UN’AGENZIA PER LE POLITICHE INDUSTRIALI

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pietro simonetti

 

Nei giorni scorsi, per iniziativa di alcuni Sindaci, e’ riemersa dall’oblio, la vicenda della ex Parmalat, poi Vicenzi  e quindi Power (il fantomatico motorino per ascensore) di Atella.

L’azienda nata nel post terremoto, produceva prodotti da forno, Mister Day e Grisbi, fino a quando non è diventata preda di una intensa e lucrosa attivita’ di speculatori e faccendieri impegnati a catturare marchi e processi industriali, dopo la crisi del colosso di Parma e quindi risorse per la reindustrializzazione con progetti fantasma e fantomatici obbiettivi occupazionali: 500 unita’ a regime, da collocare nel segno di poi e nel regno del mai.

Una storia, come altre  Standartela, Etm, Ets, Sinoro, attivate da consulenti, imprese e faccendieri interessati a riciclare i macchinari.

Conclusione: quelli della Parmalat sfornano i prodotti con i relativi marchi in Veneto, i telai della Zucchi producono in PaKistanan, gli impianti ex Belleli producono caldaie al Nord, le macchine laser della Sinoro sono ancora imballati dopo il cambio di quattro nomi, tre bancarotte e condanne penali per i truffatori.

Una gigantesca azione di rapina di fondi pubblici di varia provenienza, corsi di formazione inutili, uso abbondante di ammortizzatori sociali e distruzione di livelli occupazionali.

Tutto questo e’ accaduto per l’assenza totale di cultura industriale da parte di quanti hanno valutato, a livello nazionale e regionale, le pratiche di reindustrializzazione sostenute da documentazioni farlocche, da progetti privi di requisiti tecnici ed economici . Hanno pure prevalso le commistioni clientelari ed una certa approssimazione della rappresentanza sindacale nonostante le segnalazioni, gli avvertimenti avanzati da quanti indicavano i veri obbiettivi delle manovre messe in atto per drenare risorse , spostare i macchinari e impossessarsi dei marchi.

Questo passato recente, molto esteso e fatto di aziende fallite, capannoni inutilizzati (un centinaio in regione a partire dai 15 della Felandina di Bernalda) si incarica di certificare quanto hanno pesato la mancata definizione di un piano di politica industriale a livello regionale e la relativa strumentazione di sostegno: risorse sprecate o drenate per altri usi, posti di lavoro distrutti.

Nonostante tutto questa la regione Basilicata è il territorio meridionale con il piu’alto tasso di industrializzazione con circa 38 mila addetti e impianti industriali all’avanguardia, tecnologie innovative e recenti importAnti investimenti  nel settore dell’automotive, dell’agro alimentare, dell’industria verde e dell’energia.

Il futuro dell’industria in Basilicata puo’essere migliore e  diventare centrale nell’assetto  economico e sociale del territorio?

Certamente si. L’industria manifatturiera rimane e sara’ il comparto nevralgico del nostro Paese:il turismo,l’agricoltura ed i servizi sono e restano assetti complementari.

Il punto e’: con quali strumenti, quali risorse finanziarie ed umane,  si attua l’iniziativa per il consolidamento e lo sviluppo della base produttiva.?

Nei giorni scorsi si parlava di meta distretti e di filiere. In realtà’ la questione ruota intorno a questo unico interrogativo: quale soggetto può assicurare il perseguimento di una politica di rilancio industriale ? chi si occupa di pensare e attuare di attrazione industriale, di assicurare i servizi,  formare imprenditori e lavoratori, predisporre la logistica e le attivita’di promozione.?

Partirei dal superamento delle Asi e di Basilicata Sviluppo con la creazione di Una Agenzia Regionale con partecipazione anche privata restituendo ai Comuni le competenze  urbanistiche e associando le imprese alla gestioni degli agglomerati e Paip.

Una struttura snella di missione che possa incardinare un management di livello internazionale (si veda esperienza area di Verona).

In parallelo si rende necessario  fornire incentivi reali per gli investimenti e le ristruttirazione comprese quelle legate all’industria 4.0. Parliamo di costi dell’energia, dell’acqua e della formazione.

Si tratta di utilizzare il metano, che ora si vende, le risorse idriche che si perdono e di utilizzare l’universita’ e la Lab per una offerta formativa moderna ed efficace.

In questo contesto l’azienda Regionale Energetica deve svolgere il ruolo per cui e’nata: non solo intermediazione per le strutture pubbliche ma intervento di produzione  a partire dalle aree industriali recuperando anche le superfici dei capannoni non utilizzati anche per le attivita’dell’agricoltura di nuova generazione. Altro che Zes con i suoi pochi spiccioli!.

Questi sono temi poco frequentati al tempo dell’industria della paura, dell’odio da distillare o della politica dell’insulto o di cortile.

Occorre  abbandonare la modalita’ del dibattito con il commento postumo(occupazione, demografia, ambiente) per certificare gli aspetti negativi anche nutriti di cattiva informazione.

Ci sono stati tempi come quelli della occupazione delle terre, della lotta per l’irrigazione, della vertenza Basilicata e del post terremoto  incentrati sulla lotta e la partecipazione con obbiettivi precisi, senza la sindrome del ” cappello in mano”.Tempi che vedevano anche la grande esperienza della rivista “Basilicata” diretta Leonardo Sacco, recentemente scomparso.

Occorre scrollarsi di dosso la delega, l’attesa di soluzioni che vengono da Roma, rafforzare le Istituzioni, la democrazia e recuperare la cultura di comunita. ‘

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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