TU CHIAMALE SE VUOI EMOZIONI ROSSOBLU

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Giovanni Benedetto

Alle  tante pubblicazioni uscite in quest’ultimi decenni che parlano in vario modo della storia del Potenza, se ne aggiunge una tutta speciale: quella scritta da Giuseppe Rita, tifoso che frequenta il Viviani da circa sessant’anni.
Peppe, così lo chiamano gli amici, cofondatore del primo club organizzato di tifosi: i ” Fedelissimi” non si è limitato a seguire il Potenza solo durante la partita domenicale ma è stato molto di più.
Per lui, come per tanti giovani dell’epoca, il tifo era un qualcosa che andava oltre lo stadio e lo viveva con intensità in città con gli amici ogni qualvolta bisognava organizzare manifestazioni pro Potenza. È sempre stato vicino alla squadra e alla società, del momento, disponibile per dare il suo contributo attivo all’organizzazione societaria.
La sua voce diffusa dagli altoparlanti del Viviani, per esempio, per dettare le formazioni o le comunicazioni di servizio ancora rimbomba nelle nostre orecchie.
È stato un jolly, occupandosi, a periodi alterni, per conto della società del Potenza di pubbliche relazioni o di addetto alla comunicazione o altre incombenze.
Un altro suo hobby che ha sviluppato intorno al Potenza è stata l’attività di pubblicista che attraverso la carta stampata, la radio, la televisione e i social, ha sempre partecipato ai dibattiti che hanno animato il calcio potentino senza fare mancare i suoi preziosi contributi in termini di proposte o analisi delle situazioni che si venivano a creare nel tempo.
Adesso ha deciso di racchiudere in un diario, come preferisce chiamarlo, tutti i suoi ricordi, i suoi scritti, con un ampio corredo fotografico dei periodi più esaltanti della storia dei leoni rossoblu.
Notizie, fatti, commenti e foto, alcune note, e tante altre inedite.
Il diario apre molte finestre sui fatti più significativi che hanno segnato la storia del Potenza a partire dalla promozione in serie B avvenuta nel 1963 ai giorni nostri.
Facilitato da un ricco archivio da cui ha tirato fuori molti suoi scritti del passato ci fa rivivere molte situazioni inedite, rinverdendo, anche per i giovani, il ricordo di tanti dirigenti e calciatori che hanno vestito la maglia rossoblu.i
Nei ritratti dei vari personaggi non sono mancate parole di elogio ai primi dirigenti Petrullo, Ferri e Vinci  e così via ,fino ai  fiumi d’inchiostro consumati per raccontare i magnifici tre anni della presidenza Caiata.
Nei ricordi che Peppe ha prodotto fedelmente, ci sono pure molti calciatori per esempio: Bruno Rinaldi, Rino Molfese, Leonardo Volturno, Nando Scarpa, Carrera, Jeda e l’eterno capitano Peppe Lolaico.
Completa il diario un capitolo intitolato: le 15 partite “Cult” nella memoria.
Di ciascuna partita sono riportate le foto, le formazioni e la cronaca dettagliata dei 90 minuti.
Rileggere le cronache di Potenza-L’Aquila del 1963 che sancì la promozione in serie B, leggere la cronaca di Potenza-Cagliari con Gigi Riva con la maglia numero 11 piuttosto che la partita Potenza- Spal col giovane Fabio Capello a calpestare l’erba del Viviani  rinfranca la mente e il cuore.
Quest’ultimo capitolo è stato tratto dal diario di un altro assiduo tifoso del Potenza: Vittorio Basentini, che da ragazzino amava scrivere la cronaca di tutte le partite di cui era spettatore per conservarle meticolosamente su un quaderno personale.
Afferma Peppe nel suo diario:
“L’amore per una squadra, per una maglia, per dei colori non è diverso da quello per una donna/uomo, per un animale, per un ideale….È, forse, ancora più passionale”.
Io aggiungerei all’amore, la fedeltà.
Sentimenti, che proprio in queste ore, inquietano la tifoseria rossoblu, perché messi in discussione dalle note vicende societarie di questi giorni.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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