La sconfitta nel match contro il Picerno di mister Arleo, soprattutto per come è arrivata, ha lasciato delle scorie nell’ambiente potentino: perdere, anche se per la prima volta in campionato, non fa mai piacere.
Di sicuro nei prossimi giorni, quando la ragione sarà nuovamente preponderante sulla cocente delusione, saranno diverse le riflessioni da fare: otto gol subiti nelle ultime due partite, due espulsioni nella zona nevralgica del campo e le due rimonte subite saranno oggetto di discussione nei piani alti della dirigenza potentina.
La delusione è tanta, non vi è dubbio, ma da qui a recitare il “de profundis” ce ne passa. E’ bene ricordare che il Potenza, nonostante un solo punto nelle ultime due partite, è pur sempre la capolista del Girone H, storicamente il più complicato di tutta la categoria.
Questa sconfitta, se presa nel modo giusto, potrà solamente essere parte integrante di un processo di crescita costante quale è quello che sta affrontando la società del patron Caiata. È da illusi credere di vincere un campionato a novembre così come è da inesperti credere di affrontare un campionato così pieno di insidie, senza riscontrare alcuna criticità. Le difficoltà ci sono e ci saranno, la differenza sta nel modo in cui le si affrontano: tocca ora ai veri tifosi restare vicini alla squadra, riempendo il Viviani domenica contro il Nardò in una partita, a questo punto, fondamentale.
La sconfitta ha ovviamente riacceso le speranze di parecchie pretendenti al salto di categoria, che non aspettavano altro che la prima debacle stagionale della capolista. Sui social network (oramai vera e propria piazza, seppur virtuale), non si parla altro che di questa sconfitta, con i supporters delle squadre avversarie pronti a scommettere sul fallimento di questo Potenza.
In tal senso è bene menzionare un antico proverbio arabo: “Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani credendo di aver vinto. Ma i leoni rimangono leoni e cani rimangono cani”.
FOTO DI COPERTINA. STUDIO FOTOGRAFICO GIUSEPPE DI TOMMASO, DA TIFO POTENZA