Il pnrr ed i fondi della coesione territoriale hanno rappresentato la vera svolta per l’acquedotto lucano che si è visto messo al centro dell’azione regionale per un tentativo serio di risanamento di quello che stava diventando un bubbone di debiti. Due le direzioni di marcia che la Giunta regionale, sopratutto con l’innesto dell’ex senatore Latronico, ha intrapreso per rimettere in piedi un carrozzone traballante: gli investimenti per il risparmio idrico, con la lotta alle inefficienze del sistema distributivo e l’abbassamento del costo energetico degli impianti attraverso investimenti nel fotovoltaico per le pompe di sollevamento. A questo si sta aggiungendo il risultato che si profila all’orizzonte nei rapporti tra Puglia e Basilicata, con la prima che ha sempre fatto orecchie da mervante rispetto alle compensazioni ambientali che la Basilicata reclamava, come utente del sistema idrico lucano . Se è vero che l’acqua è un diritto è anche vero che per preservarla ci vogliono soldi, e da questo orecchio il presidente Emiliano in tanti anni ha fattos empre finta di non sentire. Adesso le cose sono cambiate e sembra che il protocollo d’intesa sia in procinto di trasformarsi in compensazioni certe e ricalibrate. Se è così, possiamo dire che un altro grande nodo viene sciolto dall’esecutivo Bardi . Non tanto da far sperare che la bolletta dell’acqua possa ridursi per i lucani, ma quanto meno per rimettere in equilibrio un’azienda e farle intraprendere un percorso virtuoso , dove i costi di una incompetenza aziendale hanno finito sempre con lo scaricarsi sui cittadini.
SULL’ACQUA BARDI VIAGGIA SPEDITO
