Come era ampiamente nelle previsioni della vigilia, il Napoli deve abbandonare la Champions per mano del Real Madrid che bissa al San Paolo lo stesso risultato dell’andata. Non è bastato alla formazione di Sarri aver giocato ad ottimi livelli per una cinquantina di minuti e passa e aver creduto nel miracolo di ribaltare il punteggio di Madrid. Il grande limite del Napoli è stato proprio questa brusca frenata nel rendimento della squadra e purtroppo sta diventando una pessima abitudine alla quale Sarri ha il dovere di mettere subito rimedio. Soprattutto perché le partite hanno una durata non di 55 minuti, ma di 90 e passa, considerando il recupero. Credo che la critica non faccia un buon servizio al Napoli se si limita ad esaltare solo la grande prestazione che sicuramente c’è stata degli azzurri, ma limitata a 55 minuti. Questa circostanza è stata riconosciuta unanimemente ed anche Sarri si è spinto addirittura oltre sostenendo che il Napoli ha superato l’esame acquisendo la convinzione che il grado di maturità europea ha avuto una forte impennata verso l’alto e che quindi in futuro il Napoli sarà in grado di giocare ad armi pari anche con tutto il meglio del calcio del vecchio continente. Concordiamo con l’allenatore del Napoli ma, allo stesso tempo, dobbiamo aggiungere che i partenopei faranno bene a considerare le due mezze partite fatte molto bene con il Real Madrid come un base solida di lavoro per il futuro, ma dando maggiore importanza a capire per quale motivo il Napoli non ha giocato cosi bene per tutta la durata della partita. Purtroppo e lo abbiamo ricordato in precedenza, nelle ultime esibizioni con avversari dello stesso livello, il Napoli è incappato sempre nel medesimo limite. E’ successo nelle due sfide con i campioni europei e mondiali, ma anche a Torino in coppa Italia si era ripetuto lo stesso clichet. Ottimo primo tempo di Mertens e compagni pure passati in vantaggio e per il resto Napoli assente e in balia degli avversari. E se vogliamo dirla tutta, anche a Roma con la squadra di Spalletti , la situazione si è quasi ripetuta. Visto che dopo il 2 a 0 firmato da Mertens, una solo squadra è stata in campo ed è stata la Roma che, solo per sfortuna, non è riuscita a raggiungere il pareggio che avrebbe anche meritato per aver giocato 10 minuti finali semplicemente straordinari ed essere fermata dai legni della porta di Reina, tra l’altro strepitoso in un intervento salva vittoria. Sarà un problema di natura fisica, sarà il valore degli avversari che si incontrano, saranno problemi di natura psicologica: di sicuro qualcosa frena il Napoli. Solo Sarri può trovare le ragioni di questo rendimento elevato solo per metà partite e cercare di apportare i giusti rimedi per risolvere questo problema. La soluzione diventa più facile visto che adesso il Napoli, senza più impegni di Champions, ha due soli obiettivi a cui pensare. Andare all’assalto della Roma per scalzarla dal secondo posto e tentare la remuntada contro la Juve nel ritorno della semifinale di Coppa Italia il prossimo 5 aprile. Infine non ci troviamo assolutamente d’accordo con l’allenatore del Napoli e nemmeno con Arrigo Sacchi nel giudicare quasi ineluttabile che Sergio Ramos, eroe della qualificazione al San Paolo, si trovasse nelle condizioni di fare male agli azzurri. Nessun allenatore al mondo , vogliamo ricordare a Sacchi, dice ai propri difensori di abbattere fisicamente l’avversario o gli avversari più pericolosi nella propria area di rigore, ma tutti gli allenatori si premurano di preparare contromosse per limitarne la pericolosità. Cosa che, viste le due situazioni in cui Sergio Ramos ha colpito di testa, sono mancate del tutto. Sarri è libero di dire che il difensore centrale del Real Madrid segna sia contro le difese schierate a uomo che contro quelle disposte a zona e che la sua difesa rende troppi centimetri al Real. Ma quello che si è visto in occasione dei due colpi di testa di Ramos non si può giustificare in nessun modo considerata l’incredibile facilità con la quale il difensore spagnolo riesce a colpire il pallone nelle due azioni da palle inattive. Delle due l’una: o i difensori del Napoli sono stati negligenti nell’applicare le disposizioni difensive preparate in allenamento da Sarri oppure non si è preparato nulla di speciale, tipo blocchi o gabbie molto strette, e sarebbe molto grave, per fermare un giocatore che anche le porte di qualsiasi stadio europeo sanno essere devastante quando va a saltare in area di rigore. E badate bene che Sergio Ramos passa molto tempo nelle aree di rigore avversarie perché non c’è palla inattiva, punizioni o angoli, e sono davvero molte quelle che si procura il Real Madrid che fa del gioco ultra offensivo il suo mantra, sulle quali Ramos non senta il bisogno di andare a scatenare il suo colpo preferito. Segna, tanto per un difensore, ma il più delle volte gli schemi difensivi preparati dagli allenatori avversari hanno la meglio. Per finire non possiamo anche noi non stigmatizzare le frasi di De Laurentis pronunciate al termine della partita con il Real Madrid sull’odio contro il Napoli da parte dei giornali del Nord e in particolare della Gazzetta dello Sport che tiferebbe, secondo il presidente del Napoli, per la Juve e in generale per le squadre settentrionali. Ha fatto bene il giornalista di Mediaset Sabatini a rimbrottarlo per il riferimento molto inappropriato all’odio. Vogliamo solo ricordare a De Laurentis che nessun organo di informazione o i tifosi per bene si sono mai permessi di giustificare i cori beceri e violenti di qualsiasi tifoseria verso il Napoli e i suoi tifosi che sono stati sempre condannati ed anche puniti dalla giustizia sportiva. Poi, giusto per amore di verità, la Gazzetta dello Sport non ha mai tifato a favore della Juve. Anzi, il quotidiano milanese nel 2006 si è prodigato alla grande per far scoppiare Calciopoli e affossare la società bianconera contribuendo con pagine e pagine di articoli al tentativo di eliminare definitivamente la Juve dal calcio italiano. Tanto è vero che, contestualmente, partì una contro campagna da parte di tutti i tifosi della Juve sparsi per l’Italia con lo slogan” io non compro la Gazzetta dello Sport “ che qualche danno economico creò di sicuro al giornale. E l’opinione dei tifosi della Juve non è cambiata da allora nei confronti del più diffuso quotidiano sportivo d’Italia. Che, checchè ne pensi De Laurentis, continua a non avere troppe simpatie per la Vecchia Signora. Anche se costretta, suo malgrado, a dover riconoscere i meritati trionfi attuali della
UN GRANDE NAPOLI, A PRESCINDERE
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