PER SALVARE IL POTENZA, BIAGIONI SI DIA UNA REGOLATA

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

Il Potenza, checchè ne pensi qualcuno  che ha parlato di politica dei piccoli passi,  ha sprecato al Viviani due grandi occasioni contro San Severo e Manfredonia per fare davvero un decisivo passo in avanti in classifica.  E le prospettive per i prossimi impegni non sono certamente incoraggianti, atteso che i rossoblù dovranno giocare domani a Roma con la capolista Trastevere, poi rendere visita al Francavilla di Lazic e poi ricevere un’altra squadra che lotta per la promozione che è la Nocerina. E le prospettive non sono buone non solo per il valore delle avversarie, ma soprattutto perché l’allenatore del Potenza Biagioni non si sta dimostrando all’altezza del compito. Non sappiamo se per esclusive colpe sue oppure per la ragione che i giocatori ancora non sono entrati in sintonia con le sue idee calcistiche. Da tempo stiamo insistendo nell’invitare il tecnico del Potenza ad abbandonare il suo integralismo tattico. Ma Biagioni, imperterrito,  continua a non voler capire che bisogna essere realisti e trovare le giuste soluzioni per cercare di portare i rossoblù verso la salvezza. Soluzioni che l’attuale organico gli permette ampiamente di mettere in pratica. Quando abbiamo detto che contro San Severo e Manfredonia sono state sprecate due occasioni colossali, lo abbiamo detto a ragione veduta per quello che si è visto o meglio per quello che non si è visto in campo. Di sicuro in queste due partite Biagioni ha preso una serie di decisioni assolutamente inspiegabili. Con il San Severo ha completamente sbagliato modulo iniziale ed anche i suoi interpreti perché dopo appena 30 minuti è stato costretto a rivedere i suoi errori iniziali e a fare due cambi contemporanei per riequilibrare la squadra che era stata letteralmente in balia dei pugliesi assoluti padroni del campo. Le cose sono un tantino migliorate almeno per aver evitato che il San Severo continuasse a  sviluppare gioco a suo piacimento e per avere messo la gara sul piano dell’equilibrio. Anche se i problemi non sono finiti perché il Potenza ha avuto difficoltà molto evidenti a creare occasioni pericolose nell’area avversaria, se si esclude una clamorosa occasione sprecata da Apicella, l’unica di tutta la gara. Anche con il Manfredonia si è ripetuto lo stesso andamento perché in 90 minuti la squadra rossoblù ha segnato su rigore il gol del pareggio, ha colpito una traversa con Pepe nei minuti iniziali e poi in 45 minuti della ripresa ha tirato verso la porta del Manfredonia una solo volta con Pepe su punizione. Davvero troppo poco per ottenere i tre punti.  Ma anche in questa gara Biagioni si è inventata una soluzione iniziale molto discutibile e che ovviamente non ha dato nessun frutto: Apicella che notoriamente è un attaccante esterno schierato nell’inedita posizione di trequarista. Con il povero ragazzo che non ha potuto dare un benchè minimo aiuto alla squadra. Biagioni ha fatto di nuovo marcia indietro risistemando Apicella nella sua zona di competenza, ossia sulla fascia ma nel contempo ha arretrato la posizione di Pepe lasciando al solo Todino il compito di impensierire la difesa del Manfredonia, ovviamente, con scarsi risultati. E adesso sarebbe il caso che Biagioni la finisca sempre di lamentarsi per la mancanza del centravanti o per la rosa troppo risicata. Questi sono alibi che adesso non reggono più. E per tutta una serie di ragioni. Per quello che è l’obiettivo del Potenza, ossia la salvezza, crediamo che l’organico messo a disposizione di Biagioni non è assolutamente inferiore agli organici delle squadre che come il Potenza saranno costrette a lottare per conservare la categoria. Giusto per avere una conferma di quello che diciamo, basta andare a leggere le distinte delle formazioni presentate al Viviani da San Severo e Manfredonia. E fino a prova contraria non ci pare che queste due squadre abbiano elementi migliori di quelli di cui dispone Biagioni. Ma di sicuro Dell’Atti, giovane e preparato tecnico del San Severo,  è stato capace di dare  un’organizzata disposizione tattica ai suoi uomini e lo stesso Catalano ha avuto le idee molto chiari su come presentare la sua squadra a Potenza. Al contrario di Biagioni che sta dimostrando in ogni occasione di essere confuso e di non avere ancora le idee chiare su come organizzare la propria squadra. In conseguenza di ciò, il compito di portare alla salvezza il Potenza diventa molto, ma molto arduo. Lo ripetiamo ancora una volta: è finito il tempo della filosofia e delle idee tattiche strampalate e che stanno dimostrando di non apportare benefici di nessun tipo alla squadra. Con sano realismo Biagioni faccia con umiltà un passo indietro e accetti i consigli del suo secondo Catalano che da diverso tempo a questa parte non si stanca di ripetergli che sarebbe il caso, nella situazione in cui si trova il Potenza, di avere una squadra in campo il più possibile equilibrata. E l’unico modo per farlo è quello di affidarsi, in pianta stabile, al 5/3/2 che nell’unica occasione in cui è stato utilizzato e precisamente a Bisceglie, ha funzionato davvero bene. Visto che il Bisceglie, sicuramente di livello nettamente superiore al San Severo e al Manfredonia , pur marcando una certa supremazia, oltre alla rete del vantaggio, ha impensierito il portiere Napoli solo in una circostanza. Segnale inequivocabile che questa disposizione tattica, prudente ma non rinunciataria, ha permesso al Potenza di chiudere bene tutti i varchi  e di non andare continuamente in sofferenza. Come sta avvenendo da quando Biagioni è diventato il tecnico del Potenza. Tra l’altro non ci si può più appellare agli alibi della disorganizzazione societaria o della mancanza del pubblico al Viviani. Adesso il nuovo gruppo dirigente capeggiato da Nicola Dionisio, indipendentemente se da qui a maggio riuscirà a centrare gli obiettivi che si è prefissato, assicura alla squadra e al tecnico un importante punto di riferimento per tutte le esigenze e sembra aver dato alla società una sufficiente organizzazione che fino a 15 giorni fa era il tallone di Achille di Vangone e Vertolomo. Per quanto riguarda gli spalti vuoti al Viviani, c’è solo da rispettare la decisione dei tifosi e c’è da dire che il Trastevere sta dominando il campionato pur giocando nel suo stadio  di fronte a pochi intimi. Che sono o addetti ai lavori, nella fattispecie direttori sportivi e procuratori o osservatori  oppure i parenti dei giocatori.    

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Rocco Sabatella...

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