Con la sottoscrizione in regione dell’accordo sul coinvolgimento della Medicina Generale nella campagna vaccinale contro il coronavirus e il contestuale avvio della fase due del programma vaccinale rivolto alla popolazione con età superiore a 80 anni, anche la regione Basilicata si avvia a dare attuazione a quell’ambizioso programma di vaccinazione della popolazione che dovrebbe portarci a quella immunità di gregge indispensabile per la definitiva vittoria sul Coronavirus che tanti danni ha prodotto anche nella nostra regione.

IL DR.ANTONIO SANTANGELO, SEGRETARIO FIMMG
La FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Famiglia) esprime la propria soddisfazione per l’accordo raggiunto. Siamo stati sempre convinti che se si vuole raggiungere certi risultati, al di là dell’impegno dei dipartimenti di prevenzione (titolari della prevenzione in senso lato e quindi anche delle vaccinazioni) e al di là del personale sanitario reclutato dal commissario Arcuri, è fondamentale ed indispensabile coinvolgere i medici di medicina generale.
Si tenga presente che il 70% dei comuni lucani ha una popolazione residente inferiore a 5000 abitanti e con una dispersione orogeografica la più alta d’Italia. Eppure in ogni paese (anche quello con poche centinaia di abitanti) viene garantita l’assistenza sanitaria da almeno un medico di famiglia e dai medici di continuità assistenziale. Pertanto in questo contesto solo la medicina generale è in grado di assicurare che tutta o quasi tutta la popolazione venga sottoposta alla vaccinazione.
La partecipazione dei medici sarà su base volontaria, ciò non creerà però disuguaglianze perché si darà la possibilità a chi aderisce di vaccinare anche i cittadini dei medici non aderenti.
Il senso di responsabilità dei sindacati firmatari dell’accordo (FIMMG, SMI e INTESA SINDACALE) viene rimarcato dal fatto che si è firmato pur non avendo alcuna garanzia che a tale impegno corrisponda una qualche remunerazione. Infatti allo stato dell’arte non risulta alcun accantonamento di risorse economiche da parte del governo centrale per l’impegno dei medici di famiglia in questa campagna vaccinale. Ma in questo momento con una pandemia che non accenna a calare nel suo impatto nefasto sulla vita di tutti, i medici di famiglia hanno volentieri risposto PRESENTE anche per rispetto del nostro codice deontologico che impone in caso di calamità naturali di mettersi a disposizione delle autorità competenti, e in questo caso volentieri ci siamo messi a disposizione dei nostri concittadini.