QUEL LIUTAIO LUCANO SUL TITANIC

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Leonardo Pisani

di Leonardo Pisani

La prima classe costa mille lire, la seconda cento,
la terza dolore e spavento.
E puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto.
Sior Capitano mi stia a sentire,
ho belle e pronte le mille lire,
in prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare”. 

Tre volte diedero l’allarme quel 14 aprile 1912, ma nessuno poteva credere che un pezzo di ghiaccio poteva affondare l’inaffondabile titano, gioiello della tecnica e dell’ingegneria navale dei nuovo secolo. Ma quel triplice grido: avvistato un iceberg, avvistano un iceberg , avvistato un iceberg.

“Ci sta mia figlia che ha quindici anni
ed a Parigi ha comprato un cappello,
se ci invitasse al suo tavolo a cena come sarebbe bello.

L’avventura era iniziata nel vecchio mondo quel dieci aprile 1912, e  fu un evento il primo viaggio del Rms Titanic. gioiello della marina inglese e definito inaffondabile, un transatlantico di lusso, anche per i viaggiatori delle classi inferiori. Aveva ragione Francesco De Gregori quando nel 1982 nella canzone Titanic cantava: Ma chi l’ha detto che in terza classe, che in terza classe si viaggia male, questa cuccetta sembra un letto a due piazze, ci si sta meglio che in ospedale.  A noi cafoni ci hanno sempre chiamati ma qui ci trattano da signori, che quando piove si può star dentro ma col bel tempo veniamo fuori” . In effetti era così, l’ha spiegato bene anche l’esperto Claudio Bossi e studi specialistici, la terza classe era di pregevole fattura rispetto ai precedenti transatlantici, infatti la White Star Line voleva dominare commercialmente i viaggia per l’America, infatti progetto interni confortevoli anche per i passeggeri di seconda e terza classe. Che avevano anche spazi comuni per giocare a scacchi e un servizio mensa, mentre su altri navi era il passeggero a portarsi i viveri. Tra i viaggiatori anche un lucano, un musicista del quale si erano perse le tracce, ma negli ultimi anni si è ricostruita in parte la vicenda.

S i chiamava Alfonso Meo Martino e l’Enciclopedia inglese sul Titanic scrive che è nato a Potenza, il 25 gennaio 1864. Era figlio di Rocco e Francesca Meo e aveva almeno un fratello, il suo fratello gemello Antonio (1864-1933). Anche se alcune fonti nei siti di genealogia danno come anno di nascita il 1862. In realtà non si trovano dati anagrafici a Potenza e neanche a Vaglio di Basilicata come ha appurato il giornalista Carlo Bollino, il cognome potrebbe essere stato variato in Gran Bretagna o che sia nato in un altro paese della Basilicata. Comunque, una famiglia di musicisti i due gemelli Alfonso e Antonio si trasferirono a Londra nei primi anni del 1880, apparendo nel censimento del 1881 in una abitazione all’8 Fleet Row, Trinity. Poi anche un terzo fratello minore, Gaetano anche lui musicista, infatti suonava l’arpa, tipico strumento popolare lucano dell’epoca. Alfonso Meo Martino diventa un apprezzato violinista e liutaio, si sposa a Londra nel 1884 con Emily Jane Innes e ha un figlio, Luigi Alfonzo Rocco Innes (1886-1967). Poi il lucano, conosce e si innamora – mentre era ancora sposato con sua moglie Emily – di una donna molto più giovane, Katharine (1883 a Benenden, Kent) e i due avevano una figlia, Anita Enrichetta il 15 luglio 1907. Era elencato con entrambi sul censimento del 1911 a 120 Old Christchurch Road, Bournemouth. Sua moglie Emily e suo figlio sono stati elencati altrove come inquilini a 4 Glycena Road, Lavender Hill, Battersea. «La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento. E puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto. Sior Capitano mi stia a sentire, ho belle e pronte le mille lire, in prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare» cantava De Gregori, non si sa il vero motivo per il quale Alfonso Martino Meo prese il Titanic,su lui circolavano molte colorate storie, sopratutto su un violino di pregevole fattura che forse il liutaio violinista doveva vendere a un cliente a Washington, alcuni dicono sua opera, altri invece che fosse un prezioso stradivari. Infatti è strano che qualcuno si imbarca per portare un violino, quando poteva comodamente spedirlo, forse era prezioso, forse c’erano altri motivi.

