La scelta di Giorgio Bassani con il suo “il giardino dei Finzi Contini” come prima prova all’esame di Maturità mi ha fatto ricordare che il grande autore ferrarese ( era nato a Bologna ma la sua famiglia risiedeva a Ferrara ed il fratello, è stato anche presidente della Spal) ha soggiornato per ben quindici anni a Maratea e che il bellissimo borgo lucano lo aveva conquistato al punto che gli dedicava poesie. Tra queste due in particolare “Epitaffio” (1974) e ” in gran segreto” traggono direttamente spunto da quell’incantevole luogo lucano. Un articolo, il suo unico articolo su Maratea, gli valse però il disaccordo dell’intera comunità ospite.
Pubblicato su “Coste d’Italia dal Gargano al Tevere”, Bassani è estremamente critico sulla Statua del Cristo che sovrasta Maratea e la liquida come una delle tante statue del fascismo. “ Abbiamo da tempo- scrive- la convinzione che la scultura, quella buona, non sa cosa farsene né dell’espressività della “maschera” né della simbologia gestuale. Il Cristo del monte San Biagio, a guardarlo per quello che è veramente, nella sua realtà effettuale, se qualco
sa esprime non esprime nulla che abbia a che fare con la redenzione della gente del nostro povero mezzogiorno. Grosso, massiccio, gessoso, aeronautico, sudamericano, non riesce, essenzialmente, che a deturpare il paesaggio. Il monte San Biagio, su cui si erge, è ridotto da esso, per totale assenza all’ingiro di termini di confronto, a un sasso da niente, ad una specie di altarino d’uso domestico. Guardiamolo serenamente, attenendoci ai criteri della pura visibilità: e non ci sarà difficile riconoscerlo per fratello di tante altre statue del tempo fascista, appena appena camuffato com’è dall’atteggiamento gigionescamente serafico di un deteriore cattolicesimo.”
Dal bellissimo sito “Maratea” curato con amore da Biagio Calderano apprendiamo peraltro, in un articolo di Walter Marchesini, che quando a Maratea , a Villa Tarantini. ci fu la mostra di Giorgio Bassani a cura della omonima Fondazione di Ferrara, si andò alla ricerca di quell’unico articolo ma , una volta trovatolo, curatori e presidente del Centro culturale si sono rifiutati di accogliere e integrare la mostra con quel contributo, unico e quindi ancora più significativo. Insomma, puoi essere anche Bassani, ma, a Maratea, basta il disaccordo su una opinione estetica per ignorare tutto il resto che quella persona ha dato alla cultura mondiale. Di Maratea e delle belle vacanze vissute dalla famiglia Bassani a Maratea, ha spesso parlato la figlia, Paola, allora ragazza , che ha conservato un grande ricordo di quelle spiagge rocciose , del cibo invitante e di quanto il padre amasse quei luoghi un po’ aspri e genuini.