Settimana da dimenticare per il calcio italiano in Europa. Dopo l’eliminazione del Napoli per mano del Real Madrid, anche la Roma esce quasi con le ossa rotte dal suo impegno di Europa League con i francesi del Lione. Ma nove giorni terribili soprattutto per la Roma perché la sconfitta in terra francese, la terza consecutiva dei giallorossi dopo quelle con la Lazio in Coppa Italia e con il Napoli in campionato, deve far cominciare a preoccupare seriamente Spalletti. Anche e soprattutto per il modo con il quale il capitombolo con il Lione è arrivato. Perché complessivamente la Roma non ha giocato una brutta partita. Tutt’altro. Anzi per lunghi tratti ha avuto un predominio molto netto nei confronti dei francesi. Visto che dopo essere sbandata nei minuti iniziali della partita, ha reagito alla grande, ha cominciato a giocare come sa, ha creato tanto e ha ribaltato il vantaggio iniziale dei francesi. Con grande personalità ha anche insistito nella manovra offensiva alla ricerca di altre occasioni e di altre reti. Insomma tutto lasciava presagire che la sfida di andata si fosse incanalata su binari nettamente favorevoli alla formazione di Spalletti. Ma nel secondo tempo è successo il patratrac. Amnesie difensive, poca concentrazione, troppa libertà a chiunque si presentasse dalle parti di Allison e la frittata è stata confezionata nel peggiore dei modi. Il Lione ha contro ribaltato il punteggio con tre splendidi gol segnati da Tolisso, Fekir e Lacazzette. Sicuramente tre prodezze da parte dei giocatori francesi, ma la Roma ci ha messo del suo e molto per agevolare tutte e tre le conclusioni. Che cosa sta succedendo alla squadra di Spalletti? E’ difficile dirlo e trovare le cause di un crollo così improvviso per una squadra che stava viaggiando a gonfie vele e sembrava aver trovato la quadratura del cerchio sia per quanto riguarda lo sviluppo del gioco che per la continuità dei risultati. Toccherà a Spalletti capire che cosa sta succedendo al suo gruppo e mettervi subito rimedio. Perché in campionato il Napoli, proprio grazie alla vittoria all’Olimpico, è molto vicino ai giallorossi e vuole approfittare delle difficoltà dei capitolini per scalzarli dal secondo posto. Dovrebbe trattarsi di una crisi passeggera perché, tutto sommato, nelle tre partite perse la squadra del tecnico toscano non è stata in balia degli avversari: il che avrebbe potuto giustificare questo periodo negativo. Anzi ha sempre dimostrato personalità e consapevolezza di quello che bisognava fare in campo riuscendo anche a creare diverse palle gol. Semmai sono state disarmanti le amnesie difensive individuali che hanno favorito i due gol della Lazio, quelli del Napoli e le quattro reti del Lione. Potrebbe proprio questo essere diventato il problema della Roma che ha fatto perdere certezze a tutta la squadra. Per cui Spalletti deve forse ripensare ad una nuova composizione del pacchetto arretrato dove, è il nostro giudizio, tre difensori come Rudiger, Fazio e Manolas, possenti fisicamente, ma anche statici, lasciano qualcosa in termini di rapidità e di scatti veloci all’indietro agli avversari. Ma anche a centrocampo le cose non vanno esattamente benissimo. Per intanto De Rossi e Strotman non sono, quando giocano insieme, una coppia bene assortita nella zona nevralgica del campo per carenza di ritmo e di rapidità. Al massimo De Rossi potrebbe andare bene come play maker davanti ai difensori immettendo in campo un altro centrocampista come Paredes a fianco del giocatore olandese. Insomma le soluzioni per rimediare la rosa della Roma ne offre tante ed anche di qualità. Anche perché il punteggio di Lione può essere facilmente recuperato visto che la Roma in casa, con il supporto del suo pubblico, è sicuramente in grado di ottenere una vittoria per 2 a 0 per la qualificazione. Il prossimo turno di campionato, che vedrà la Roma impegnata a Palermo domenica prossima, ci dirà se si è trattato di un periodo solo sfortunato oppure se i tifosi giallorossi devono realmente preoccuparsi.
CHE SUCCEDE ALLA ROMA?
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