PINO DANIELE, L’IMMENSO NAPOLETANO

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FB_IMG_1489729431348 A CURA DI EMANUELA DI MARE 

CHIEDIMI DI NAPOLI E TI PARLERÒ DI LUI.


La sento la sua chitarra , arma e scudo di un poeta partenopeo. Sviscera melodie pop, sound e blues esclusive, sapientemente poste come basi magiche a parole e frasi di colpo efficaci, perché veloci denunce o prospettive sognanti.
Scherzava spesso sulla sua scelta di imparare a suonare più strumenti, in particolar modo indeciso tra contrabbasso e chitarra , e con il raro sorriso a denti stretti concludeva con sincerità, affermando che la chitarra era come una sorella … un’amica fidata con cui l’intesa è immediata e provata. Organizzava spettacoli per le sue performance d’artista con gli amici di sempre, presenti quasi tutti nel docu-film proposto nelle numerose sale italiane . Opera cinematografica molto ben riuscita tutta dedicata al mito napoletano PINO DANIELE, che con il suo talento eccellente ha modificato e rinnovato il blues partenopeo. Colorando la sua musica, lui si divertiva a precisare con ironia e sarcasmo che noi tutti siamo destinati a sparire, ma “IL TEMPO RESTERÀ” . Infatti fisicamente manca e mancherà a chi lo ha fortemente amato, ma Pino ha segnato il suo tempo incidendo per noi e per se stesso, tutti gli indimenticabili pezzi che collezioniamo nei cassetti ma sopratutto nel cuore . Allora  regaliamo a tutti il suo tempo  così musicato che rimarrà inconfondibile, e con trasporto suggeriamo la visione del film/documentario.
Lo festeggiano nella sua città e non solo come se fosse ancora qui per il suo 62esimo compleanno, tra sindaco, parenti ed amici veri che affollano i suoi luoghi. Questo re nacque il 19 marzo e lo chiamarono Giuseppe, poi per sempre Pino. La sua storia di poeta cantante e musicista comincia nel 1975 e si spezza il 4 gennaio di due anni fa, quando il destino ha manipolato tragicamenre la sua vita. Il suo tempo racchiude 45 grandi album,  tra cui notissime colonne sonore.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pino_Daniele

Autorizzatemi a descrivere solo lui ” il maestro ” come consiglio cinematografico, in poche righe e ne meriterebbe tante di più.  Sento di dover scrivere ciò che le emozioni mi dettano pensando a Pino Daniele, non solo perché ho la sua voce calda nelle orecchie, il piacere della scelta del pezzo in sintonia con lo stato d’animo del momento, ma anche per il piacere di ballare il suo originale pop blues rock che trae forza dalla vitalità di Napoli. Rimarremo legati al cantautore partenopeo insolito e caparbio, per darne continuità facendolo scoprire a chi verrà, mostrando loro un bagaglio di poesie vestite di sound e blues.

Credeteci , e riempite le sale per riapplaudirlo ancora gridando:” Ciao Guagliò”. All’immortale.

 

SARA DANIELE : «Hai scritto per me “Sara non piangere”, in cui mi dici di guardare il cielo ed inseguire un sogno vero, ma sono due anni ormai che l’unica cosa che cerco guardando il cielo sei tu. A me in realtà sembra un incubo da cui non riesco a risvegliarmi, ancora spero di entrare in casa e sentire la chitarra suonare, oppure aprire la porta e vedere te che sorridendo mi dici che era solo un brutto scherzo. Però sai, penso sia arrivato il momento di spegnere l’immaginazione e realizzare che non torni più. Proverò a cantare assieme agli altri, camminare per il lungomare che tanto adoravi , e vederti in giro per i vicoli. Sarai sempre per noi, l’ultima nota di una canzone che non doveva finire ma suonare in eterno. Ti amo infinitamente».

Sara ha dunque affidato le sue parole ad una foto in bianco e nero: lei è piccola, Pino ride.

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PINO DANIELE – IL TEMPO RESTERÀ 

Regia di Giorgio Verdelli
Con Pino Daniele, Clementino, Stefano Bollani, Rino Zurzolo, Enzo De Caro.

