Chi conosce la situazione del Dipartimento salute della Regione Basilicata è costretto a mettersi le mani nei capelli per come è ridotto. Dei dieci dirigenti ne sono rimasti tre, anzi due, perchè il terzo adesso va in ferie prima di mettersi in pensione. E non sono uffici da niente quelli che sono scoperti:  l’ufficio finanziario del servizio sanitario, l’ufficio personale del servizio sanitario regionale, l’ufficio di prevenzione, l’ufficio prestazioni assistenziali e farmaceutico,  l’ufficio solidarietà sociale e quello del terzo settore. Da nove a due, roba da non credere! Adesso, come si diceva, se ne va anche il dirigente dell’accreditamento delle strutture per la medicina convenzionata  e la festa è completa.  Questi posti vacanti vengono coperti in parte con l’interim, in  parte con l’avocazione da parte del direttore generale, che è una pratica non corretta, visto che il dirigente generale ha compiti di coordinamento e no di responsabilità di singoli settori. Ma queste cose si sono sempre fatto, rispetto a esigenze che si appalesavano con carattere temporaneo e per fatti limitati. E, il caso del Dipartimento salute, non è unico: è solo il più eclatante di una situazione che colpisce tutti i dipartimenti e che , se prima era sopportabile, con l’esodo di quota cento e con il pensionamento  per raggiunti limiti di età di gran parte del  personale dirigenziale, adesso è diventato un problema di assoluta gravità, complicato dal fatto che l’intera quota del personale assumibile dall’esterno (il 10 per cento) è stato riservato alla riorganizzazione dell’Ufficio del Governatore con un sistema organizzativo che fa dipendere direttamente dal vertice politico, numerosi uffici di controllo e di gestione. Così che i Dipartimenti che prima ricorrevano a incarichi di soggetti esterni, oggi debbono fare a meno anche di queste risorse straordinarie. Ora, rimanendo alla sanità, come si pensa di affrontare una stagione nuova, in cui il Dipartimento è chiamato a pianificare, ad organizzare il territorio, a rivedere il sistema di prevenzione, a disciplinare la sfera di azione privata, a  mettere insieme interventi di sanità e di assistenza, più che una domanda è una interrogazione alle Sibille. Né sorprende in questa situazione il silenzio del sindacato dirigenti, che avrebbe dovuto fare ferro e fuoco per un immediato svolgimento del concorso pubblico ( aperto anche agli interni) ma che ha timore di mettere il naso fuori della finestra per paura di prendere il raffreddore. Dove vogliano andare con questi eroi! rocco rosa