QUANDO PIAZZA PREFETTURA ERA IL CENTRO DELLA CITTA’ E NON UNA NECROPOLI

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BORGHESIA, PIAZZA E TEATRO LITTORIO (SECONDA PARTE)

LUCIO TUFANO

I balli al Circolo del Littorio, con brio sempre crescente fino alle quattro del mattino. Le danze, dirette dall’egregio cav. avv. Guido Montesano, sono state ritmate dall’affiatato jazz-band del maestro Francesco Gioia e Chabernot, l’illusionista, e poi i film, le repliche dei film ‘Donna divina’, con l’acclamata attrice dell’arte muta, Greta Garbo, e altri films con Janet Gaynor e Dolores del Rio, riempiono le serate. Grande successo “Lupi-Borboni-Pescatori”, con ‘La moglie ideale’ di Marco Praga. Potenza intellettuale è accorsa unanime al convegno di arte e mondanità: sala elegantissima, sfolgorante di bellezze muliebri in vaporose toilettes. Il concerto vocale e strumentale a beneficio dell’opera Nazionale Balilla: “al piano le valorose musiciste signorine Omelia Janora, Maria De Bonis, Emilia Moscardelli, signora Elvira Solimena-Lichinchi, il maestro Orlando. La signorina Lucia Gioioso, simpatica voce di soprano, ha cantato famosi pezzi della lirica italiana. Frenetico il ritmo delle rappresentazioni, in un teatro rimesso a nuovo e in una città che col Fascismo vive la sua modernità. Potenza si rinnova nell’edilizia e nel verde, e nei discorsi del Podestà. «Quanti, dopo anni, rivedano il capoluogo della Basilicata, restano sorpresi del progresso ad esso impresso dal Fascismo che ha preso affettuosamente a cuore i problemi della città. Col maestoso nuovo edificio – il terzo già costruito per gli alloggi degli statali – e che sarà abitabile fra giorni viene quasi del tutto risolta la questione delle abitazioni. Nell’attesa che il piccone demolitore trasformi alcuni rioni, Potenza, sicura del domani, si va agghindando a festa ed assume un aspetto civettuolo, in specie per il giardinaggio. La villa comunale, col tocco di una bacchetta magica, è stata resa irriconoscibile: viali, aiuole, piante, fontanine zampillanti, l’orso e la scimmia in gabbie separate, l’elegantissimo tennis club, il suo campo di pattinaggio, deliziano la folla che si accalca in particolare intorno alle contese fra graziose giocatrici. In piazza XVIII agosto i giardinetti hanno più ampio respiro: fiori, fiori ovunque. Tra il verde degli alberi, simpatici giochi di luci permettono dall’imbrunire, a sciami di giovanette, un brio che prende perfino le buone mammine. Intorno alla fontana luminosa rondò di angioletti ai quali lo sgambettìo non vuole tregua … e poi lo sfolgorio della linda piazza Prefettura, l’orchestrina del Pergola, il Teatro Comunale Stabile e la Sala Roma. Il creatore di tutto questo è il Podestà … Potenza, lasciata per oltre un trentennio nel completo abbandono, si rinnova … per essere degna di tutto quanto il Regime le darà prestissimo. Nel capoluogo della classica terra di Orazio, oggi si vive!».

Frenetica ed instancabile la propaganda accende le sue luci sulla città che attende i prodigi di Roma e festeggia nella villa dei prefetti e nel suo teatro l’avvenuto avvento. È la vigilia della conquista dell’Impero, per il quale si allestiranno le nuove rappresentazioni. È questo ancora un flash sulla storia del ‘Teatro Stabile’. Viene così restituita ai potentini con tutto ciò che in esso c’è e c’è stato: tutto quel frastuono di discorsi, la commedia civile e il dramma individuale, e di masse, i destini della città, tutta la memoria di cui sono impregnate le sue pietre.

L’ora che scocca nel cielo della Patria viene segnata nelle clessidre di sabbia, assieme alla sconfitta di El Alamein: polvere, fumo, deflagrato silenzio dal riarso deserto dei compagni d’armi.

La dichiarazione di guerra è stata consegnata agli ambasciatori di Francia, Gran Bretagna. La consegna tempestiva, frettolosa, irriflessiva, operata da un postino epilettico che non ha il tempo di bussare. S’apre il portone delle ambasciate. Il plico rosso per le grandi scale giunge alle scrivanie. Si telefona al Primo Ministro: l’uomo con la rosa in mano, col violino, l’uomo amato, il capo carismatico dichiara al gran simpatico una guerra scalmanata contro il mondo.

Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie. La parola d’ordine è una sola e categorica: Mai indietro Savoia! Il primo anno si conclude con doppia sconfitta e doppia fame, una illusoria puntata fino a Sidi El Banani, la divisione di Graziani. La propaganda del regime sensibilizza con fotografie i viaggi premio alle coppie prolifiche. Non si parli di radio clandestine o di code ai negozi. La frase: Vinceremo, e molto più presto di quanto non si creda, pubblicata dal Secolo-Sera, non sarebbe mai stata da Lui pronunziata. 

Non mancarono le rappresentazioni liriche, curate da diversissime imprese, sia locali come quella di Giuseppe Simone, già proprietario del noto caffè “Simone” dell’800 potentino, di Biagio Barra, di Gerardo Pica, di commercianti e di altri cittadini di buona volontà. Già il Simone, nei primi anni dell’attività del Teatro, fece rappresentare opere come il Rigoletto, la Lucia, il Ballo in maschera, il Trovatore, il Faust, la Norma, il Barbiere, l’Elisir d’amore …

«Maestri illustri diressero le opere –  scrive Il Popolo di Lucania del 22/10/1950, diretto da Enrico Aiello – fra gli altri il grande Leopoldo Mugnone, che ancor giovane con impareggiabile arte dirigeva l’orchestra senza lo spartito e a memoria».

BORGHESIA, PIAZZA E TEATRO LITTORIO (2)

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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