Durata 108 minuti circa. Genere Documentario, ratings: Kids+13, produzione: Italia, 2017.

Da lunedì 20 marzo 2017 al cinema e in programmazione in 245 sale cinematografiche.

A due anni di distanza dalla scomparsa del musicista, arriva nei cinema italiani Pino Daniele – Il tempo resterà, un viaggio attraverso la musica, i concerti e la vita del grande artista partenopeo con una straordinaria serie di immagini – molte delle quali mai mostrate finora -, testimonianze e performance musicali. Il docu-film, diretto da Giorgio Verdelli sarà al cinema solo il 20, 21 e 22 marzo come evento cinematografico pensato per offrire ai fan di Pino Daniele l’opportunità di ritrovarne su grande schermo la musica e il percorso artistico dagli anni ’70 agli ultimi concerti. Molto del materiale utilizzato per comporre il film è assolutamente inedito ed è stato selezionato appositamente dal regista Giorgio Verdelli attraverso una lunga e paziente ricerca. Patrimonio prezioso che ha permesso che la voce narrante del film fosse quella dello stesso Pino Daniele, supportato dal contributo di Claudio Amendola.

 

-Un orgoglio tutto italiano. Anzi, napoletano. Ha un tocco, un approccio affettuoso e riconoscente (ma tutt’altro che fanatico), questo primo tributo al bluesman partenopeo che arriva in sala a poco più di due anni dalla sua morte. La regia è di Giorgio Verdelli, autore televisivo con una lunga esperienza di programmi musicali (tra cui anche Unici per Rai); è subito evidente la sua volontà di aprire a una pluralità di voci e immagini, per rappresentare la portata socioculturale e non solo emozionale che la musica di Daniele ha trasmesso e continua a trasmettere al suo vasto pubblico.Il regista, com’è giusto, parte da Napoli, dalle sue strade e dai suoi tetti, dalla sua luce e dai suoi umori, dalle vele di Scampia alla galleria Umberto I, per raccogliere la sfida di dire qualcosa di nuovo sulla città senza cadere nella retorica celebrativa.L’obiettivo è raggiunto grazie alla scelta di dare valore a molti testimoni vicini al cantautore. Ognuno di loro partecipa, con la propria tessera di verità calda, alla composizione di un mosaico particolareggiato. Tenendo insieme passato, presente e futuro (perché «noi andiamo via e il tempo resterà», riprendendo le parole di Daniele che danno il titolo al film), Verdelli interpella non solo i compagni di viaggio del “supergruppo” napoletano dell’album “Vai mo'” (1981) – Rino Zurzolo (basso), Tullio De Piscopo e Tony Esposito (percussioni), Joe Amoroso (piano), James Senese (sax), fatti artatamente salire a bordo dell’autobus guidato dall’attore Enzo Decaro, in un silente amarcord – ma anche le nuove generazioni che si sono nutrite della creatività di Daniele e che l’hanno fatta propria, come Clementino, Daniele Sanzone di A67, Maldestro… Oltre ovviamente ad un gruppo ristretto di amici (Beppe Lanzetta, Enzo Gragnaniello, Fausta Vetere e Corrado Sfogli della Nuova Compagnia di Canto Popolare) ed esperti (Renzo Arbore, Sandro Ruotolo, Maurizio Di Giovanni) che ricordano come a Napoli si può distinguere tra un “prima” e un “dopo” il nuovo sguardo del mondo (e dei napoletani stessi) sulla città portato dalla musica di Daniele.-
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Sull' Autore

Libera professionista, con esperienza nel settore marketing , allestimenti , coordinamento risorse umane e logistica aziendale . Si occupa fattivamente di ottimizzare e razionalizzare proposte commerciali , enogastronomiche , ambientali ed ultimamente culturali . Per la divulgazione di notizie , si avvale anche dei più comuni strumenti come i social . Sue caratteristiche sono la cordialità e la concretezza . Hobby e passioni : arti visive ed in partcolar modo il disegno e la pittura , attività nate spontaneamente , che proseguono motivate da un' innata creatività .

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