di ROCCO PESARINI
Siamo ormai giunti alla nona edizione di Dolcincalza, l’iniziativa che puntualmente, ormai ad ogni Epifania, raccoglie dolci, cioccolatini e caramelle e li distribuisce, sotto forma di calze confezionate della Befana, ai bambini e ragazzini meno fortunati della città
Annalisa Paoliello ne è stata l’ideatrice ben nove anni fa e da quel lontano gennaio 2016 ne è anche l’organizzatrice, insieme all’associazione (di cui Annalisa è anche vice presidente) e, da alcuni anni, il Punto Luce Save the children di Potenza.
Annalisa come nacque l’idea di Dolcincalza e cosa si prova ad organizzare, tra le tante cose che hai ideato e organizzato, un evento per fare del bene ai bambini meno fortunati?
L’idea è nata dall’aver rivissuto, attraverso gli occhi dei miei figli, l’emozione che provavo ogni anno da bambina la mattina del 6 gennaio, quando all’alba correvo in soggiorno e, sulla mensola del camino di casa (o appesa alla stufa economica di casa di mia nonna!), ritrovavo la calza che avevo lasciato la sera precedente colma di dolci e di regali. Era un’emozione forte che riusciva ad addolcire il pensiero del rientro a scuola e del ritorno alla normalità, nella quale non c’era posto per le lunghe tavolate dei pranzi in famiglia e per l’albero di Natale e il presepe, che mi mettevano tanta allegria. Quei dolcetti che la Befana mi donava mi accompagnavano durante la ricreazione a scuola e mi aiutavano a affrontare con gioia i giorni del rientro. Mi dispiaceva l’idea che alcuni bambini non potessero vivere quell’emozione e così mi è venuta l’idea di Dolcincalza. E poi Dolcincalza è anche un modo per dare un momento di gloria alla vecchina con le scarpe tutte rotte, che rischia di essere oscurata dal più popolare Babbo Natale!
L’anno scorso è stato raggiunto il record di calze confezionate e distribuite tra le associazioni benefiche e le parrocchie della città. 280: Un risultato di cui esser fieri.
Un risultato che ha stupito anche noi: lo scorso anno, il primo di normalità dopo la triste parentesi della pandemia, il risultato, inizialmente modesto, ci sembrava irraggiungibile e invece, in perfetta stile “befanesco”, dopo qualche invito da parte dell’Associazione a donare, tutti si sono attivati e il risultato è stato strabiliante.
Perché in stile befanesco?
Perché proprio come la Befana, che venne spronata dai Re Magi a far visita a Gesù ma lo fece in ritardo dopo una notte di riflessione, anche i Potentini hanno avuto bisogno di una piccola spintarella per mostrare tutta la loro generosità e il loro buon cuore.
Eventuali novità e dettagli dell’edizione 2024 che sta per partire?
Come dicevo, Dolcincalza è anche un’occasione per riscoprire le nostre tradizioni e ridare autenticità ai gesti che compiamo e perciò quest’anno stiamo pensando di accogliere donazioni non solo di dolciumi ma anche probabilmente di frutta che, come da tradizione, servirà per riempire le calze dei bambini, strizzando l’occhio non solo alle vecchie usanze tipiche della festa ma anche all’educazione ad una sana alimentazione.
Sei la vicepresidente, nonché una delle ideatrici ed organizzatrici in prima persona, di SonoricaMente. Oltre a Dolcincalza, quali sono stati gli eventi di cui sei maggiormente orgogliosa di questo 2023 che sta per terminare?
Tante sono state le iniziative realizzate quest’anno di cui essere fieri: la pubblicazione della raccolta Versi e racconti vinilici, l’edizione del premio Eventi potentini ma quella di cui sono personalmente più fiera è la quinta edizione della Caccia al tesoro letteraria, che rientrava nel cartellone di eventi di Amici in piazza, una giornata di festa organizzata dall’Associazione piazza Albino Pierro – Macchia Giocoli.
A breve verranno pubblicate sui social tutte le informazioni su come e dove contribuire alla raccolta di Dolcincalza, anche quest’anno organizzata con il Punto Luce Save The Children di Potenza con il quale ormai esiste una ben collaudata collaborazione.
