Scambi.

Io ti vorrei vedere al posto mio
con due battute a soggetto andare in scena
senza sapere niente di antefatto,
interpretare, far finta, arrabbattarti
per non svelare un vuoto di copione.
Teatro?
E no mio caro è vita, la mia vita,
quattro battute a penna sopra un foglio,
e un pubblico esigente giù in platea.
Cerco di scansare qualche fischio
salto, rido, barcollo, faccio il pazzo,
sto cazzo di sipario che non cala
mentre mi monta dentro un’amarezza.
Per questa vita fatta di battute,
di recite a soggetto, pantomime,
di sorrisi e di false circostanze,
acide come succo di limone.
Per chi resta seduto giudicante
che osserva gli altri fare la partita,
per chi vive una vita insinuante,
per chi tradisce, imbroglia, ti pugnala,
un sorriso, un inciampo, una risata,
l’ultima torta in faccia che è avanzata.
La maschera che porto è la mia faccia,
la porto con onore, sono anni,
mi specchio nel tuo viso e la ritrovo
mi trema il cuore, lacrima d’orgoglio.
Ma taca banda, venghino signori!
Qui la malinconia non ha ragioni,
la vita è bella, nun ce sta a pensà,
sorrido, son contento, aggia scherzà,
solo battute, niente verità.