CRONACHE DALLE ISTITUZIONI
Chi ha l’idea di una protezione civile regionale che si fa carico dei problemi e mette insieme persone e mezzi per risolvere situazioni emergenziale si sbaglia. Da noi la protezione civile è praticamente un ufficio “senza portafogli” nel senso che si limita a fare da tramite più che da coordinamento tra la Regione e i Comuni. Gli incendi della scorsa estate hanno messo in evidenza un pericoloso artretramento del sistema antincendio, dopo il passaggio dalla forestale ai Carabinieri, il ritardato avvio dei lavori di forestazione e il ritardato appalto dei lavori di avvistamento antincendio. Maratea ne è stata la vittima più illustre e proprio il Sindaco della cittadina tirrenica oggi evidenzia che i Comuni non hanno le spalle coperte da un sistema regionale di emergenza ma che sono destinatari di uno scaricabarile impietoso e assurdo. Il caso ultimo ne è testimonianza. Di che si tratta ? E’ arrivata alla protezione ci
vile una segnalazione di un masso, e questa, senza sapere nè come nè dove, ha fatto un avviso di pericolo. Il masso non è stato trovato, la rete non è apparesa sfondata e …la statale 18 ha dovuto essere chiusa, perchè contravvenire ad un avviso del genere significa accollarsi tutte le responsabilità di un eventuale accadimento. E siccome la statale n.18 è notoriamente sotto scacco da ricorrenti crolli di parti di rocce che il caldo di questa estate ha dilatato e deformato, c’è il pericolo che un giorno sì ed uno pure si debba correre a provvedimenti di pubblico inetresse. Il Sindaco di Maratea parla fuori dai denti e dice che ” non è assolutamente più tollerabile ricevere, quasi ogni giorno, bollettini di allerta meteo o di altro genere da parte innanzitutto del sistema regionale di Protezione Civile e poi ulteriormente “rafforzato” dalla consueta telefonata della Stazione dei Carabinieri e dalla e-mail della Capitaneria di Porto che ribadiscono le stesse cose. Credo che la medesima situazione la vivono tutti i sindaci che, a volte, presi dalla paura che l’avviso possa essere “realistico”, magari arrivano ad emettere provvedimenti come la chiusura delle scuole che poi si rivelano inutili, superflui e spesso onerosi. Stando alle allerta che mi giungono quotidianamente, avrei dovuto chiudere scuole e mettere in atto chissà quali sistemi di protezione per centinaia di giorni all’anno.”
“Penso e credo – continua il Sindaco di Maratea – che sia arrivato il momento di sederci tutti attorno ad un tavolo e di ridiscutere l’intero sistema evitando così che con questo continuo emettere avvisi di allerta si arrivi al momento dell’allerta reale senza che nessuno si attivi”. “È altresì necessario coinvolgere, in questo nuovo processo, tutto il personale coinvolto per evitare quello che ormai pare ineludibile, le strutture dello stato arretrano limitandosi ad assumere decisioni estemporanee di mera protezione rispetto ad eventuali responsabilità ed attendono e controllano ciò che invece si ritiene, spesso per prassi e non per effettiva competenza, debbano fare i comuni con la responsabilità accollata ai soli Sindaci e Funzionari. A ciò si aggiunga, per restare sul tema della sicurezza della S.S. 18, che da anni, ormai, si interviene in emergenza senza alcun piano di gestione. È, infatti, palese che le barriere paramassi sono poste a protezione della circolazione pedonale e veicolare e che le stesse debbano essere mantenute efficienti senza che ciò comporti necessariamente la chiusura dell’importante e vitale tratto viario. Va predisposto un serio monitoraggio delle barriere con una capacità d’intervento immediata per la loro riparazione e sostituzione, evitando così che “due gocce d’acqua” diventino una “Spada di Damocle” e paralizzino i cittadini residenti e pendolari, grazie alla segnalazione di qualche piccola vedetta lucana che, per ripararsi da ipotetiche catastrofi, si lava le mani passando la palla della responsabilità”.
