TEMPA ROSSA: SOVRANISMI, SUBALTERNITA’ DEL TERRITORIO E REALTA’

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RICCARDO ACHILLI economista

 

La partita della concessione Total di Tempa Rossa dura sin dal 2001, ed a oggi non è ancora conclusa e, per certi versi, si è anche complicata. La decisione del CIPE del maggio scorso di non prorogare la dichiarazione di pubblica utilità dei terreni dell’area di scavo rende infatti più lenta e problematica la vicenda, creando un notevole incaglio amministrativo. Che, però, con il cambiamento di clima politico a Roma potrebbe anche essere rapidamente risolto.

Ciò che non è risolto riguarda l’interesse – nazionale e locale – per tale opera. In una fase in cui gli approvvigionamenti petroliferi dell’ENI dalla Libia, nostro principale fornitore, sono in costante pericolo per via della situazione di guerra tribale in atto nel Paese (e per l’assoluta insipienza della nostra diplomazia nell’affrontare la questione) si fa fatica a capire la ragione di eventuali facilitazioni alla conclusione di un impianto che sarà gestito dall’azienda petrolifera di Stato francese, in diretta concorrenza con la nostra impresa di Stato del settore.

Se questo è un dato geopolitico, quindi per sua natura estremamente complesso e da inserire in un gioco globale dalle numerose (e spesso incognite) variabili, più chiaro è il panorama delle ricadute sul territorio regionale. Nel momento in cui partono gli annunciati tavoli di confronto fra Regione ed azienda, si strombazzano ricadute occupazionali (passate nel giro di poche settimane da 1.000 e 600 unità) che, per la natura stessa del settore, non potranno che riguardare pochi tecnici ed ingegneri lucani di alta specializzazione, forse addirittura fatti tornare da altre regioni. Nel frattempo, tanto per far capire bene da che parte tira il vento, la controllata Tecnimont non paga da mesi i suoi debiti con le PMI locali, mettendo a rischio almeno 750 posti di lavoro. Il saldo fra posti di lavoro a rischio e promesse rischia di essere nullo.

Si parla di ulteriori compensazioni ambientali, senza però capire in cosa consistano, con il rischio, non troppo remoto, che siano fatti passare per regalie al territorio investimenti ambientali obbligatori per legge, così come il fantomatico impegno di Total per promuovere la produzione di energie alternative non appare, allo stato, ancora definito nelle sue linee generali. O questo si traduce in un polo di eccellenza in grado di attivare nuovi investimenti esterni e la creazione di un polo di innovazione e produzione, oppure stiamo parlando di qualche mini-impianto, magari anche a servizio dell’attività estrattiva aziendale, privo di qualsiasi ricaduta effettiva sul territorio.

Una sana considerazione di realismo imporrebbe di misurare il potere negoziale reciproco delle due parti che hanno deciso di sedersi ad un tavolo: da un lato, una piccola Regione, per giunta prematuramente tagliata fuori dalla possibilità di fare sponda a livello di governo nazionale, dall’altra un colosso multinazionale, che può mettere sul campo interessi difficili da contrastare. La verità è che la decisione di mettersi seduti ad un tavolo partendo da zero, cioè a mani vuote, non può che portare a legarsi, mani e piedi, alla generosità della controparte più forte. Sarebbe stato necessario condizionare l’apertura del tavolo ad un set minimo di richieste inderogabili e precise. Cioè ad una bozza di piano industriale ed ambientale. ma per farlo, serve la voglia di ingaggiare realmente l’azienda su un percorso di confronto.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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