Sulle ORME del passato

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Dino De Angelisby DINO DE ANGELIS

Il “progressive rock” non è musica per tutte le orecchie e dopo il primo pezzo, Michi Dei Rossi, il batterista e anima del gruppo, unico superstite della band originale, si alza dalla sua pedana posta al centro del palco, si avvicina al microfono con la sua canottiera della squadra di basket dell’Umana Venezia e, salutando il pubblico, dice: “Sono contento di venire a Potenza. Qui siamo sempre accolti con passione e calore. Il progressive non è musica per tutti i palati, ma a Potenza c’è un pubblico competente”. In effetti a guardarsi in giro, per le file della bella struttura dell’auditorium Gesualdo da Venosa, la maggior parte del pubblico presente ha il grigio nei capelli, occhiali in viso e la nostalgia di una musica ed un tempo che non c’è più. Sono per lo più appassionati non solo della musica delle Orme, non solo del progressive, ma probabilmente sono appassionati di quel meraviglioso decennio – gli anni settanta – che per molti di loro ha rappresentato qualcosa di più che una serie di vinili o delle canzoni indimenticabili. Rappresenta il periodo più bello delle loro vite. E così, quando il trio attacca con “Collage”, un brano tutto musicale, che se mettevi il disco non sentivi una sola sbavatura, la gente – quelli che conoscevano quel pezzo, ed erano la maggior parte -, era già conquistata dal ritmo forsennato della batteria di Dei Rossi, dalle tastiere di Michele Bon e dalle chitarre di Fabio Trentini. A guardare il palco prima del loro ingresso, sembrava che non ci dovessero essere solo tre musicisti, ma un’orchestra intera: sulla destra del palco diverse chitarre (basso, chitarra ritmica, chitarra con doppia tastiera); sulla parte sinistra varie tastiere (Hammond, sintetizzatore, piano elettrico) ed una batteria centrale montata su un palchetto che sembrava la Torre di Babele. Poi sono entrati solo in tre, eppure il sound, l’energia e la purezza dei suoni che sono riusciti a tirare fuori hanno letteralmente incollato alle sedie dell’auditorium i partecipanti ad una serata che, con quel tipo di musica, sembrava avere qualcosa di magico, di surreale e di maestoso. Per quelli di palato fine non sarà stato difficile scorgere, nel fiume di note partorite da questi tre mostri, dei riferimenti ad una epopea musicale contrassegnata dall’etichetta “progressive”: dai Van der Graaf Generator, alla PFM, al Banco del Mutuo Soccorso, per finire agli immancabili Genesis, che con le Orme hanno condiviso un percorso musicale, una sala di registrazione ed un produttore. Il concerto proposto a Potenza ha riguardato fondamentalmente due tappe importantissime della band, segnate dai dischi “Felona e Sorona” e “Uomo di pezza”. Anche per chi non è musicista non sarà sfuggita la professionalità, la preparazione e la classe cristallina di questi artisti che non si sono risparmiati: due ore filate di musica, sciorinate cambiando strumenti con la stessa naturalezza con cui noi mortali beviamo un bicchiere d’acqua. La base ritmica incessante imposta da Dei Rossi, le note chirurgiche partorite da Bon e da Trentini, il ripercorrere quel filone musicale difficile, sì, ma al tempo stesso ricercato e unico, hanno regalato al pubblico presente una serata che non si vede tutti i giorni. Al termine del concerto i tre veneti sono stati richiamati per un brano extra, un pezzo che non poteva mancare nel live potentino: Amico di ieri, eseguito con il contributo dei fans più accaniti, increduli di poter cantare quelle note direttamente con loro. Le Orme erano un gruppo tra i migliori della storia musicale italiana ed europea, ed è stato bello poter constatare che, nonostante le defezioni ormai di lungo corso di Pagliuca e di Tagliapietra, i sostituti non sono affatto delle riserve ma dei titolari che non hanno per nulla fatto rimpiangere i fondatori di questa storica band. Da cittadino potentino non posso che fare un plauso all’organizzazione che ha avuto il coraggio di puntare su una band importante ma non commerciale, ed uno al pubblico presente. Se il conservatorio era gremito di appassionati, allora vuol dire che questa città non si è persa dietro all’effimero che sembra averla attanagliata, ma ha ancora voglia di qualità, di musica ricercata e di scelte coraggiose per ripartire verso un futuro (non solo musicale) che sia più vicino al proprio passato ed ad un coraggio ed una qualità troppo spesso dimenticate.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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