VITTORIA A MANFREDONIA CON IL BATTICUORE

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rocco sabatella

Anche oggi possiamo ripetere il detto che è tutto bene quello che finisce bene. Il Potenza raddrizza nella ripresa un risultato ed una prestazione che per un ora li stava vedendo pericolosamente sotto di due reti contro il Manfredonia. E per la terza domenica consecutiva la formazione di Ragno ha dovuto compiere un’altra rimonta nel secondo tempo, rimonta che le era già riuscita a Gragnano e domenica scorsa al Viviani con la Turris. E in una situazione in cui oggi si è forse temuto il peggio perché il Potenza ha perso, nel finale di primo tempo, per infortunio prima Franca, uscito per un leggero problema muscolare e poi il giovane Panico per una botta al collo. Ma quando tutto sembrava perduto il Potenza ha tirato fuori gli artigli e dopo aver accorciato le distanze con Siclari bravo a mettere dentro un pallone vagante in area, ha preso coraggio e dopo un minuto ha raggiunto la parità con la terza rete personale di Di Somma in questo campionato sugli sviluppi di un calcio di punizione di Pepe. In quel momento è cambiata l’inerzia della partita perché il Manfredonia ha esaurito le forze fisiche e il Potenza ha creduto ancora di più in un altro incredibile ribaltone. Anche se sul 2 a 2 Vaccaro, oggi all’esordio in maglia rossoblù, ha rischiato, involontariamente, di fare la frittata e regalare il nuovo vantaggio al Manfredonia con Joof che si è presentato solo davanti a Breza e ha battuto a colpo sicuro. Eccezionale il riflesso del canadese che si è disteso e ha respinto il tiro. Con ciò riscattando anche l’indecisione sulla seconda rete pugliese di Laforgia. S campato il pericolo, il sorpasso si è puntualmente materializzato ad un minuto dalla fine del tempo regolamentare quando l’indiavolato Di Senso, entrato al posto di Franca, ha colpito su uno spiovente dalla sinistra la traversa: la ribattuta è stata catturata da Guadalupi che non ci ha pensato due volte a battere a rete con un tiro preciso che si è infilato. Grandi feste in campo e soprattutto sugli spalti dove gli oltre 500 tifosi del Potenza non credevano ai loro occhi per lo scampato pericolo e per l’ennesina trasformazione del Potenza nella ripresa dopo un’ora di gioco ancora una volta al di sotto e di parecchio delle proprie enormi possibilità. Ma come si spiega questa abbondante ora di gioco molto deludente? Sicuramente la squadra di Baratto ha fatto il suo dovere e ha fatto la gara che doveva fare considerando le sue potenzialità. Ma di sicuro i pugliesi si sono visti agevolare di molto il compito dai rossoblù e hanno fatto un figurone, meritando il vantaggio segnato con una bella rovesciata da Amendola, con una prestazione non solo ottima dal punto di vista agonistico ma anche per aver espresso un gioco intenso, ordinato e con una supremazia marcata in mezzo al campo dove Martino, Romito e Joof, i tre centrocampisti centrali del Manfredonia, hanno avuto sistematicamente la meglio su Esposito e Diop che non hanno potuto giocare in tranquillità per l’asfissiante pressing cui sono stati sottoposti dagli avversari diretti. La conseguenza logica è stata, oltre ai ritmi ancora una volta troppo cadenzati, che non ci sono stati grandi possibilità per produrre efficace gioco offensivo. In questo discorso centra, eccome se centra, ancora una volta e lo stiamo ripetendo ormai da diverso tempo anche la scelta del modulo con cui il Potenza si è schierato contro il Manfredonia. Non sarà mica un caso che nelle partite in cui Ragno ha scelto questa disposizione a lui tanto gradita, le cose si sono complicate per la sua squadra. Vogliamo ancora una volta elencarle queste gare? Gravina, Molfetta, Gragnano, Turris, Manfredonia in cui il tecnico è partito con il 4-2-4. Certo poi il Potenza è riuscito a raddrizzare la situazione ma lo ha fatto soprattutto con la forza e la qualità dei singoli. Dopo la partita di oggi, crediamo che Ragno debba fare la scelta definitiva di puntare senza mezzi termini al 3-5-2 che offre, fino a prova contraria, le maggiori garanzie di solidità, di equilibrio e perché no di sofferenza ridotta quasi al minimo sindacale. Modulo con il quale il Potenza ha messo sotto tutte le migliori formazioni del girone. Tra l’altro ormai gli avversari conoscono come gioca il Potenza a memoria e hanno preso le loro contromisure che sono finalizzate a chiudere tutti gli spazi sulle corsie laterali che sono la forza del 4-2-4 e dove per Guaita e Panico, sempre raddoppiati se non triplicati, diventa assai problematico produrre azioni pericolose. E succede sempre che i centrocampisti avversari, di solito uno in più rispetto a quelli schierati da Ragno, riescano nel compito di inaridire le fonti di gioco rossoblù. Di tutt’altro tenore, lo hanno visto tutti, sono state le prestazioni quando Ragno ha utilizzato il 3-5-2. Che ci sembra, non ci stanchiamo mai di ripeterlo, il modulo meglio metabolizzato e più gradito alla squadra. Quindi da domenica sul campo dell’Altamura e poi per le rimanenti gare, onde evitare guai e dare vantaggi agli avversari, in campo si vada sempre con il 3-5-2. Solo in caso di necessità e a gara in corso, possono venire buone le altre disposizioni tattiche. foto coperetina dal post di giovanna manna

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Rocco Sabatella...

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