E’ piu’ di una sensazione, è un fatto che le Regioni stanno andando in ordine sparso nell’attuazione della cosidetta direttiva Bolkestein PER LA PARTE CHE RIGUARDA LE CONCESSIONI DEMANIALI SUI LIDI . Già TRE REGIONI HANNO LEGIFERATO IN ORDINE SPARSO ( E TUTTE E TRE le leggi SONO DAVANTI ALLA CONSULTA SU IMPUGNATIVA DEL GOVERNO) CERCANDO DI TROVARE A LORO MODO UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA CHE ANGUSTIA I TITOLARI DEGLI STABILIMENTI BALNEARI, E CIOE’ IL DOVER METTERE A GARA CONCESSIONI CHE DETENGONO DA ANNI E ANNI, PER LA NON AVVEDUTEZZA DEL GOVERNO CENTRALE DI PORTARE A TRENT’ANNI IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI, PRIMA CHE LA NORMATIVA EUROPEA ARRIVASSE. La Spagna ha fatto così ed è riuscita a risolvere il problema. Oggi i legislatori nazionali si trovano a dover fare una norma applicativa della direttiva europea e sono alle prese con centinaia e centinaia di emendamenti, fatti arrivare, da tutte le parti, ai parlamentari impegnati nell’esame della legge in commissione. Eppure le Regioni , nel comitato Cinsedo, non sono state capaci di arrivare a definire una posizione comune da presentare al Governo ( e sì che sono le Istituzioni maggiormente interessate alla questione). Difendere i diritti di chi da anni ha investito soldi , ha creato servizi, ha creato un avviamento commerciale fatto di rapporti con la clientela, è cosa che dovrebbe poter appigliarsi a norme costituzionali oltre che ad una corretta interpretazioni delle leggi commerciali: c’è il ristoro degli investimenti e c’è soprattutto un diritto d’autore che va rispettato in virtù di accordi che i gestori hanno fatto con la rappresentanza delle case musicali per la trasmissione di musica. C’è poi la clausola sociale di salvaguardia che in altri settori dei servizi viene applicata e che consente ai lavoratori di non perdere il posto ma di passare da una impresa all’altra. C’è poi lo spazio da utilizzare nelle gare che dovranno farsi di dare punteggi a quelli che hanno saputo valorizzare il proprio spazio, lavorandoci per anni in costanti miglioramenti e senza incorrere in multe o penalità municipali: oppure vietando a chi ha già stabilimenti di accaparrarsi tutti quelli che sono sul mercato. Insomma si può fare un percorso che metta insieme tante cose per dar un vantaggio competitivo a chi in queste cose ci lavora. A patto che si vada tutti insieme come Regioni e si presenti una bozza di emendamento unica per tutti. La Regione Basilicata, che pure in questo campo si è data da fare, alzi il tiro della proposta.
SULLA QUESTIONE DEI LIDI …., REGIONI FAI DA TE
0
Condividi