RIPRENDIAMOCI L’ORGOGLIO DI ABITANTI DEL CAPOLUOGO

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ida leoneEsiste una pagina Facebook chiamata “Masochisti che seguono il TGR”. Ho sempre pensato fosse una demonizzazione ironica, certo, ma un po’ esagerata e ingenerosa, visto che parliamo di professionisti. Poi ho visto il servizio sul “Natale a Potenza” andato in onda il 18 dicembre nel TgR Basilicata delle 14:00 e ho cambiato idea. Un servizio con una precisa tesi: dimostrare che è tutto uno sfacelo, che i (pochi) giovani presenti in centro non fanno che bighellonare senza meta e bere birra per poi lasciare per strada bottiglie vuote, che – tragedia! – le scale mobili chiudono alle 22:00 e quindi chi vuole salire in centro deve farlo per forza a piedi. Che le botteghe volanti del mercatino di Natale sono poco visitate. Insomma, non ci venite che è meglio, a Potenza.

Non so bene per quale motivo l’autore del servizio, usando anche un montaggio sapientemente fazioso,  abbia deciso di puntare tutto sul negativo. Forse serviva essere controcorrente per farsi notare, forse è una strategia precisa decisa a tavolino per evitare troppa folla la sera del 31 dicembre. Forse è solo bisogno di collocazione a riposo, necessario quando non si hanno più idee e non si riesce più a togliersi le lenti del costume tutto potentino della lamentazione passiva, fine a sé stessa.

Io ho visto una via Pretoria diversa, nella quale ho orgogliosamente portato in giro una ospite romana, in questi giorni. Ho visto lavori stradali fatti a tappe forzate per finire in tempo per Natale; ho visto la ricerca di soluzioni e strategie alternative per consentire l’apertura di spazi “natalizi” che vedo ben frequentati (parlo del Villaggio di Natale e del Borgo dei sapori), con una partecipazione dei commercianti per una volta unanime e concorde; ho visto un fermento nuovo in città, con un programma natalizio ricchissimo e la necessità di fare quasi ogni sera dolorose scelte, se vado a teatro non posso andare al concerto blues, se vado al cinema non posso vedere Drama Street, se vado alla presentazione del libro non posso andare al concerto gospel e così via. Non ho memoria (e vivo qui da quando sono nata) di serate nelle quali c’era l’imbarazzo della scelta nell’offerta di intrattenimento. Ho visto con i miei occhi una amministrazione comunale che sta facendo ogni sforzo umanamente possibile per assicurare la diretta RaiUno della notte di Capodanno, e ho constatato personalmente che le richieste fatte, le difficoltà da affrontare, le soluzioni trovate, la quantità di atti necessari sono superiori ad ogni immaginazione, e di gran lunga superiori alla ordinaria amministrazione di un qualunque Natale cittadino. Certo, gli ascensori chiudono alle 22:00. Sono vecchia abbastanza da ricordare un periodo nel quale gli ascensori non esistevano, o non funzionavano, come è accaduto durante il 1981, immediatamente dopo il sisma dell’80, e di sicuro non abbiamo smesso per questo di frequentare il centro storico. Certo, ci sono i ragazzini che ciondolano. Come abbiamo fatto tutti, a 15 anni, non mi risulta che organizzassimo letture di Dostojevsky. Certo, ci sono bottiglie di birra abbandonate sui gradini dell’arco di S. Giovanni. Come ci sono sempre state, e sempre sono state poi rimosse dagli uomini dell’ACTA la mattina dopo.

E a proposito di bottiglie, forse sarebbe ora di smetterla di darsi bottigliate negli attributi, come Tafazzi, e provare a remare tutti nella stessa direzione, telegiornale regionale compreso. Certo consapevoli dei limiti della città, dei suoi abitanti, della sua amministrazione: ma lamentarsi senza costrutto per favore basta, e basta pure a cercare a tutti i costi di veicolare immagini negative perchè fa fico, perchè fa molto giornalista d’assalto, e perchè serve forse a farsi notare da minoranze consiliari. Riprendiamoci il nostro legittimo orgoglio di cittadini del capoluogo.

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Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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