Abbiamo detto ieri che il Governo , per il decreto sul REI, reddito minimo di inserimento si è rifatto ad alcune buone prassi che erano già in vigore a livello regionale, tra cui quella della Basilicata che è partita dal programma di cittadinanza solidale, ai tempi del compianto dirigente Abiusi, per poi passare a quello del Copes, del 2010. Quest’ultimo cercava di coniugare l’inserimento attivo di una persona in grado di lavorare con un sostegno centrato sulle difficoltà della famiglia, sul numero dei figli e sulla presenza di soggetti ad alta invalidità. Il programma , fatto insieme ai sindacati regionali, introdusse la certificazione ISEE e vide per la prima volta un grande intervento finanziario della Regione, che partiva dall’utilizzo delle royalties. Sicuramente, ed è questo il punto che intendo trattare , quel programma era più generoso rispetto al Decreto approvato l’altro giorno dal Governo , perché arrivava , in particolari circostanze a dare un contributo alla famiglia che superava certamente i cinquecento euro ed arrivava fino ad 800 per situazioni pesanti. Gli ultimi assegni arirvati alle famiglie sono datati 2015. Dal 2013 il Governo aveva annunciato il SIA, sostegno all’inclusione attiva, ma non se n’è fatto niente, mentre la Regione aveva deciso di trasformare il programma COPES in un programma più legato al reinserimento del capofamiglia che al sostegno alla famiglia, nella concezione, corretta, che il primo si sedeva sulla povertà cercando di ridurla, il secondo si indirizzava verso un nuovo protagonismo lavorativo delle persone in condizione di farlo. Il risultato è che passati da un Dipartimento all’altro , si è dovuto incominciare daccapo e nonostante le pressioni del presidente Pittella a fare presto, quando tutto era pronto per partire, è arrivato sulla dirittura d’arrivo, il sorpasso del Governo che , prendendo il meglio delle cose fatte a livello regionale, si è inserito con un decreto. Da qui la presentazione frettolosa del nuovo provvedimento regionale con un presidente che ha dovuto prendere in mano la faccenda e far capire che su queste cose non si è dormito, tutt’altro. Oggi ci troviamo con un decreto del governo sul reddito di inclusione (REI) e con un programma regionale sul reddito minimo di inserimento, che si mantiene quasi interamente con soldi regionali ( la ex card carburANTE). Sicuramente è un momento importante per aggredire sia l’aspetto dell’indigenza, sia quello legato al recupero lavorativo ( anche se non ci potrà mai essere un recupero che parte dal pubblico senza una vera formazione riabilitante),ma la speranza è che i due programmi si sommino per portare un aiuto consistente alle persone in difficoltà, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE FAMIGLIE PIU’ INDIGENTI. Altrimenti sono passati anni per arrivare aLLA conclusione che, PER UNA FASCIA MARGINALE DI ASSISTITI, si stava meglio quando si stava peggio.
