QUANDO IL PROVINCIAL-SOCIALISMO LUCANO SI CONSEGNO’ AD EMILIO COLOMBO

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LUCIO TUFANO

 

 

Erano le 9:40 quando il ministro del Tesoro Emilio Colombo ci ricevette. Ci strinse la mano scrutandoci attentamente domandandosi forse le ragioni per cui eravamo cresciuti tanto da consentirci un incontro con il leader di una DC forte ed incrollabile nella nostra Basilicata. Eravamo finalmente al suo cospetto in posizioni di dignitosa contrattazione. Stava realizzandosi la prima forma del centrosinistra, con la collaborazione nel governo dei socialisti.

La stanza era ampia. Una di quelle stanze del Ministero con il soffitto lavorato, le pareti ritoccate, con antichi mobili e pregiati lampadari.

Ci mostrò una poltrona, ben custodita dalla recinzione di elegantissimi tratti di funi intrecciate. Ci indicò, con una certa alterigia e con sussiego ad un tempo, che si trattava della poltrona di Quintino Sella.

Nel focolare della stanza ardevano, con vivace fiamma, alimentata dal perfetto tiraggio della cappa. Sua Eccellenza, tra una telefonata e l’altra ci offrì il caffè e delle bibite. Ci eravamo sistemati disponendoci in semicerchio attorno e davanti alla sua scrivania e nel seguente ordine: Francesco Bardi, Michele Comodo, Lucio Tufano, Felice Fiordelisi, l’on. Picardi, l’on. Angelo Sanza, l’on. Elvio Salvatore e qualche altro del Direttivo PSI.

Mi accorsi dell’imbarazzo di Elvio Salvatore che avrebbe voluto interloquire con il ministro con minor numero di persone. Forse un suo bisogno di conferire con il ministro democristiano, di palesare la sua ambizione, il suo ruolo di capo dei socialisti di Basilicata, a chi, dall’altro lato, gli forniva un modello invidiabile di uomo di potere e di governo, e nel quale ruolo e carisma l’onorevole di Melfi si sforzava da tempo di ritrovarsi.

Abbiamo, dunque, un’assemblea! Esclamò Colombo, con quella consueta enfasi, la sua, che non è mai stata decisamente diretta a porre una domanda o a chiudersi in una esclamativa considerazione.

Salvatore aprì subito il colloquio sui rapporti tra DC e PSI che, in provincia di Potenza ed in genere nell’intera Regione, erano piuttosto difficili sullo stato di tensione tra i due partiti e sulle giunte di sinistra che il Direttivo del PSI di Potenza aveva deciso di indicare per i comuni di Melfi e di Lavello.

Parlando della sua elezione a sindaco di Melfi con l’aiuto dei voti del PCI, Salvatore, con un atteggiamento di compiacimento e non di giustificazione, alluse al bottoncino che, all’occhiello di ogni uomo politico, agevola l’esigenza di quel prestigio necessario per chi fa politica nelle nostre città meridionali.

Colombo, come premessa del suo intervento, fece una distinzione: se bisognava discutere nel rispetto della linea politica, e quindi, del centro-sinistra per poi procedere all’analisi delle singole questioni, oppure se bisognava affrontare una valutazione generale sui centri di gestione politica, sugli enti, sulle discriminazioni, sulle inadempienze, sulle incomprensioni, ecc., così come panoramica. In sostanza, aggiunse, che l’incontro avrebbe potuto ottenere il significato di una presa di contatto diretto ed anche come prima disamina delle situazioni prese una per una.

Sulla vicenda della discriminazione, lamentata all’inizio da Elvio Salvatore, e sull’operato in cui ancora si muovevano i socialisti, Colombo accettava di correggere tutto ciò che era consuetudine nella regione da parte dei poteri governativi DC e le varie situazioni con una serie di raccomandazioni a tutte le autorità, dai prefetti, ai collocatori comunali, ai capi delle varie amministrazioni, ai presidenti di enti territoriali, ai sindci etc., affinché si creasse attorno ai socialisti il medesimo clima di rispetto e di possibilità che da circa vent’anni ormai si era creato attorno ai democristiani. Aggiunse anche, come da quella sera, i socialisti avrebbero potuto contare sulle prese di contatto con lui e quindi, nel contempo, l’interlocutore dei socialisti lucani sarebbe stato, d’ora innanzi, lui stesso e che, pertanto, i socialisti avrebbero potuto chiedere, spesso, d’incontrarsi con lui. Dichiarò la sua disponibilità e favorevole predisposizione a rimuovere tutti i centri di potere e ad esaminare “favorevolmente” qualsiasi possibilità d’inserimento dei socialisti negli stessi.

Di tanto in tanto Colombo veniva distratto dalle chiamate al telefono alle quali rispondeva, a volte, ostentando una certa noia e quindi il tentativo di troncare l’argomento che dall’altra parte del filo gli veniva teso, a volte rispondeva ben disposto ad interloquire, e a dare risposte e suggerimenti.

Lasciando il telefono sembrava tornasse volentieri alla conversazione  (conversione) con la quale i socialisti gli porgevano finalmente l’occasione di partecipare con voluttà, e dondolandosi, e facendo ricadere la testa, appesantita dalla evidente stanchezza sull’orlo della sua poltrona, appariva intento a recepire tutte le istanze che i socialisti in un moto di aperta confidenza gli venivano porgendo.

Salvatore si schernì rivelando che era stato scavalcato a sinistra da altri compagni, al che Colombo aggiunse come ad ogni uomo politico accade, prima o poi, di venire scavalcato a sinistra.

Appariva chiara l’allusione al collega Aldo Moro ed all’imminente Congresso della DC. Fu così che la giunta di sinistra di Melfi fu barattata con la presidenza dell’Ente della “Fossa Premurgiana” ad un socialista, grande elettore dell’on. Salvatore.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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