Ricordate il calcio italiano ai tempi del colera?

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Ricordate il calcio italiano ai tempi del colera?

di Vittorio Basentini

 

Coronavirus, cittadini con mascherine di protezione .                                                                                                          

A seguito dell’epidemia di coronavirus il Governo,unitamente alla Lega Calcio, ha deciso di sospendere tutti i campionati di calcio nazionali, come verificatosi in gran parte degli stati europei.

Da dire che questa situazione di fermo, oseremmo dire di vuoto totale, sta suscitando molti dubbi e grandi timori nella popolazione mondiale.

La situazione in generale in tutto il mondo è grave, più grave di quello che ognuno di noi pensa e questa condizione di stallo, probabilmente, proseguirà anche dopo il periodo pasquale.

Entrando in argomento per quanto riguarda il calcio italiano c’è da dire che è diventata una situazione destabilizzante per tutto l’ambiente calcistico, sia per i calciatori, che per gli allenatori, per i dirigenti, per i mass media, per i tifosi.

Non è stata presa alcuna decisione circa il proseguo dei vari campionati nazionali, né tanto meno possono farsi previsioni di tempo, non dimenticando che a metà giugno dovrebbe avere inizio la disputa dell’Europeo di calcio.

Ricordiamo, altresì, che, nell’estate del 1973, il massimo campionato italiano di calcio venne messo in pericolo da un’epidemia scoppiata soprattutto nelle città di Napoli e di Bari ed in altre città dell’Italia meridionale.

Certamente niente di paragonabile all’epidemia coronavirus dei giorni nostri, all’epoca assistemmo ad una psicosi collettiva, perché l’infezione da colera di quel tempo causò a soltanto 24 morti.

Ricordiamo che i casi di colera si verificarono soprattutto a Napoli in quel 1973,ovvero dopo quasi sessantadue anni dall’epidemia precedente, infatti il 20 agosto 1973 affiorarono nella città partenopea casi di colera dovuti probabilmente per cozze crude contaminate dal vibrione, il tutto nel quadro di una pandemia iniziata, si diceva allora, oltre un decennio prima in Indonesia.

In quell’agosto 1973 alla notizia dei decessi di diverse persone si scatenò il panico fra la popolazione, la televisione, inoltre, trasmetteva immagini di persone disperate, immagini di pianto, si diffusero notizie inimmaginabili di moltissime persone che morivano ogni giorno.

A seguito di ciò a Napoli vennero organizzate manifestazioni di piazza, gente impazzita dalla paura, immondizia bruciata per strada, richieste di aiuto al governo: un film già visto anche all’epoca. 

Nel giro di poco più di un mese l’epidemia venne debellata a seguito di vari provvedimenti, in primis venne attuato un piano di vaccinazioni di massa già sperimentato dagli Stati Uniti.

Fra le città di Napoli, Bari, Cagliari, Caserta, Taranto, Foggia e altre zone del sud meno colpite, gli infettati da colera furono 227 con 24 persone morte.

A causa del colera cosa successe al calcio italiano?

Dagli annali calcistici ricordiamo che in data 31 agosto del 1973, ovvero in piena epidemia di quel tempo, la società del Bologna, che doveva affrontare il Napoli al San Paolo in Coppa Italia, chiese alla Lega calcio il rinvio della partita.

La Lega Calcio rispose senza mezzi termini che il panico dovuto a una partita di calcio rimandata sarebbe stato più dannoso del colera stesso.

A Bari, invece, il Sindaco della Città ordinò la sospensione della disputa della partita Bari-Palermo, sempre per la Coppa Italia, e di riflesso la Lega sospese, quindi, Napoli-Bologna, ed anche la partita Foggia-Juventus del 9 settembre, sempre per la Coppa Italia.

In tutta Italia venne prescritta la vaccinazione anticolerica e diverse squadre, come l’Inter del mago Helenio Herrera, vaccinarono tutti i giocatori della propria rosa.

Ma la cura del Mago e la vaccinazione, comunque, non servì alll’Inter che, a campionato in corso, sostituì Helenio Herrera con Enea Masiero delle giovanili neroazzurre ed il campionato venne vinto dalla Lazio di Maestrelli e Chinaglia in uno sprint finale da cardiopalma, nell’ultima giornata del campionato, con il Milan e la Juventus.

Il caso più singolare che si verificò con l’epidemia del colera del 1973 fu quello della partita Genoa-Napoli da giocarsi il 16 settembre 1973.

La Regione Liguria chiese ufficialmente al Napoli Calcio di non giocare allo stadio “Marassi”, mentre in contemporanea il Verona decise di non disputare la partita di Coppa Italia al “Della Vittoria” di Bari.

A tal proposito intervenne di diritto la Lega Calcio ed il Presidente Carraro impose la disputa di Bari-Verona e di Genoa-Napoli ma a campo invertito; pertanto la partita Genoa-Napoli da giocarsi al San Paolo di Napoli, con il benestare del presidente del Genoa e del presidente napoletano Ing.Corrado Ferlaino.

Di contro i quotidiani nazionali e la televisione pubblicavano insistentemente l’emergenza colera, che, indubbiamente, c’era ma che aveva numeri ridotti; pertanto alla vigilia delle partite i giocatori del Verona e del Genoa annunciarono che non sarebbero andati a giocare a Bari ed a Napoli, ritenendo la salute più importante del calcio.

Alle squadre del Genoa e del Verona venne inflitto lo 0-2 a tavolino ed anche un punto di penalizzazione.   

Campionato rinviato? Assolutamente no, infatti il Presidente della FIGC Artemio Franchi decise inesorabilmente l’inizio del campionato, confidando nel fatto che l’epidemia fosse davvero poca cosa: il 7 ottobre, infatti, la Serie A iniziò regolarmente, con tutte le sue 8 partite e 16 squadre (fra cui Napoli, Cagliari e Foggia).

Gli italiani hanno dimenticato l’epidemia di colera dell’estate del 1973 che, talvolta scioccamente, viene evocata in qualche coro da curva degli stadi dell’Italia del nord.

POTENZA-Via Mazzini-Consegna della spesa alle persone anziane-

L’augurio e la speranza che possa accadere qualcosa di simile con il coronavirus, anche se la gravità per la medicina e per la sanità ha dimensioni del problema molto diverse e la veloce diffusione del coronavirus non ha nessun paragone con quanto verificatosi in passato.

POTENZA- 16.03.2020-Ore 11.30-Piazza Mario Pagano-

E’ il caso di fare un forte augurio a tutti noi con la convinzione che “Andrà tutto bene”.

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