QUESTIONE BENZINA, SE IL BUON SENSO LITIGA CON LA CATTIVA POLITICA

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Buon senso e politica non vanno spesso d’accordo, soprattutto quando di mezzo ci si mette l’ideologia ,o meglio quello che rimane di un racconto posticcio su legge e ordine che ha segnato epoche lontane. Il braccio di ferro con i gestori dei distributori di benzina è entrato in questa logica , non di risoluzione del problema, ma di attestazione apodittica  di un nuovo corso politico fatto di speciosi segnali forti, diretta conseguenza del celodurismo di stampo leghista. Così un balbettante ministro delle imprese si cimenta da giorni su come far retromarcia senza farlo vedere. E gira intorno al problema senza vederlo per quello che è. I gestori non vogliono esporre il cartello del prezzo medio regionale, non solo per le multe cui potrebbero incorrere in caso di dimenticanza, ma per la ragione più logica di non cedere ad una competizione fratricida all’interno della stessa zona, innescando una classifica su chi è più conveniente e chi lo è di meno. Perché il problema di una divaricazione dei prezzi alla pompa attiene ad un complesso di questioni che non sono facili da risolvere e che attengono ai costi diversi che un distributore ha rispetto ad un altro, alla quantità di venduto, alla distanza dall’approvvigionamento e via di conseguenza. E questa concorrenza alla pompa è una classica guerra dei poveri, perché non è qui che si gioca il profitto, ma più a monte , su,su fino ad arrivare alle grandi compagnie petrolifere, alle quali bisognava rivolgersi in nome delle emergenze di un Paese che deve consolidare la propria economia in un momento difficile. Lo ha fatto Monti , nel periodo di crisi, ma la Meloni si guarda bene di andare a bussare in casa Eni per consigliare all’Amministratore Delegato di dare esempi positivi , tenendo i prezzi sotto controllo e magari accontentandosi dei miliardi sinora guadagnati dalla speculazione. Ma no! Il tutto si trasferisce sulla coda del sistema, che sono i gestori delle pompe e che su quei centesimi di guadagnp a litro debbono anche scontare di essere additati come speculatori. Cose da pazzi! Ebbene, se così stanno le cose, un governo dotato di buon senso potrebbe risolvere la questione, incaricandosi di pubblicare direttamente ,ogni settimana, il prezzo medio regionale, e di pubblicizzarlo non solo attraverso i comunicati del Prefetto ma anche alle agenzie di stampa, oltre che sui social, di modo che il cittadino che voglia informarsi arrivi a conoscere il prezzo medio e si possa all’occorrenza muoversi come meglio crede. Con la comunicazione capillare che oggi esiste, non c’è praticamente persona che rimanga disinformato rispetto al problema. Invece no, si preferisce il braccio di ferro, il tira e molla,con la conclusione,  vedrete, che alla fine della fiera sarà la stessa Meloni a dover fare un passo indietro, per via della stupida rigidità manifestata dai suoi collaboratori ministri.  Visto che si è messa a cinguettare su Twitter, lo utilizzi per dire come Presidente del Consiglio che il prezzo medio alla pompa in quella settimana è di tot, regione per regione. E’così difficile fare le cose semplici?  ROCCO ROSA

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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