BY LEONARDO PISANI

Come on,Oh baby don’t you wanna go.Come on Oh baby don’t you wanna go Back to that same old placeSweet home Chicago. Vi piace il blues? Quante volte avete ballato o anche solo battuto i piedi al ritmo di Sweet Home Chicago cantata dalla strepitosa coppia di Jake ed Elwood Blues detti Blues Brothers. Vi sembra una canzone ispirata da Satanasso in persona, non credo, anzi diverte nel balletto e nella mimica di John Belushi e Dan Aykroyd diretti da John Landis, esilaranti quando  Jake ed Elwood si congedano dal pubblico e, soprattutto, dalla numerosa polizia che gli dava la caccia; mentre presi dal virtuosismo della band e dal ritmo incalzante i due Blues ballando scappano lasciandoli come mammalucchi in teatro.

Ma  di chi è quel famoso brano? Un moderno blues-rock ma composto negli anni trenta. Impossibile ma vero, magico o forse maledetto.

Fu composto da un goffo ragazzetto di campagna, nato l’8 maggio 1911 ad Hazlehurst,    dal  color carbone,  uno come tanti  che addirittura non aveva  alcun talento particolare, gli piaceva l’armonica a bocca, amava la musica blues come ogni afro americano del Mississippi di inizio 900. Ma era negato per la chitarra che rozzamente cercava di pizzicare per far creare qualche melodia o assolo ma con poco successo e poca maestria. Ma la passione rimane negli anni, diventa grande, si sposa  ma resta un pessimo dilettante delle 6 corde. Poi la tragedia, la giovane moglie muore a soli 16 anni e Robert Leroy – così il nome completo- in preda al dolore inizia a bere ed  a diventare un vagabondo. Poi dopo un anno riappare trasformato, qualunque chitarra sotto le sue mani diventa magica, o meglio “diabolica” con assoli meravigliosi  ed  armonie struggenti, unica, immortali del suo fingerpicking .

Un miracolo, no la leggenda parla di un patto all’odor di zolfo; Leroy mentre vagabondava sotto i fumi dell’alcool arriva ad un crocevia isolato, buio assoluto e nessun rumore forse, tranne qualche passo. Mezzanotte in punto ed arriva un uomo misterioso vestito di nero, Faust? Belzebù? Astarotte? O addirittura Lucifero in persona? Non si sa tranne che in cambio dell’anima gli dona  in nero un ineguagliabile talento chitarristico. Nasce così la leggenda del chitarrista del diavolo, Robert Johnson che in pochi anni e solo 29 incisioni lascio una traccia indelebile nel blues e nella tecnica chitarrista tanto da essere considerato uno dei 100 migliori chitarristi della storia ed aver ispirato musicisti e gruppi del calibro Muddy Waters, Bob Dylan, i Rolling Stones, i Cream, gli Allman Brothers, Johnny Winter, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jeff Beck e i Led Zeppelin. Scusate se è poco…

Chissà, forse l’uomo in nero non aveva né corna ne zoccoli di capra ma solo una maestria unica nel blues ed aveva un nome Ike Zinneman, e fu il suo maestro e mentore.  Zinneman risulta una personalità celata da un fitto velo di mistero ed anche sinistra, molto sinistra: l’unico dato, nella completa oscurità sulla sua vita, è l’inquietante   abitudine di suonare nei cimiteri, tra le tombe, nota al punto da essere additato quale emissario del demonio. E nei suoi testi Robert, tra l’altro più nero di calimero- parlava spesso di spettri e fantasmi. Leggenda richiama leggenda ed il virtuoso del Delta Blues lascio questo mondo  a soli 27 anni, in circostanze misteriose il 18 agosto 1938 a Greenwood, nel suo Mississippi. Il certificato medico non chiarisce le circostanze e le modalità della morte e neanche i motivi del mancato soccorso a Johnson e ben tre tombe ne portano l’incisione del nome.

Così Greil Marcus racconta la morte del musicista:« Morì nel mistero: qualcuno ricorda che fu pugnalato, altri che fu avvelenato; che morì in ginocchio, sulle sue mani, abbaiando come un cane; che la sua morte aveva qualcosa a che fare con la magia nera. » Mistero su mistero, leggenda e dicerie ma di certo Robert Johnson  è nel  Pantheon del Blues; che poi ancora adesso stia suonando la chitarra facendo ballare  qualche dannato, Mefistofele ed addirittura  Satana in persona non ci è dato saperlo, ma se fosse così di certo cantano anche loro “Come on,Oh baby don’t you wanna go.Come on Oh baby don’t you wanna goBack to that same old placeSweet home Chicago”Oh Yessssssssssssssssss…………….