MARIA CRISTI SANSONE

I Pastori

 

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori

lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti.

 

Han bevuto profondamente ai fonti

alpestri, che sapor d’acqua natia

rimanga né cuori esuli a conforto,

che lungo illuda la lor sete in via.

Rinnovato hanno verga d’avellano.

 

E vanno pel tratturo antico al piano,

quasi per un erbal fiume silente,

su le vestigia degli antichi padri.

O voce di colui che primamente

conosce il tremolar della marina!

 

Ora lungh’esso il litoral cammina

La greggia. Senza mutamento è l’aria.

Il sole imbionda sì la viva lana

che quasi dalla sabbia non divaria.

Isciacquio, calpestio, dolci romori.

 

Ah perché non son io cò miei pastori?

Gabriele D’Annunzio

 

Come i pastori di D’Annunzio anche i docenti precari a settembre si preparano per la transumanza verso le scuole del nord, dove sono disponibili cattedre vacanti e dove si è convocati dalle graduatorie d’istituto per incarichi anche annuali. Settembre è il mese dell’attesa e della speranza di un impiego, sebbene a tempo determinato.

Per i docenti di ruolo il primo settembre è il giorno del collegio dei docenti che inaugura il nuovo anno scolastico, per i non abilitati è tempo di attesa per le convocazioni, un altro inverno fuori regione per poter snellire le liste dei disoccupati, a far girare l’economia di un’altra terra, divenuta adottiva; gli affetti ibernati e la nostalgia galoppante  accompagnerà l’esodo.