
rocco sabatella
Considerato che da un po’ di tempo a questa parte il Potenza incontra grosse difficoltà a carburare nel primo tempo, si dovrebbe chiedere alla Lega Dilettanti di modificare il regolamento e far giocare la formazione rossoblù direttamente solo nel secondo tempo. A parte gli scherzi e l’ironia, ancora una volta, era già successo domenica scorsa a Gragnano, il Potenza è entrato in campo con il piglio giusto solo nel corso del secondo tempo. Atteso che il primo tempo è stato giocato senza alzare i ritmi, con troppe palle lunghe e con la solita distrazione difensiva che ha favorito il gol del vantaggio della Turris. Che è venuta al Viviani senza fare le barricate ma con l’intenzione di giocare la partita a viso aperto. Carannante, tecnico dei corallini, non ha inteso modificare l’assetto tattico nemmeno di fronte alla migliore squadra del girone e si è disposto in campo con il suo consueto modulo che prevede sempre la presenza di tre attaccanti. Dal suo canto Ragno ha confermato l’assetto di sette giorni cambiando solo Coppola con il rientrante Diop e Coccia per lo squalificato Guaita.
E per i primi venti minuti il Potenza è stato padrone del campo lasciando immaginare che sarebbe stato solo questione di tempo la possibilità di passare in vantaggio. Visto che nello spazio di 13 minuti i rossoblù hanno tre ottime occasioni per sbloccare il risultato. Prima Siclari sbaglia una conclusione da ottima posizione, poi Pepe impegna il portiere avversario con un calcio di punizione dal limite e subito dopo è Franca, inusuale per lui, sbagliare da pochi passi sugli sviluppi di un angolo battuto da Esposito. E qui si ferma la pressione del Potenza che comincia solo a fare tanta confusione con un gioco molto disordinato e nel quale abbondano i lanci lunghi che hanno l’effetto di facilitare il compito di una Turris ben messa in campo e molto ordinata che non rischia più niente. Il Potenza non si ritrova più fino al punto da far riflettere Ragno sulla ipotesi di cambiare qualcosa pewr modificare l’inerzia della partita. Che nel frattempo era passata in favore dei campani che nell’unica occasione fin ad allora avuta era passata in vantaggio con il difensore centrale Caso bravo a raccogliere l’angolo di Romano e a battere Breza fino ad allora completamente inoperoso. E’ stata una mazzata per i rossoblù che hanno accusato visibilmente il colpo e non sono stati in grado di organizzare una reazione degna di questo nome trovando difficoltà insormontabili, per loro specifica colpa più che per i grandi meriti della Turris. Che ha svolto semplicemente il suo compito mostrando grande attenzione e concentrazione in fase difensiva per impedire a Franca e Siclari di far valere le loro capacità. Nello spogliatoio Ragno striglia bene i suoi ragazzi che rientrano sul terreno di gioco con un piglio diverso e con il proposito di arrivare subito al Pareggio. Ci vanno vicini con un tiro da fuori area di Biancola parato dal portiere e con un colpo di testa di Bertolo che termina di poco fuori per una deviazione della difesa campana. La svolta arriva con l’ingresso in campo di Di Senso al posto di Coccia. Nemmeno dopo 120 secondi dopo aver messo piede sul sintetico del Viviani, l’attaccante potentino si avventa su un cross di Pepe e batte di testa il portiere avversario. Una liberazione per la squadra e anche per il pubblico che cominciava ad essere un tantino pessimista sulle possibilità di poter partecipare ad un altro pomeriggio di festa. A livello psicologico il pareggio ha avuto l’effetto di infondere ulteriore fiducia ai rossoblù che hanno intravisto le possibilità di ribaltare la situazione. Pigiando forte sull’acceleratore e rintanando la Turris nella propria metà campo. E chi, a questo punto, poteva togliere le castagne dal fuoco ai lucani se non Carlos Franca? L’attaccante brasiliano su un cross dalla destra di Biancola si innalza sui difensori avversari di molti centimetri e con uno stacco perentorio di testa deposita il pallone nell’angolino alla sinistra del portiere. Un’apoteosi per l’attaccante brasiliano il cui nome viene scandito a ripetizione dal pubblico che gli tributa una meritatissima standing ovation. Ragno si cautela facendo entrare Ungaro in difesa e cerca il gol della sicurezza. Sfiorato con Siclari e il brasiliano che impegnano il giovane portiere della Turris. Ma Franca vuole mettere la ciliegina sulla partita e nell’ultimo minuto di recupero mette a sedere con un dribbling un avversario e dal limite lascia partire un preciso e potente tiro che non lascia scampo al portiere D’Inverno. Per una vittoria davvero importante per come si erano messe le cose e voluta e cercata dal Potenza soprattutto nella seconda frazione di gioco. Tutto è bene quello che finisce bene, ma non si possono regalare 60 minuti agli avversari con un gioco arruffone e approssimativo. Visto che il Potenza, come ha poi dimostrato, è sicuramente in grado, per l’organico che ha, di poter esprimere sicuramente un gioco migliore e più efficace contro qualunque avversario. Anche Ragno deve capire e non ci stancheremo di ripeterlo fino alla noia che l’assetto tattico per fare rendere al meglio il Potenza non è quello presentato oggi e in altre occasioni in cui il Potenza ha sofferto allo stesso modo, ma è, fino a prova contraria, il 3-5-2. Che sembra quello meglio metabolizzato da Franca e compagni. Gli altri moduli che il tecnico molfettese prova nel corso degli allenamenti, il 4-2-4, il 4-3-3 o il 4-2-3-1 possono e devono venire buoni solo a partita in corso allo scopo, come è avvenuto oggi, di sanare certe situazioni tattiche che non hanno funzionato bene. FOTO SOPRA DI ROCCO GENOVESE
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