by ROCCO SABATELLA
Tutto il mondo ha applaudito l’impresa del Leicester di Claudio Ranieri che ha vinto clamorosamente la Premier League inglese facendo letteralmente impazzire i circa 300 mila abitanti della cittadina a nord di Londra. E tutti si sono affannati, non senza una dose di eccessiva retorica, a parlare di favola, di Davide contro Golia, di estrema bellezza del calcio perché riesce a regalare queste emozioni e via discorrendo. Tutto vero. Come è giusto riconoscere i meriti della squadra e del suo allenatore Ranieri. Si è trattato di un impresa sportiva di grande valore senza dare ulteriori significati ad un evento che sarà difficile si possa ripetere con frequenza. In pratica l’eccezione che conferma la regola. Nel senso che il Leicester è l’eccezione mentre la regola dice altre verità. Detto ancora una volta che i giocatori di Ranieri sono stati indubbiamente i più continui e quelli che ci hanno creduto di più nel titolo, non si può non dimenticare che un’altra annata di questo genere in Premier è difficilmente ipotizzabile. Perché quello che è successo in questa stagione che si sta concludendo è stato davvero incredibile: ha vinto il Leicester e viva il Leicester ma hanno fallito contemporaneamente Chelsea, Arsenal, i due Manchester, Liverpool ed anche il Tottenham, sicuramente più attrezzati e nettamente superiori al Leicester. Tottenham che può gioire per essere tornato in Champions ma che sicuramente per propri demeriti ha lasciato campo libero agli avversari. Se si considera che nel finale di stagione la squadra di Pochettino ha mostrato il braccino corto e ha buttato alle ortiche la possibilità tenere aperto il campionato fino all’ultima giornata. Una squadra come gli Spurs non si può permettere di farsi raggiungere sul pareggio dopo essere stata in vantaggio. E’ successo con il West Bromvich Albion, con il West Ham e ieri nel derby di Londra contro il Chelsea. Invece il Leicester quando ha capito che l’impresa si poteva effettivamente fare ha moltiplicato letteralmente le forze: correva il doppio degli avversari, giocatori di livello non eccelso capaci di giocate mai fatte nella loro vita come il ventinovenne attaccante Vardy , un portiere come Smeichel di cui non si ricordano negli anni addietro gesta eclatanti che ha parato l’impossibile. Insomma un gruppo, quello del Leicester, che è andato letteralmente in trance agonistica da diverso tempo non curandosi delle pressioni, non facendo calcoli, non preoccupandosi degli avversari di turno. Ma facendo parlare il campo dove ai giocatori del Leicester è riuscito davvero tutto. Con la sapiente e saggia guida di Ranieri che giustamente non aveva interesse a smuovere una situazione che stava dando frutti incredibili fino alla conquista del titolo. E probabilmente solo ieri sera, al triplice fischio di chiusura della gara tra Tottenham e Chelsea, Vardy, Mahrez e compagni si sono destati dalla lunga trance in cui erano completamente immersi e si sono resi conto di quello che avevano fatto. Una città che adesso rimarrà scolpita per sempre nella storia del calcio per questa impresa e che non sarà ricordata per aver dato i natali a due icone del calcio inglese come il portiere Shilton e l’attaccante Lineker oppure nel campo musicale perché a Leicester sono nati John Deacon, bassista dei Queen, Jon Lord, tastierista dei Deep Purple, John Illsley e Pic Wilters ,rispettivamente bassista e batterista dei Dire Straits. Adesso però viene il bello: nel senso che la dirigenza del Leicester dovrà mostrare tutta la sua competenza perché questa impresa non resti un episodio isolato. E un grosso aiuto arriverà ai dirigenti dalle ingenti risorse economiche che riempiranno le casse della società per la vittoria nella Premier. 200 milioni di euro che aggiunti ai circa cinquanta milioni che arriveranno dalla Uefa per l’accesso diretto ai gironi di Champions potranno permettere al manager Ranieri di rendere più competitivo il proprio gruppo. Senza dimenticare la propria storia e rimanendo con i piedi per terra, ma programmando, se possibile, il progetto di non essere una meteora e di rimanere stabilmente nella parte sinistra della classifica. E a proposito di soldi una curiosità: la vittoria del Leicester non farà passare un buon momento ai bookmakers inglesi che dovranno pagare oltre 12 mlioni di euro a chi ha scommesso sulla vittoria della squadra di Ranieri. E si può dire che è andata bene considerando che all’inizio della stagione il successo del Leicester era quotato a quota cinquemila volte la scommessa. Solo una ventina di coraggiosi, alcuni di loro in stato di ebbrezza, aveva puntato sulla squadra di Ranieri. E che l’impresa del Leicester era giudicata quasi impossibile lo stanno a dimostrare altre scommesse su eventi considerati fantascientifici: come l’elezione di Bono come prossimo papa o l’Irlanda del Nord campione del mondo di calcio nel 2018 in Russia, a quota mille, Welbeck, attaccante dell’Arsenal, prossimo James Bond (500), il matrimonio del principe Harry con Eva Cameiro, già fisioterapista del Chelsea (100) e la dimostrazione di vita extraterrestre entro la fine di quest’anno (25 volte la scommessa.
RANIERI E LA WATERLOO DEI BOOKMAKERS
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