. Serafini ha concluso anticipando una serie di altri interventi che permetteranno una maggiore fruizione di monumenti e musei e insieme tanti gli appuntamenti estivi in programma con spettacoli dal vivo, incontri e presentazioni finalizzati a coinvolgere le comunità del territorio e gli Enti locali.
A conclusione gli interventi delle direttrici del museo di Melfi, Lapadula, e quello di Venosa, Calabrese che nell’esprimere il compiacimento per l’istituzione e porgere il benvenuto al Direttore, hanno espresso la volontà di una sempre maggiore disponibilità alla collaborazione finalizzata ad accrescere il già largo interesse a livello internazionale.
INTERVISTA
Al termine dell’evento intervistiamo, per conto di “Talenti Lucani”, il direttore Tommaso Serafini, che ha mostrato larga disponibilità e altrettanta apertura all’ascolto ed accogliere suggerimenti e collaborazione.
Non poteva mancare una nostra richiesta, che da tempo avanziamo. Il museo che porta dal 2007 il nome, per decreto ministeriale, di Massimo Pallottino, che l’ha voluto, ad oggi attende la cerimonia di intitolazione. Riceviamo la sua disponibilità ad attuarla.
Qualcosa altro sollecitiamo da tempo e che a noi è particolarmente a cuore. La richiesta nel castello di Melfi di realizzazione multimediale che faccia rivivere Federico II e in particolare quel suo atto che ha legato il suo nome alla città, le Costituzioni. Serafini conviene, quanto rivelato da studiosi e mezzi di comunicazione della Germania, l’Imperatore nel castello di Melfi è assente. Ci anticipa che la possibile attuazione da esserci nel 2031, quando sono in programma celebrazioni per gli ottocento anni della promulgazione a Melfi del Codice di Federico. Rivolgiamo il nostro grazie e rinnoviamo auguri di buon lavoro.