Martino Meo era descritto come un uomo di altezza media, un paio di baffi neri, ben pettinato, elegante e vestito di blu e portava i pince-nez; cioè occhiali allora in moda tra gli artisti e intellettuali, senza stecche, e cosa strana anche se aveva un biglietto di terza classe, il numero 11206, come scrive Carlo Bollito,aveva pagato per un biglietto di seconda classe. Poi tra i suoi affetti personali ritrovati c’erano ben otto anelli, un orologio d’oro per signora, poi un orologio d’argento da uomo, una catenella d’argento, un porta sigari d’argento, un porta fiammiferi d’argento, quindici sterline d’oro, cinque dollari in oro e anche lire italiane. Come ha scritto Carlo Bollito: «Scorrendo il registro di imbarco si scopre che il liutaio lucano forse viaggiava con un neonato. È scritto chiaramente e salvo un errore dell’addetto alla registrazione, non c’è possibilità di equivoco: “Alfonzo Martino un adulto e un neonato”. La presenza del bebè viene indicata con una “X” segnata a matita nera nella colonna accanto al nome, e sembra aggiunta in un secondo momento se non altro perché è diverso il colore rispetto alla penna usata nelle altre annotazioni». Resterà un mistero, fatto sta che il violinista lucano rimase imprigionato in terza classe, purtroppo si erano dimenticati di aprire i cancelli, praticamente per evitare che durante il giorno, qualcuno cercasse di passare il tempo nei locali destinati ai clienti facoltosi.

“Su questo mare nero come il petrolio
ad ammirare questa luna metallo
e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo.
Ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore piano piano si vada a squagliare
in mezzo al fumo di questo vapore di questa vacanza in alto mare.
E gira gira gira gira l’elica”

L’iceberg che ha affondato il Titanic

L’impatto fu alle 23,40 circa del 14 aprile, il Titanic si inabissò alle 2,30 del 15 aprile. Durante quelle ore,molti non si erano resi conto del pericolo e giocavano addirittura con alcuni pezzi di ghiaccio dell’Iceberg.  La stessa orchestra come canta De Gregori continuò imperterrita ad allietare la serata, anche perché l’acqua entrò lentamente nelle falle e l’energia elettrica continuò a funzionare… L’orchestra era diretta da Wallace Hartley, che ne aveva supervisionato la formazione. Era composta da Theodore Brailey, John Hume, Percy Taylor, Frederick Clarke, John Woodward, Roger Bricoux e George Krins. Gli otto musicisti furono avvertiti del pericolo ma preferirono continuare ad esibirsi per non creare panico tra I passeggeri  Scrisse Claudio Bossi : L’eroismo dell’orchestra è entrato nella leggenda, così come l’ultimo brano suonato, riguardo al quale le testimonianze non corrispondono, ma che si ritiene fosse Più presso a te, Signor. Ciononostante, alcuni storici sostengono che la presenza dell’orchestra abbia potuto creare una sensazione di sicurezza che ha impedito alle persone di abbandonare la nave rapidamente”.

 “E con l’orchestra che ci accompagna/
con questi nuovi ritmi americani,
saluteremo la Gran Bretagna col bicchiere tra le mani
e con il ghiaccio dentro al bicchiere
faremo un brindisi tintinnante
a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante.”

Il resto è storia, anche mito, leggenda come la terza classe chiusa, in realtà i passeggeri  terza ebbero notevoli difficoltà a trovare il percorso. e mistero come la famosa maledizione del Titanic, anticipato dal romanzo Il naufragio del Titan del 1998, scritto da  Morgan Robertson , che narra le vicende di un transatlantico di grosse dimensioni che parte ad aprile dalla Gran Bretagna per New York che si scontra con un iceberg e si inabissa nell’oceano Atlantico,

Il corpo di Meo Martino fu ritrovato un mese dopo e inumato al Fairview Cemetery, Halifax, Nuova Scozia il 10 maggio 1912, alla tomba n 201. Curiosità, il passeggero più facoltoso era l’industriale  della dinastia degli Astor,  John Jacob  che finanziò la guerra ispano-americana, costruì i famosi alberghi St. Regis e Knickerbocker di New York e fu proprietario del celebre Waldorf-Astoria Hotel, Fu anche scrittore e inventore del freno delle biciclette. Era una delle persone più ricche del mondo in quel momento, con un patrimonio netto di circa 87 000 000 di dollari quando morì (equivalenti a 2,3 miliardi di dollari nel 2019 in Spartanburg Herald, South Carolina, Associated Press, ). La sua giovane vedova  Madeleine Astor, la quale  si risposò in terze nozze con l’attore e pugile italiano Enzo Fiermonte (1908-1993), che fu anche protagonista in una scena di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti assieme al compianto campione dei pesi massimi Rocco Mazzola, che ispirò il film e fu alfiere e simbolo della Basilicata e dei lucani nell’Italia della ricostruzione post bellica.

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