Franco Cacciatore
Il Museo Archeologico Nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” di Melfi, il più visitato della regione, si appresta a riprendere il suo cammino alla grande. È in atto trasferta di alcuni reperti a Roma per un’esposizione alle Scuderie del Quirinale. Nel contempo sarà allestita una mostra con numerosi e importanti rinvenimenti sepolcrali rinvenuti a Melfi ed altri provenienti dai musei di Potenza e Policoro.
Riteniamo in occasione di questo nuovo avvio del museo, dopo la pausa obbligata dalla pandemia, tracciare il suo percorso. È istituito nel 1971, come da comunicazione di Massimo Pallottino, etruscologo di fama mondiale, con voto del Consiglio Superiore Antichità del Ministro della Pubblica Istruzione, nella sua qualità di direttore. Dopo la sua scomparsa nel 1995 è stata sollecitata l’intitolazione del museo a suo nome. Richiesta accolta da decreto ministeriale del 2007. Purtroppo, nonostante i numerosi interventi, il nome dell’illustre studioso, originario di Rionero in Vulture, è rimasto sulla carta. Ad oggi nemmeno una targa con tale dicitura. Riteniamo che in questo risveglio del museo sia da inserire cerimonia per ufficializzare la sua intitolazione a Massimo Pallottino.
Foto COPERTINA: La sala del museo con i reperti in trasferta – Massimo Pallottino – Estratto comunicazione istituzione museo.
